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2/2 Vinitaly, dove si ritrovano le storie divi(g)ne

 

Già il fatto di prendere posto a sedere lasciava poco spazio all’immaginazione. Ma è quando Paolo – che avevamo incontrato dove tutto iniziò, a Barolo – ci lascia nuovamente (vedi Vinitaly 2016) nelle mani del collega a fare da padrone di casa che il piano si inclina pericolosamente verso l’inevitabile, tra déjà-vu ed estasi verso ciò che ci aspetta.

Non è questo il luogo per descrivere ogni vino e le diverse qualità, sapori e caratteristiche (che si possono trovare in Cantina e sul sito di Batasiolo), ma certamente, riprendendo il titolo dell’articolo precedente, troviamo una scoperta ed una conferma. Langhe rosso è la scoperta, Barolo riserva è la conferma.

vinitaly

Ma non poteva certo finire così. E prima che suoni la campanella – cui ovviamente far seguito con uno Spritz in Piazza delle Erbe, ma solo per onorare la città di Verona, non per altro (!) – proseguiamo il nostro itinerario.

E per continuare a sentirci a casa ci spingiamo un po’ più a sud e sbarchiamo in Toscana. Ma la prima Toscana in realtà ha ancora un gusto di casa. Perché anche qui ritroviamo una vecchia conoscenza delle storie divi(g)ne, e perché son toscani che lanciano un nuovo prodotto in Piemonte. Eccoci in casa Banfi, da Lisa. Dove oltre al Brunello ritrovato proviamo in anteprima la linea che proprio qualche giorno dopo sarà lanciata sul mercato, “L’altra”, una Barbera fresca e piacevole che ha carisma anche nel design dell’etichetta.

Prosegue intenso e scandito dai sorsi questo viaggio toscano, che in serie ci spalanca le papille prima con alcune interessanti novità per il palato, come il Nambrot di Tenuta Ghizzano, poi con il Bolgheri rosso superiore “Campo al Fico” in cantina “I Luoghi”, per arrivare infine al Bolgheri Superiore DOC “Piastraia” di Michele Satta. Ma non è finita qui, perché, anche in questo caso, c’è voglia di riconfermarsi e, soprattutto, di concludere questa giornata in Toscana, decisamente protagonista del nostro Vinitaly The Freak Tour 2017.

Per trovare ciò che cerchiamo, e che conosciamo, andiamo da Mazzei per un “Ser Lapo Riserva Privata” ed infine dai Ricasoli per un Brolio Chianti classico e Brolio Riserva. Promossi a pieni voti. Come sempre.

Vinitaly

E anche quest’anno la storia divi(g)na del Vinitaly, che stavolta possiamo davvero considerare un’impresa divi(g)na vista la difficoltà a sostenere una giornata del genere, si conclude. Certamente con un arrivederci. Un arrivederci a Vinitaly 2018, ed un arrivederci al prossimo articolo delle imprese dvi(g)ne. Ci aspetta una nuova start-up…

di Fabrizio Spaolonzi, all rights reserved

2/2 Vinitaly, dove si ritrovano le storie divi(g)ne ultima modifica: 2017-05-05T17:07:15+00:00 da Fabrizio Spaolonzi
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A proposito dell'autore

Under 30 - così non devo aggiornare questo profilo per un pò di anni - torinese, un pò veneto, un pò lombardo, con trascorsi esteri e fortemente romani. Ho studiato diritto ed economia, per ritrovarmi a scienze politiche prima di lavorare in finanza. La vita? È un fiume in piena, bisogna saper remare bene, mai perdere pazienza e speranza e sapersi rialzare quando si cade. E proseguire. Obiettivi? Tanti. Ambizioso? Certo, ma non arrivista. E, sì, c'è una sostanziale differenza. Sono un Freak? Non lo so, ma certamente a modo mio, come tutti, non posso giudicarmi normale. Tutti mi chiedono di descrivermi in tre parole, ma io preferisco dire cosa non sono, a volte suona più chiaro! Non sono: monotono, tedioso, borioso, quotidiano, grigio, tetro, troppo serio. (Alto). Scrivo di vino perchè mi piace. Sì, mi piace scrivere; sì, mi piace il vino. Degusto la vita come degusto il vino, imparando a poco a poco.

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