Usa, turatevi il naso
e votate Joe Biden

Usa: turatevi il naso e votate Joe Biden

Dopo quattro anni di Trump, a sinistra si è pensato:
vada per qualunque altro bipede. Poteva anche essere un pinguino

di Redazione The Freak

Usa, turatevi il naso
e votate Joe Biden

Usa: turatevi il naso e votate Joe Biden

Dopo quattro anni di Trump, a sinistra si è pensato:
vada per qualunque altro bipede. Poteva anche essere un pinguino

di Redazione The Freak
JOE BIDEN

Usa, turatevi il naso
e votate Joe Biden

Usa: turatevi il naso e votate Joe Biden

Dopo quattro anni di Trump, a sinistra si è pensato:
vada per qualunque altro bipede. Poteva anche essere un pinguino

di Redazione The Freak
4 minuti di lettura

Turatevi il naso e votate DC (Democratic Candidate). Dopo quattro anni di trumpismo, la minaccia di un secondo mandato del primo presidente arancione della storia era insostenibile. E quindi a sinistra si è pensato: vada per qualunque altro bipede: il fato ha voluto vi fosse Biden ma poteva essere anche un pinguino. Alla fine, almeno contando i voti, il risultato lo abbiamo portato a casa: è un grande periodo per la sinistra. Americana. Eppure, noi, elettori di sinistra, viviamo in uno stato emotivo particolare. Infatti, lo scenario post voto è molto diverso da come ce lo aspettavamo.  

Ci siamo approcciati a quest’elezione con la serenità d’animo di Vittorio Sgarbi quando lo invitano ad una tribuna politica. Non vivevamo una tale polarizzazione politica dai tempi del Comitato di Liberazione Nazionale. Ora, a settimane dal voto americano, ci sentiamo come quel tizio che, per riparare il fornello a gas, ha buttato giù il muro della cucina. Infatti, il Trump di queste settimane, più che una potenziale minaccia globale, sembra un bambino viziato cui hanno rubato lo zucchero filato. I numeri, comunque, in parte gli sorridono: mai un candidato presidente aveva perso le elezioni ottenendo tanti voti, senza contare che il Partito Repubblicano ha aumentato il proprio bacino elettorale. Su queste basi, Trump avrebbe potuto accettare una dignitosa sconfitta e promettere una solida opposizione in vista delle prossime elezioni.  

Ovviamente, per scegliere questa strategia occorreva lucidità e buonsenso, ma vedere un Trump con queste qualità sarebbe come incrociare un orso con una betoniera: lui non saprebbe cosa farsene e tu non faresti che chiederti dove diavolo l’abbia rimediata. Nei giorni successivi al voto l’ormai ex presidente americano si è attaccato alla poltrona presidenziale. Donald, thank you for being so much italian. Con i suoi ricorsi legali, si appella all’establishment che da anni non fa altro che picconare. Quando si dice l’ironia della sorte. Ma, se anche la destra ha perso, i liberali possono comunque tirare un sospiro di sollievo. 

Prima cosa: state tranquilli, in America non ha vinto Salvator Allende. La storia personale di Biden non è quella del pasionario di sinistra. Nella sua vittoria elettorale il voto utile ha giocato un ruolo fondamentale. Questa vicenda ci ricorda molto le ultime elezioni francesi: i socialisti di tutta Europa si erano trovati, per evitare che la capitale francese fosse spostata di nuovo a Vichy, nella necessità di tifare per Macron, ex impiegato del mese dai Rotschild. Alla fine dei conti, chissà perché, le cose non sono andate proprio come speravamo.  

Mettiamo le cose in chiaro: Biden non ha cominciato male e non è in dubbio una sua netta discontinuità rispetto a Trump, quantomeno nella modalità di esercizio del potere. Senza contare che le recenti nomine di Biden ed in generale la sua attenzione ai problemi delle minoranze sembrano aver finalmente riportato gli Stati Uniti nel terzo millennio, e di questo non possiamo che essere felici. Le nostre perplessità sono piuttosto qualcosa che sgorga dal profondo. E’ di immediata evidenza il fatto che negli Stati Uniti vi siano degli enormi problemi di disuguaglianza sociale, di cui le discriminazioni razziali costituiscono una parte rilevante, ma non esclusiva. Per poter disinnescare questa bomba (sociale) ad orologeria riteniamo sia imprescindibile procedere con delle riforme radicali che difficilmente potranno essere raggiunte durante la presidenza Biden. Lo dimostra ad esempio la parabola politica di Bernie Sanders: sebbene in Europa possa tranquillamente essere considerato un normale socialdemocratico, in patria continua ad essere trattato come un appestato dal suo stesso partito per biechi motivi elettorali.  

Il nostro timore è che con Biden al potere non si farà altro che riproporre come soluzione per la crisi la solita medicina fatta di politiche neoliberiste. Questo tipo di farmaci sono sicuramente in grado di alleviare il dolore, ma allo stesso tempo provocare danni devastanti all’organismo sul lungo termine. Senza contare che i problemi degli americani non sono mai solo i “loro” problemi (vedasi crisi del 2008). E’ un presidio economico-sociale che può avere effetti indesiderati, anche gravi. Tenere fuori dalla portata di Wall Street.  

di Leonardo Naccarelli e Simone Pasquini

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