Vittorio Feltri ed il Paese che gli va dietro

di Leonardo Naccarelli

Vittorio Feltri ed il Paese che gli va dietro

di Leonardo Naccarelli

Vittorio Feltri ed il Paese che gli va dietro

di Leonardo Naccarelli
3 minuti di lettura

Ricetta di un imprevisto (forse) televisivo.

Ingredienti per troppe persone: 1) un presentatore abituato a sguazzare nel trash; 2) un ospite con la mania di essere il più scorretto di tutti; 3) un Paese nervoso alla ricerca, spasmodica, di qualcuno con cui prendersela. Tempo di preparazione: una seconda serata.

Tempo di conservazione: spero nullo. 

Solo così, con questa mal assortita metafora, mi è venuto in mente d’introdurre il tema di quest’articolo. Si parla di Feltri, o meglio delle sue dichiarazioni, come spesso gli capita e come spesso lui desidera.

Vittorio Feltri

A fare scandalo è un suo intervento su Rete 4 nella trasmissione “Fuori dal coro”. Ad essere oggetto di una sua invettiva, questa volta, sono stati i meridionali. Nessuna novità direste e vi darei pure ragione: Feltri, penso, è dal giorno del suo battesimo che se la prende con chiunque sia nato più a Sud di Bergamo. Eppure….

Eppure, riprendendo Ligabue, ci siamo finti stupiti. Persone come Feltri, infatti, vivono per l’adrenalina di sentirsi una star: negare una gioia ad una persona quando costa così poco sforzo sarebbe stato da crudeli insensibili. 

Vorrei però chiarire subito, prima che si creino equivoci. Con personaggi come Feltri noi, come società, non siamo benefattori dal buon cuore, non di certo. Se siamo in una giornata buona, li trattiamo come personaggi da baraccone: ci intrattengono le loro urla sguaiate, le loro azioni senza senso; ci diverte molto illuderli di essere speciali quando, per noi, non sono altro che una versione moderna degli scemi del villaggio. 

C’è, però, una cosa da evidenziare: queste trasmissioni televisive dal dubbio valore culturale hanno pochissimo seguito in diretta, share. È nel mondo del Web che questi eventi trash trovano popolarità ed attenzione. È come un boomerang: quello che sei riuscito, la sera prima, ad evitare in tv ti travolge, all’improvviso, i giorni successivi sui social. Verrebbe da dire che non c’è difesa efficace possibile. Ma se vi dicessi che non è tanto questo l’aspetto più deprimente della vicenda?

C’è infatti un elemento più degradante nell’affrettarsi a commentare, in tutte le piattaforme disponibili, lo scandalo settimanale di turno: l’idea e la convinzione di essere migliori. È quasi un sollievo ed un piacere quando un personaggio, già discutibile, se ne esce con dichiarazioni sopra le righe. Non è importante che tutto sembra troppo grottesco per essere vero; hanno ancor meno rilevanza eventuali ritrattazioni o smentite. L’indignazione è un qualcosa a cui non possiamo rinunciare: questo, insieme a del narcisismo, fa sì che ciascuno si affanni ad elencare gli errori e le scorrettezze di ogni fenomeno trash. Due problemi possono essere, in mia opinione, ravvisati.

In primo luogo, l’orgoglio e la superbia nel mostrarsi superiore si risolve in affermazioni banali, pensieri che dovrebbero rappresentare la normalità e che, quindi, non dimostrano alcuna superiorità morale o intellettuale. In secondo luogo, non ci si rende conto che sprecare tempo a commentare questi fatti non fa elevare il proprio livello culturale, anzi. 

Alla base di un tale dispendio di energie non può non esserci un interesse: se questo è vero, non andiamo mica bene. È uno scambio infernale in cui tutti perdono qualcosa, la dignità: chi si esibisce per il solo gusto di essere al centro dell’attenzione e chi, moderno professore della “Città vecchia” di De André, spende tutto quello che ha per sentirsi dire dalla pubblica moglie quanto sia intelligente e sagace.

Per concludere, le parole di Vittorio Feltri sono di una gravità inaudita, irricevibili, irresponsabili alla luce del contesto attuale del Paese. Tuttavia, ritengo più grave che queste parole non siano state accolte con l’indifferenza che meritano, con quel tipo di silenzio che vale più di 1000 parole. Parlandone per giorni e settimane intere, abbiamo dato corpo ad un problema che non esisteva ed il guaio è che era tutto correttamente previsto. Diamoci una calmata, Feltri ed il Paese che gli va dietro.

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