Vini Moderni: il palato delle celebrità

di Fabrizio Spaolonzi

Vini Moderni: il palato delle celebrità

di Fabrizio Spaolonzi

Vini Moderni: il palato delle celebrità

di Fabrizio Spaolonzi
4 minuti di lettura

Dopo aver camminato lungo la storia, passeggiando tra epoche, usanze, culture e paesi del mondo, chiudiamo questo primo percorso della Commedia Divi(g)na, che proseguirà poi “à rebours” sfogliando la letteratura e re-inquadrando l’arte, scoprendo insieme le opere dove il vino è protagonista, a volte in modo evidente, altre invece in quanto silente ma dolce sussurratore dell’autore…

Prima di intraprendere il cammin inverso però, ancora un vezzo. Attraversati i secoli resta ora la modernità, che non possiamo mancar di descrivere nella nostra Storia.

Ecco quindi con una modalità un po’ diversa, ma frizzante, e rigorosamente non cronologica, tre Top10 eccentriche, sui gusti di-vini delle celebrità politiche dei “nostri tempi” (dittatori esclusi, tanto erano per la maggior parte astemi, e in quanto tali, infelici!). Bevetele d’un sorso, ma gustandole a pieno!

Top10 Italia ed Europa

1. Napoleone Bonaparte: Beveva un solo vino, lo Chambertin di Borgogna, e annacquato. Poche soddisfazioni su questo versante…preferiva trafugare opere d’arte e invadere altri Stati, de gustibus!

2. Cavour: Camillo Benso, a differenza dell’invasore d’Oltralpe (nessuna nota critica ovviamente…), amava il vino. In particolare, è proprio grazie a lui che il Barolo è oggi uno tra i più grandi vini del mondo, dato che ne fece migliorare la tecnica di fermentazione e conseguentemente la qualità – ma diciamocelo, anche per bere meglio egli stesso! Ed anche il futuro Re, Vittorio Emanuele II, non fu affatto dispiaciuto di questo fatto.

3. Garibaldi: se ha dormito in ogni letto di ogni sperduto paesino di tutta la penisola, pensate a quanti bicchieri di vino avrà sorseggiato. Ma se questo non lo sapremo mai, quel che si sa invece è che fu colpito (almeno) da tre vini in particolare: la Malvasia nella zona del parmense – tanto da prendersene dei tralci e portarseli a Caprera in vecchiaia – il Rosso Oltrepò DOC Riserva (Pinot nero, Barbera e Croatina) della famiglia Pallavicino Trivulzio e il Marsala che, ça va sans dire, ha fatto storia…

4. D’Annunzio: anche il Poeta Vate qualche bicchieruccio sono certo che l’abbia assaggiato, così, ad istinto…ma dovessimo citarne alcuni, certamente nel suo cuore aveva il Cannonau di Oliena, la Vernaccia di Corniglia ed il suo amato e più familiare Montepulciano d’Abruzzo.

Gabriele D’Annunzio


5. Bismark: oltre alle uova beveva anche, altrimenti, un po’ difficile buttare giù il boccone! Tra i suoi vini preferiti, un patriottico Riesling del Reno ed un più esterofilo, ma sempre gradito, Champagne.

6. Elisabetta di Baviera (più nota come Principessa/Regina/Imperatrice Sissi): oltre ad essere l’unica “quota rosa” in questa prima classifica, è stata anche una tra le donne più importanti del suo tempo, non solo per il ruolo ricoperto, ma per un nuovo modo di concepirne l’espressione (un po’ come avvenuto in tempi più recenti con Lady Diana). Sissi, a differenza del marito Francesco Giuseppe, amava la buona cucina ed il bere bene, anche se non pasteggiava mai dopo le 18. Beveva invece un calice di vino al mattino e gradiva molto l’Asti spumante.

7. De Gaulle: il Generale amava i bianchi alsaziani e i Borgogna rossi, sapore intenso per un uomo tutto d’un pezzo.

8. Nicola II: ultimo Zar di Russia, non badava a spese per cerimonie e festeggiamenti così come nella quotidianità. Consumava quantità incredibili di alcolici, tra i quali prediligeva Madeira, Sherry, Porto e Champagne

Nicola II, ultimo Zar di Russia


9. Papa Giovanni Paolo II: al Santo Padre piacevano principalmente i vini bianchi – sempre con moderazione – ma ogni tanto qualche strappo alla regola, come al suo 80esimo compleanno dove venne servito il Santa Cristina 1988 e un Antinori 1988.

10. Reali d’Inghilterra: gusti tipici nordeuropei per la Famiglia Reale inglese che tende a preferire, nelle diverse generazioni, alcoolici diversi dal vino, ma con qualche eccezione. Il Re (per meno di un anno, poi abdicò per scelte “coniugali”…) Edoardo VIII amava la bella vita ed il vino, tanto da rendere celebre un suo aforisma: “Il vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva, si gusta… e se ne parla”. La nipote, tutt’ora Regina – ultranovantenne – Elisabetta II non è particolarmente dedita al vino, ma ha dato anche lei un suo interessante apporto in questo senso (un po’ come i Balbiano a Torino): in vista del suo 90esimo aveva fatto piantare nei terreni Windsor del Berkshire, 16.700 viti di chardonnay, pinot noir e pinot meunier, in un vigneto di 2,8 ettari rivolto verso Sud. Da lì è iniziata la produzione del Windsor Great Park

Thomas Jefferson: non ha bisogno di presentazioni il terzo Presidente degli Stati Uniti, ma evidentemente aveva set e bisogno di vino. Grande amante del nettare rubino, degustava principalmente Champagne, Sherry, Madeira e Borgogna, ma non è certamente rimasto indifferente ai vini piemontesi e toscani, oltre ad apprezzare enormemente il Vino Nobile di Montepulciano.

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