Viaggio in terra di camorra: riscatto e legalità

di Redazione The Freak

Viaggio in terra di camorra: riscatto e legalità

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Viaggio in terra di camorra: riscatto e legalità

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Nel ritorno dal viaggio in “terra di camorra”, una sola certezza vi accompagnerà: questa è terra nostra. È una consapevolezza che matura sui terreni confiscati alla criminalità organizzata, su cui Libera organizza campi estivi di formazione e lavoro. La criminalità targata 416 bis cp, sui beni che Pio La Torre volle fossero l’arma di sottrazione del potere mafioso, subisce un costante e popolare processo di condanna e demistificazione. Per averne testimonianza non servono le intercettazioni di mafiosi adirati. Fate un giro a Chiaiano, sul fondo che fu della famiglia Simeoli. Al confine con la Scampia della cronaca nera, un campo di sedici ettari, gestito di fatto per anni dagli stessi proprietari cui fu confiscato, è oggi affidato alla cooperativa sociale (R)esistenza e dedicato ad Amato Lamberti. Minori dell’area penale lavorano affianco ai volontari della comunità e ai contadini locali, curando il pescheto, l’orto sociale condiviso ed il vigneto. E poiché quello che genera il bene è un circolo virtuoso, è in realizzazione l’Officina delle culture, intitolata a Gelsomina Verde, vittima di camorra: un’ex scuola, arsenale della camorra durante la faida, ospiterà una comunità di recupero per i minori, un ristorante pizzeria sociale, una scuola di cinematografia, una palestra. Una fabbrica di rinascita nel grigiore della rassegnazione. Venga a Scampia chi la chiama Gomorra.viaggio-in-terra-di-camorra-riscatto-e-legali-L-UOAVSV

Venga a conoscere il degrado delle Vele, orrore di una legalizzata edilizia urbana e la banale e commovente quotidianità della cena pronta o di una partita di calcio. Parli con Mirella, che nel Gridas, la più antica associazione del quartiere, organizza il Carnevale e ancora sa entusiasmarsi se le parli di Frida Kahlo. Si confronti con Pietro, ex detenuto che combatte per un’alternativa sociale alla delinquenza. Si innamori della passione con cui Ivo, Egidio ed Antonio presidiano le loro terre, tradite e vendute da una camorra in giacca e cravatta, per cui “la munnezza è oro”. Si faccia travolgere dai racconti di Ciro, Daniela e Simmaco, che ad ogni ostacolo nella gestione dei beni confiscati si dicono “si può fare”. Faccia il “pacco alla camorra”, acquistando i prodotti realizzati sulle terre confiscate dalla NuovaCooperazioneOrganizzata. La giustizia passa dalla riappropriazione dei termini, delle storie, dei luoghi. Qui la camorra ha perso perché centinaia di ragazzi parlano dell’inaugurazione della “nostra scuola”, salgono sul trattore ad azionariato popolare acquistato dopo il furto subito dalla cooperativa. Ha perso eperchè oggi in questi posti si resta. Nel ritorno dal viaggio in territorio campano, porterete con voi la voglia di amare la vostra terra e, per questo, di cambiarla. Si legge sull’etichetta della Falanghina qui prodotta: “Selva Lacandona ha il sapore schietto del riscatto sociale e dell’onesto lavoro agricolo dell’impegno di tutti e di ciascuno”. Un vino che sa di poesia, in terra nostra.1457765_10202551179482182_71246717_n scampia2 scampia3

A cura di Sabrina Cicala

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foto di Nicol Tatti

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