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“La tradizione non consiste nel mantenere le ceneri, ma nel mantenere viva una fiamma.”. Così parlava sul concetto della tradizione il politico e pacifista Jean Léon Jaurès, nella Francia di fine Ottocento.

E nel 2017 questo “mantenere viva una fiamma” è il fondamento della linea swimwear Vibrisse di Giulia Spila, una linea di costumi da bagno dedicata alle donne ed alle bambine completamente Made in Italy, sia per i materiali che per la produzione.

Vibrisse, costumi da donna

Giulia Spila

Ci siamo così incontrate virtualmente con Giulia, per capire di più sulla connessione tra le vibrisse dei gatti, il made in Italy e il bisogno di tradizione e di tramandare.

– Giulia, facci una rapida panoramica del mondo Vibrisse.

– Vibrisse o si odia o si ama. La mia famiglia per anni ha lavorato nel mondo dei tessuti, e Vibrisse per me è un po’ la concretizzazione di un un’eredità familiare. La particolarità di Vibrisse sono le stoffe, setose e molto leggere, capaci quindi di asciugarsi in breve tempo dopo un bagno al mare. Non esistono cuciture, il costume è realizzato completamente con taglio double così da adattarsi alle diverse curve di ogni donna. In Vibrisse oso nel taglio ma non nei colori. Per chi ama esplosioni di colori e fantasie, la mia cartella colori può risultare troppo semplice, ma chi come me ama la coerenza ne sarà soddisfatto. Stesso discorso vale per la collezione Indaco, dedicata alle bambine dai 2 ai 10 anni. La cartella colori è la stessa della donna, ed alcuni modelli di intero della collezione donna sono ridotti semplicemente in scala, così che le bambine possano indossare lo stesso costume delle loro mamme. Altro punto, a cui tengo molto, è il ‘su misura’. Se lo scarto taglia proposto da Vibrisse non è idoneo alle curve di una cliente, possiamo introdurre una taglia su misura, oppure realizzare insieme, da zero, un nuovo modello da lei ideato, sotto la nostra supervisione. Il ‘su misura’ in questo caso elogia la comune creatività.

– La tua famiglia ha lavorato nel mondo dei tessuti: erano quindi produttori di tessuti? Come ti sei avvicinata al mondo del costume da bagno e cosa ti porti dietro di questa eredità familiare?

– La mia famiglia, nell’immediato dopo guerra iniziò a lavorare nel mondo dei tessuti, per poi mettersi in proprio aprendo un negozio di tessuti e sartoria nello storico quartiere di Campo Marzio, a due passi dal Pantheon. Mio nonno, abile comunicatore, si fece strada fuori dalla porta della sua boutique, iniziando a lavorare per noti marchi d’abbigliamento, tutt’ora punti di riferimento della moda Italiana. Se penso a quando ero bambina vedo i tessuti ed il mare. La nascita di Vibrisse non è altro che un modo per unire questi due ricordi. Ho trasformato la mia infanzia felice in un lavoro, così che io possa riviverla un po’, giorno dopo giorno.

Vibrisse, moda

– Chi della tua famiglia è stato un esempio e soprattutto chi pensi ti abbia tramandato di più il gusto per la sobrietà e l’equilibrio cromatico?

– Sono grata ai miei nonni per avermi tramandato il gusto per il sobrio, per l’equilibrio cromatico e la linearità, senza dei quali, a mio parere, non sussiste eleganza. Mio nonno, l’uomo dell’eleganza, e mia nonna, la donna del dettaglio. Eleganza e dettaglio: due concetti cardinali all’interno del mio Design. Vibrisse, famiglia

– Come mai hai deciso di creare costumi che non abbiano cuciture e come possono questi costumi adattarsi così bene alle diverse curve delle donne e delle bambine?

– La nostra pelle ha cuciture? Non direi. Eppure ci avvolge perfettamente. Le cuciture contengono il corpo, ma inevitabilmente lo segnano, costringendolo ad adattarsi alle loro regole. Dopo una ricerca accurata, ho trovato il tessuto che più soddisfa le prestazioni della collezione: ultrasottile, leggero e bielastico. La perfetta vestibilità del tessuto permette la realizzazione di modelli doppiati che avvolgono il corpo, dando sostegno ed allo stesso tempo un indosso quasi impercettibile. La grammatura che ho scelto garantisce un’asciugatura rapida e tutela il corpo da un’eccessiva trasparenza, due fattori tecnici importanti quando si sceglie un costume da bagno. Adoro il concetto non solo di Made in Italy, ma anche della possibilità di personalizzazione del proprio costume, non solo come shape, ma soprattutto nella taglia su misura, così da poterlo indossare come una seconda pelle. Vibrisse

– Come mai una scelta del genere? Credi che ci sia una controtendenza della globalizzazione e quindi un ritorno alla necessità di avere pochi capi ma di ottima fattura e duraturi nel tempo?

– Se potessimo assegnare uno slogan alla società di oggi sarebbe un elogio alla quantità e non alla qualità. Sono una portatrice sana di qualità, ed il nemico giurato del fake e dell’approssimazione. Un prodotto deve essere di qualità affinché la sua bellezza possa durare nel tempo. La manifattura ed i materiali del passato non hanno niente a che vedere con quelli di oggi, molto spesso non più Made in Italy. I miei costumi si rivolgono ad una clientela capace di apprezzare l’unicità del prodotto, a partire dal Design, passando per i tessuti, fino ad arrivare ad indosso soddisfacente.

– Vibrisse è il nome del tuo marchio ma anche i baffi dei felini… quindi una pura curiosità: hai un gatto?

– Giusta osservazione. Non ho un gatto, ma ho due cani. Ed un grande amore per tutti gli animali. Le vibrisse sono organi sensoriali deputati all’equilibrio, hanno una forma lineare, e conferiscono sinuosità. Pensando alle vibrisse, penso a quelle che sono le linee guida del mio Brand. Vibrisse, particolare

– Tra il tuo brand e il Fotografo Dasesson c’è stato un ottimo lavoro di squadra per creare delle foto che oltre a mostrare il tuo prodotto esprimono un’idea estetica che io definirei quasi nostalgica… cosa ci puoi dire della tua di estetica e dell’estetica di Vibrisse?

– L’estetica è fondamentale. Mi attrae ed incuriosisce. Ha un potere ipnotico. Non sono affatto d’accordo sul fatto che l’estetica sia un valore soggettivo. Ci sono dei diktat ancestrali che credo vadano rispettati per ottenere un prodotto esteticamente gradevole. Eccedere nei colori? Crea chiasso. Utilizzare una stampa a fiori solo perché è primavera? Crea banalità. E così via. L’incontro con Cedric Dasesson è stato provvidenziale, le sue foto ed i miei costumi parlano lo stesso linguaggio. È un artista che tutti dovrebbero conoscere.

– Chi è la donna e la bambina Vibrisse e perché seleziona il tuo prodotto rispetto a tutto quello che si può trovare in commercio?

– La donna Vibrisse è una donna femminile e ricercata. Una donna che si sente diversa da tutte, e che osa con il giusto timore. È una donna che vuole qualità e la garanzia che il suo acquisto sia ripagato dalla piena soddisfazione di sentirsi bella. Le bambine Vibrisse, sono le bambine che pensano che le loro mamme siano le più belle del mondo. Per loro ho creato dei costumi da donna semplicemente ridotti in scala, così che le mamme e le bambine possano indossare insieme lo stesso costume, tramandando eleganza e bellezza.

– Sento, dalle tue risposte, che per te una parola fondamentale nel tuo essere creativa è: tramandare. Cosa ne pensi del concetto di tramandare e cosa pensi che noi, come generazione di creativi e di essere umani, possiamo tramandare a coloro che ci succederanno.?

– Il corredo di buon gusto che possiamo tramandare ai futuri creativi è la capacità di saper contenere il proprio estro. Tutto ciò che si può controllare può consapevolmente ed all’occorrenza uscire dagli schemi. Non è possibile il contrario. L’eccesso è il sottile limite tra la creatività ed il trash. Lo so, sembra lo slogan di una pubblicità di sensibilizzazione, ma forse, concretizzando in un semplice consiglio, tramanderei al futuro: “Eccedi consapevolmente con la tua creatività prima di metterti alla guida della tua idea” Vibrisse, linea di moda

– Mi parli di “controllo”, tessuti e mare, ma oltre questi fattori fondamentali cos’altro ti ispira nella creazione delle tue collezioni?

– La matematica. Prendiamo come esempio la più classica delle operazioni: l’addizione. Se sbagli il valore degli addendi il risultato è squilibrato, ma se inverti l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Questo è quello che succede in Vibrisse. Misure precise, tessuti specifici, cartella colori coerente. Se scambi questi addendi il successo della collezione non cambia, ma se questi subiscono una qualsiasi alterazione, inevitabilmente sono rimandata a Settembre.

– E per la prossima collezione cosa possiamo aspettarci?

Che Vibrisse sia pienamente soddisfatto della prima.

Photos: Cedric Dasesson

Di Martina Cotena, all rights reserved

 

VIBRISSE – CREATIVITÀ CONSAPEVOLE ultima modifica: 2017-03-02T11:45:23+00:00 da Martina Cotena
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A proposito dell'autore

Martina a 7 anni voleva fare la pittrice, poi il padre le ha chiesto se voleva morire come Van Gogh: povera e con un orecchio mozzato (sì, esattamente con queste parole…) e così ha deciso che avrebbe optato per la sua seconda passione: Gira la moda... così, adesso fa la stilista. Le piace: Paolo Conti, la punteggiatura e il punto e virgola (che nessuno sa mai come usare), la mozzarella di bufala, Dior e Valentino, cambiare colore ai capelli, Baricco, l’odore della pittura ad olio, il mare d’inverno, il pistacchio di bronte, il violoncello, i classici Disney, i tatuaggi. Non le piace: avere un agenda, i bigotti, il caffè dolce, l’ipocrisia, sudare, la gente spocchiosa, le zanzare, Desigual, i peperoni, le mani non curate, quando le si ricorda che a 28 anni ancora non ha la patente, la puzza della metro, i film horror, chi parla male delle persone tatuate.

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