Walt Disney e l’Italia. Intervista a Marco Spagnoli

di Daniele Urciuolo

Walt Disney e l’Italia. Intervista a Marco Spagnoli

di Daniele Urciuolo

Walt Disney e l’Italia. Intervista a Marco Spagnoli

di Daniele Urciuolo
4 minuti di lettura

Siamo cresciuti con i film d’animazione, i c.d. Classici Disney. Addirittura ricordo che durante le feste di Natale io e i miei cugini ci siedevamo sul pavimento e guardavamo per ore i “cartoni”, come li definiva mia madre. Cartoni? I cartoni si buttano, è un’offesa, io sto parlando di vere e proprie opere d’arte: Dumbo, Pinocchio, Robin Hood, La Carica dei 101, La Sirenetta ecc… credo di averli visti tutti e 54, più i 14 recenti della Disney-Pixar fanno 68. Ma è Topolino Mickey Mouse la star da cui tutto ebbe inizio. Si raccontano tante favole, come quella che il piccolo e dolce topolino fosse l’alter ego del suo creatore Walt Disney. E le leggende che si narrano intorno a Walt Disney? Che quando era in terza media (nel 1915), Walt imparò a memoria, per scherzo, il discorso di Gettysburg e sorprese tutti arrivando a scuola travestito da Abraham Lincoln; che gli piacevano le patatine fritte, gli hamburger, le omelette western, i pancakes, i piselli in scatola, la carne tritata, gli stufati e i sandwich di roast beef; che non gli piaceva molto la verdura, ma gli piacevano il fegato del pollame, i maccheroni e il formaggio; che il suo corpo è stato ibernato e tuttora giacerebbe al di sotto dell’attrazione dei Pirati dei Caraibi, a Disneyland.

Tante storie, affascinanti come quelle che ha scritto, raccontato e prodotto, che ci hanno fatto crescere e sognare. A me piace pensare che negli anni Cinquanta a Disneyland si poteva vedere “Zio Walt” fare dei piccoli lavori, come offrire passeggini ai visitatori, suonare il clacson in un’auto in Main Street USA, pescare ai Rivers of America o pilotare il Mark Twain.

Walt Disney e l’Italia – una storia d’amore è il documentario di Marco Spagnoli sul legame tra il maestro del disegno animato e il nostro Paese, in uscita il 10-11-12 febbraio nelle sale italiane (in esclusiva nei cinema del circuito The Space) poco prima dell’arrivo in Italia del film Saving Mr Banks di John Lee Hancock, con Tom Hanks ed Emma Thompson, sulla storia vera di come Walt Disney ottenne i diritti di sfruttamento del romanzo Mary Poppins della scrittrice australiana Pamela Lyndon Travers, dopo quattordici anni di continue e pressanti richieste.

Intervsta a Marco Spagnoli per theFreak:

Nella foto Marco Spagnoli. Copyright: Carmen Mitrotta

Domanda banale ma interessante: chi è e cosa ha rappresentato per te Walt Disney?

Un grande artista: il creatore di un universo in cui sono cresciuto e del quale non mi sono mai dimenticato, apprezzandone, da adulto, l’ironia e le contraddizioni.

È vero che apprezzavi Topolino e che hai imparato a leggere anche grazie al suo fumetto?

Beh, certo. E come me tante persone che conosco oltreché tanti intervistati nel mio documentario. È certamente una caratteristica della mia generazione: sono nato nel 1970.

Hai raccontato dell’incontro tra Walt Disney e gli italiani; anche Federico Fellini e tanti altri maestri del cinema italiano lo hanno incontrato. Cosa aveva di “magico” Wallt Disney?

Innanzitutto credo che fosse una persona altamente carismatica: capace di grande concretezza, ma anche molto affabile e con qualche punta di malinconia. Un uomo intelligente e determinato. Modesto, alla mano, brillante.

Vincenzo Mollica è diventato addirittura un personaggio dei fumetti di Topolino, Vincenzo Paperica. Ti piacerebbe diventare anche tu un personaggio, non so il regista di Paparopoli “Marco Spagnolik”?

Giornalisti e registi abbondano a Paperopoli… Non credo che ci sia bisogno di me… Io sarei il meno divertente della banda e quindi è meglio che me ne stia da quest’altra parte della pagina. Certi confini non devono essere varcati. Almeno da me.

Qual è il tuo film preferito di Walt Disney?

Il film cui sono più legato è senza dubbio Gli Aristogatti perché sono anche un amante dei gatti (che peraltro Disney odiava). È quello che ho fatto vedere ai miei figli. Il film che, però, mi commuove sempre è Il Re Leone.

Hai intervistato tanti personaggi in questo documentario, tra i quali l’attore del momento Marco Giallini. È vero che oltre ad essere un bravo attore, ex pugile e un ottimo motociclista, è anche un talentuoso disegnatore?

Ha iniziato con il disegno ed era indeciso se fare il pugile o il fumettista. Ha scelto di diventare un grande attore. Ne siamo lieti, ma il documentario si chiude con un suo disegno di Topolino.

“Se puoi sognarlo puoi farlo”. È una frase di Walt Disney. Ancora attuale. Che messaggio possiamo trarne per le nuove generazioni?

Qualcuno pensa che il mondo Disney sia necessariamente “buonista”. Io credo invece che si tratti di ottimismo, ovvero la capacità di impegnarsi e realizzare i propri sogni e desideri. Impegnandosi e faticando. Io sono convinto sia vero e sono grato a Disney di avere immesso questo pensiero nella sua visione del mondo.

Di Daniele Urciuolo

APPUNTAMENTO AL CINEMA:

10-11-12 febbraio 2014. Walt Disney e l’Italia – una storia d’amore:

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