Vinitaly: quale e quanto Piemonte abbiamo portato nel Far East?

di Fabrizio Spaolonzi

Vinitaly: quale e quanto Piemonte abbiamo portato nel Far East?

di Fabrizio Spaolonzi

Vinitaly: quale e quanto Piemonte abbiamo portato nel Far East?

di Fabrizio Spaolonzi
6 minuti di lettura

Dopo aver dato inizio a Direzione Piemonte, la nuova rubrica vinicola su The Freak, ci siamo tuffati a capofitto nella ricerca dei migliori vini e delle storie più interessanti che la cultura sabauda abbia da offrirci. Tra le occasioni più ghiotte è capitato a pennello il Vinitaly 2019, perciò, armati di penna e calice, sono partito alla volta di Verona. E come sapete non è certo la prima volta…avevo infatti raccontato il Vinitaly delle precedenti edizioni in alcuni articoli che potete rileggere qui!

Vinitaly 2019: Benevnù en Piemunt

Ha chiuso con 125 mila visitatori da 145 nazioni la 53esima edizione del Vinitaly, che si è posizionato quest’anno come l’edizione più grande di sempre. Tra i numerosi espositori nazionali ed internazionali, il Piemonte gioca sempre un ruolo da protagonista, pur essendo “fuori casa”. Il Padiglione della nostra Regione infatti è stato tra i più visitati e vissuti, con le grandi eccellenze presenti (604 aziende!) per tenere alta la bandiera dei nostri vini, ambasciatori delle qualità del Piemonte e del Made in Italy nel mondo. Ma per chi non è stato presente, cosa avrebbe trovato varcando la soglia della Hall n. 10 ?

Prima di tutto due territori a farla da padrona. Cuneo e Asti hanno avuto una ingente rappresentanza – com’è facile intuire – seguiti da un’interessante ed incalzante partecipazione dell’alessandrino che si è posizionata sul podio di questa edizione. Sempre presenti all’appello comunque, il torinese, il novarese ed il biellese, con qualche “outsider” di prestigio a rafforzare un territorio che in tema di vino è capace di esprimere una qualità ed una diversità rare al mondo, tra cui 17 DOCG e 42 DOC che coprono circa l’80% della produzione totale. ® Vedi elenco aziende Padiglione Piemonte.


Ma il Piemonte vitivinicolo presente Verona è stato molto di più. Prima di tutto la composizione delle cantine ha ben dato l’idea della passione dei nostri produttori, in gran parte piccole e medie aziende, alle quali si sono aggiunte una ventina di Cantine cooperative, Consorzi di tutela, Associazioni di produttori, organizzazioni economiche e professionali dei produttori, e numerosi enti e istituzioni a rappresentare il territorio regionale.

Poi una diversificazione dei prodotti che ha messo in luce, attraverso un programma di degustazioni – vermouth e grappe piemontesi in primis – straordinarie novità per questa edizione, e la capacità di eccellere anche oltre il vino. Un grazie in questo caso al fondamentale supporto dell’Istituto del Vermouth di Torino e del Consorzio Tutela Grappa Piemonte e Grappa di Barolo.

Una partecipazione dunque, quella piemontese, forte e unitaria che si rinnova fin dalle prime edizioni dando continuità al rapporto di collaborazione tra le istituzioni piemontesi e le rappresentanze dei produttori.

Al Vinitaly i progetti Piemonte Land of Perfection e Unioncamere Piemonte hanno ben rappresentato e promosso l’immagine coordinata del sistema Piemonte. Ed è proprio “l’immagine” che quest’anno ha colpito, perché l’artista Alice Ronchi, scelta attraverso il concorso di giovani artisti indetto da Artissima e promosso da Regione Piemonte, ha elaborato l’elemento dell’acino d’uva con una personale interpretazione astratta, proposta in chiave pop, colorata e pensata per dare luogo a uno spiazzamento visivo. Il singolo elemento, ripetuto infinite volte, è divenuto soggetto e protagonista dell’intera narrazione sabauda a Verona. 


Campioni, promesse e sorprese, il 2019 in un calice

E non possono certo mancare i momenti di gratificazione! Bottino ricco non solo di degustatori e buyer, ma anche di premi e premiati.

Il Piemonte si è distinto anche nei momenti di “competizione”, facendo risaltare le proprie qualità anche sul palco. Il prestigioso Premio “Angelo Betti” (ex Cangrande), ad esempio, conferito ogni anno ai benemeriti della vitivinicoltura segnalati dalle Regioni, è stato assegnato a Vincenzo Gerbi, professore ordinario di Scienza e Tecnologia degli Alimenti alla facoltà di Agraria dell’Università di Torino, che da anni svolge attività di ricerca e insegnamento in viticoltura ed enologia (e che ha collaborato anche alla riuscitissima restaurazione vinicola della Freisa Balbiano di Villa della Regina).

Tra i grandi vini, premiati da 5 Star Wines – la selezione annuale di vini organizzata da Vinitaly che diventa poi in “5StarWines – The Book – troviamo primo classificato, miglior vino italiano, BAROLO DOCG TERLO RISERVA 2013 L’ASTEMIA PENTITA SRL – BAROLO (CN) (Punteggio 96), e altri due nella Top10, BAROLO DOCG 2014 PAOLA SORDO S.R.L.CASTIGLIONE FALLETTO (CN) (Punteggio 94) e BAROLO DOCG BRICCO SAN PIETRO 2015 CASCINA SÒT AZ.AGRICOLA – MONFORTE D’ALBA (CN) (Punteggio 94).

Anche nell’innovativa selezione “Wine without walls”, dedicata ai biologici e senza o con ridotte quantità di solfiti, troviamo una consistente rappresentanza sabauda, tra cui spicca certamente il BARBERA D’ASTI DOCG SUPERIORE VINO BIOLOGICO “TINELLA” 2016 CASCINA GALARIN DI CAROSSO GIOVANNI – CASTAGNOLE DELLE LANZE (AT) (Punteggio 93), primo classificato nella categoria “Solfiti aggiunti ma con quantità totale di solfiti non superiore a 80 mg/l”.

Infine un premio anche per il brand. Etichetta di bronzo per ALTA LANGA DOCG SPUMANTE EXTRA BRUT MILLESIMATO “CUVÉE AURORA” 2014

(Banfi S.r.l. – Montalcino (SI)) nella categoria “Confezioni di vini spumanti prodotti con fermentazione in autoclave (metodo charmat) e con fermentazione in bottiglia (metodo classico)”, una mano toscana dunque per rendere il Piemonte ancora più vincente.



Arvëdse al prosim anì, ma pi prest en Piemunt

Uno straordinario successo quindi, in tutti i sensi, per la manifestazione veronese e per le persone, le aziende, il lavoro, le vigne, i vini delle terre piemontesi. Che non si fermani certo qui, “ad Eboli”. Ma prosegue il calendario, con i grandi eventi – questa volta “in casa” – della nostra regione. VINUM ad Alba apre la grande stagione della Langa, che tra Collisioni (Barolo), caccia al Barolo, Io Barolo (Roddi), Tour dei “Cru” ha certamente molto da offrire, ma il Monferrato non è da meno con gli eventi di Riso&Rose, Festa della Barbera e Festa della Freisa, oltre ai primi preparativi del Palio d’Asti di settembre, che già scalpita!

Tanto da fare, da vedere, e soprattutto, da assaggiare. E dalle pagine digitali di Direzione Pimonte cercherò di raccontarvi tutto di questa magnifica terra.

Arvëdse!

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