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Un giorno qualunque

Nel ceruleo accordo di un giorno qualunque
tu eri con me mentre scrivevo di facce nuove
e disegnavo sogni più alti di me.
Non è che un milione di ritardi
il mio cercarti altrove per questa città che allaccia passi
e spera di attraversarci dentro un museo.
Io sono l’interprete della tua danza dei segni
nello stento di comprendere la sua luce migliore,
fingo ormai di averti capito abbastanza
ma il vero è che sei solo un grumo di pezzi
a cui non so innestare una linea.
Indago il tuo spirito quando anche tu vuoi toccarlo
con le tue mani di ghiaccio e senza illusioni.
Oggi ti vedo ed un incontro non basta
per sfogliarci pensieri e libri di letteratura,
ci accontentiamo di vallate e di mari e di stelle
e dei mandorli in fiore nei ritratti di Goya.
Ma ora solleva un silenzio più eloquente
e lasciami cantare del brusìo degli uccelli.

https://www.youtube.com/watch?v=2IBv_p9_t5I

di Enrichetta Glave, all rights reserved

Un giorno qualunque ultima modifica: 2017-07-17T13:14:15+00:00 da Enrichetta Glave
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A proposito dell'autore

All'imbrunire di un afoso pomeriggio molisano viene al mondo Enrichetta. Il peso del suo nome sembra consacrarla al Risorgimento, all'amata moglie del Manzoni ed alla passione per la Letteratura e l'Arte. Alla facoltà di Giurisprudenza presso l'Università Luiss di Roma studia diritto, mossa da ideali libertari e a tratti rivoluzionari. Dà inizio al suo viaggio con the Freak pubblicando poesie e vedendo così delineato un sogno coltivato sin da bambina. Ama evocare immagini bucoliche nella mente del lettore, in grado di suscitare quiete e serenità, sviluppando nel tempo un singolare interesse per il dio Bacco e per il suo amabile nettare, il vino. Preferisce deliziare il suo palato con un buon rosso, meglio se Brunello di Montalcino. Un foglio bianco, una penna sul tavolo e tanta cioccolata fondente da mangiucchiare in fretta al sopraggiungere della notte, incalzano il suo polso, deciso ed implacabile. I poeti decadenti affascinano il suo spirito irrequieto e la conducono verso il mistero dell'Altrove. Dedica un po' del suo tempo partecipando a spettacoli teatrali in lingua arbereshe, seconda lingua del suo paese d'origine, Ururi. L'accento marcato le conferisce un'aria da straniera smentita subito dal suo fiero patriottismo romantico. Ama la fotografia di Erwitt, Bresson, Doisneau e gli scatti colorati dello statunitense Steve Mc Curry. Apprezza l'arte di strada, segue la satira del graffitista Banksy e scruta attentamente, con due immancabili cuffie alle orecchie, i murales inquietanti di Blu, sorpresa da occhi lucidi e timidi sorrisi.

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