Un giro in metropolitana a Shanghai

di Redazione The Freak

Un giro in metropolitana a Shanghai

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Un giro in metropolitana a Shanghai

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3 minuti di lettura

Sono le 8.30 di un lunedì mattina e tutti fremono per iniziare questa nuova settimana di lavoro. Siamo a Shanghai e questo inizio coincide, come tutti i giorni fino al venerdì, con un’assidua battaglia per raggiungere il posto di lavoro: la battaglia in metropolitana. La stazione si chiama Zhaojiaban road, ma potrebbe essere una qualunque delle 263 della metropolitana di Shanghai. Un qualsiasi straniero che si trova per caso o per lavoro in uno scenario del genere rimane attonito, frastornato.15 - shanghai Bund Sightseeing Tunnel - flickr-anapaulahirama

Si dispiega nella piattaforma della metropolitana un tappeto umano di persone, quasi tutti ricurvi sui loro cellulari con auricolari alle orecchie che si estraniano dal mondo circostante. Si mettono in coda davanti alle porte in attesa che la metro arrivi, fanno file perfette, sempre a testa bassa e non prestando attenzione a nessuno, quasi come se fosse un movimento automatico. E forse ormai lo è diventato davvero. Le porte si aprono e nel momento in cui un fiume di persone –ed è un fiume vero perché non si riescono a distinguere le une dalle altre- cerca di uscire, le file si discompongono e iniziano a buttarsi dentro alle porte. Gli individui che hanno la cattiva sorte di essere già sul treno si trovano in qualche secondo completamente schiacciati, senza lo spazio vitale per respirare e la possibilità di fare qualsiasi tipo di movimento. I cinesi sono più abili, come se avessero le ossa flessibili e potessero rimodellarsi a ristringersi a secondo del numero di persone che devono entrare in un determinato luogo. Se lo sventurato straniero non porta auricolari riuscirà a sentire sprazzi di telenovele, film americani, canzoncine dei giochi più disparati, per non parlare di qualche fragranza che esce dai sacchetti con il pranzo –non sono quasi mai panini, ma ravioli, carni e verdure condite e speziate.

Alle 18.15 di sera, orario per combattenti ancora più feroci, entrano in scena i controllori delle stazioni, si posizionano fuori dalle porte dei treni e fermano l’entrata delle persone quando una sola anima in più potrebbe causare seri rischi all’ammasso schiacciato nel treno. L’unico obiettivo fino alla fermata successiva è respirare e pregare che scendano quante più persone possibili, ma soprattutto che non ne salgano di nuove. Per un occidentale l’esperienza della massa cinese è unica e lontana da quello che possiamo sperimentare nelle nostre città dove non sarebbe possibile incontrare una coda- in generale difficilmente auspicabile in Italia- per arrivare alla fine della quale ci vogliono sei minuti di camminata e che riesce a esaurirsi in un quarto d’ora (fuori dalla stazione dei treni di Hongqiao).

Shanghai conta 23,9 milioni di abitanti, un numero impressionante e in continua crescita. Ogni tanto per le strade o in una stazione particolarmente affollata la domanda che salta alla mente è: “da dove escono fuori?”. Poi pensando al numero di abitanti e all’organizzazione che ha questa città, certo non perfetta ma funzionante, i conti tornano. E l’unico segreto per sopravvivere in questo groviglio di corpi è adattarsi e cercare di essere un po’ come loro, rimodellando le nostre ossa e la nostra pazienza.

Di Guendalina Anzolin.

 

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