Scoperte e sapori, il vino ha una nuova dimensione con wineowine

di Fabrizio Spaolonzi

Scoperte e sapori, il vino ha una nuova dimensione con wineowine

di Fabrizio Spaolonzi

Scoperte e sapori, il vino ha una nuova dimensione con wineowine

di Fabrizio Spaolonzi
6 minuti di lettura

Si dice che nelle botti piccole ci sia il vino buono, o, come si usa dalle mie parti “cit, ma bun!”. Sembrano frasi fatte, in realtà sono detti tramandati per tradizione, che molto più di altro hanno un valore reale, un sapore antico di secoli e decenni d’esperienza, che ancora oggi sanno raccontarci la verità.
Iniziamo quindi in grande, da piccole cantine, l’anno di “Imprese divi(g)ne”, che sposta la voce dal narratore alla narrazione, che quindi prende forma e vita essa stessa. E la narrazione di quest’anno è l’impresa, l’impresa nel e del mondo del vino.
Per questo primo racconto mi sono rivolto a wineowine, startup italiana di grande successo nel mondo del vino che, tramite una continua ricerca ed una piattaforma efficace di e-commerce, seleziona e promuove vini di piccoli produttori, portandoli al grande pubblico. wineowine

Conoscendoli fin dagli albori, non ho potuto non approfittare di questa opportunità, ed ho subito alzato la cornetta (fa ridere dirlo ai tempi degli smartphone…!). Raccontatemi chi siete e quali sono le vostre aspettative ed ambizioni e, intanto, complimenti per la vostra idea, che sfonda questa barriera moderna di trend finto unconventional ormai generalisti e costruisce davvero un valore per l’attività d’impresa, per il mondo del vino e per gli appassionati. Federico, CEO & Founder, l’istinto mi suggerisce di iniziare chiedendoti il solito “come nasce wineowine”, ma a me interessa affondare ancora di più le mani nel terreno e trovare le vere radici di questa tua startup. E allora non come, ma perché nasce Wineowine? Qual è l’esigenza che avete avvertito e perché voi?

L’idea di wineowine nasce a settembre del 2012 dopo essere tornato dalla Svezia, dove ho fatto la specialistica in Business and Administration e mi sono laureato. Di ritorno in Italia, in una cena con amici (fra cui Eros Durante, CTO e co-founder) nasce l’idea di wineowine. A quella cena avevo portato delle fantastiche bottiglie di vino di un piccolo produttore del Chianti Classico. Tutti erano gasati dalla qualità delle bottiglie e quando mi hanno chiesto dove avrebbero potuto acquistarle è nata l’idea. Non sarebbe difatti stato possibile acquistare quelle bottiglie se non direttamente nella cantina del produttore a 500km da casa nostra (noi siamo abruzzesi). 
Ho condiviso la mia riflessione con Eros, Ingegnere Informatico e sviluppatore di alto profilo che ha avuto esperienze in sviluppo web e comunicazione per diverse aziende vinicole. In quel momento avevamo un bisogno che il mercato non era in grado di soddisfare. Abbiamo fatto un’analisi e cercato di capire quale poteva essere il miglior modello per aggredire il mercato.
Dalla mia lunga esperienza vinicola (la mia famiglia produce vino dal 1961 e nell’azienda vinicola di famiglia ho acquisito esperienza nella produzione, distribuzione e comunicazione del vino al livello nazionale e internazionale) sono sempre stato un sostenitore della teoria che “un consumatore nella maggior parte dei casi quando sceglie un vino non ha un’idea precisa della bottiglia da acquistare” e all’aumentare dell’offerta aumenta la confusione del consumatore. Un consumatore confuso difronte ad un eccesso di scelta semplicemente non sceglie e non acquista. Un e-commerce tradizionale non sarebbe quindi il miglior modello di vendita per soddisfare le esigenze del consumatore.
Questo accade perché il vino è un prodotto molto complesso, che si acquista spesso per la componente “emozionale” (storia, origini ecc…). Il consumatore semplicemente vuole acquistare un buon prodotto, con un ottimo rapporto qualità/prezzo e che lo emozioni. Lui vuole un’esperienza. Inoltre, il consumatore di vino è un curioso, sempre alla ricerca della diversità e pronto a scoprire prodotti e marchi che non conosce.
 
Quello che facciamo è proprio questo, selezionare le etichette di piccoli produttori e proporli al grande pubblico. Veicoliamo poche etichette alla volta, in modo da non confondere il consumatore difronte ad un eccesso di scelta e accompagnandolo alla scoperta di prodotti sempre diversi.
Perché lavoriamo con piccoli produttori? Perché nel mondo del vino i consumatori sono affascinati dalle piccole cantine. Inoltre, in questo periodo economico i piccoli produttori soffrono perché non hanno la possibilità di accedere ai canali di distribuzione tradizionale (supermarket ed enoteche).
In sostanza, noi non facciamo altro che connettere domanda e offerta in una sorta di “win-win situation“, semplificando la scelta e rendendo il consumo di vino di qualità facile e alla portata di tutti . Raccontiamo le storie dei piccoli produttori, cercando di lavorare sulla componente emozionale del vino. In questo modo ci rivolgiamo ad un mercato enorme, composto di non soli appassionati ma anche di curiosi o semplici amanti del vino.

Gli uomini e le donne del vino sono spesso tipi particolari, atipici. Quello del vino è un mondo duro, difficile, spesso distante dai mercati, soprattutto nel target che avete scelto voi. Come hanno risposto allora queste piccole cantine al vostro appello, chi é stato il primo e come ne avete convinte poi cosi tante?
Inizialmente è stato molto difficile. Superare la diffidenza quando non avevamo un marchio conosciuto è stato possibile solo sfruttando relazioni personali che avevamo con tanti produttori. Costruito il primo nucleo, in parte di produttori che consideravamo dei colleghi e che conoscevamo da tanto tempo e in parte da qualche avventuriero che ha da subito creduto nel nostro progetto, poi il tutto è stato in discesa. Oggi riceviamo decine di chiamate al giorno da parte di produttori che vogliono unirsi a wineowine.
Wineowine però non è solo cantine ed e-commerce, c’è Community, c’è il Club, ci sono gli eventi. Cosa avete in mente per il futuro e come intendete posizionarvi in questo spazio spesso saturo?
Sicuramente se avessimo un’offerta “tradizionale” lo spazio sarebbe saturo. Con la nostra offerta pensiamo di avere di fronte grandi margini di crescita. Finora abbiamo fatto conoscere i nostri produttori online. Abbiamo però percepito la voglia e l’esigenza dei nostri soci di conoscere i produttori e di assaggiare le loro creazioni, prima dell’acquisto. È su questo che ci stiamo concentrando e ci saranno presto novità.
eventi
E infine, chiudiamo con un gusto rotondo, lasciando per un attimo i bilanci e le parole inglesi da parte. Parliamo di vino. Il vostro motto è “piccole cantine, grandi vini”. La vostra funzione è anche quella di scoprire, mantenere piccole tradizioni locali. E allora, nella vostra ricerca meticolosa, quasi archeologica, quali vini meno noti avete scoperto e portato al grande pubblico?
Difficile fare esempi, anche perché rischieremmo di dimenticare tanti vini che abbiamo fatto scoprire ai nostri soci in questi due anni e mezzo dal lancio di wineowine. Quello che possiamo dire è sicuramente che siamo riusciti a far scoprire produttori sconosciuti delle più grandi denominazioni italiane come Brunello e Barolo, al tempo stesso valorizzando denominazioni meno considerate dalla critica, come la Lacrima di Morro d’Alba, i Campi Taurasini o i Colli Tortonesi.
Curiositas: Vi fermerete all’Italia o avete più sete?
Su questo non possiamo sbilanciarci ma ci saranno news a breve..
Grazie Federico, e grazie al tuo team brillante. Siete ancora un’idea giovane, ma si sentono ormai in maniera distinta le note aromatiche che vi contraddistinguono. Gustatevi i successi giorno per giorno, che arrivano, com’è tradizione nel mondo del vino, solo dopo tanto sacrificio e molto lavoro, dopo cura e attenzione al più piccolo dettaglio. Siete davvero una bella scoperta, come quelle che suggerite alla vostra community. Ora vado, scusami, ho una cena da amici e non ho ancora scelto il vino da portare, pensavo a qualche buona bottiglia, un po’ diversa, magari di una piccola cantina…

 

di Fabrizio Spaolonzi, all rights reserved

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