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Non vuole essere retorica, ma noi tutti della redazione di The Freak crediamo che non si possa rimanere in silenzio.
La nostra associazione prima e la società dopo hanno sempre avuto come primo punto del proprio statuto il richiamo al principio di uguaglianza e alla lotta ad ogni forma di discriminazione.
Stiamo vivendo anni terribili, quasi medievali, ove religione, razza, sesso, ideologia politica, sono tornati alla ribalta come moventi per uccidere, violentare, ridurre in schiavitù, terrorizzare.
Non accettiamo i fatti di Dacca, non accettiamo i fatti di Fermo, neanche quelli avvenuti in Louisiana e in Minnesota. Non accettiamo gli attentati di Baghdad di alcuni giorni fa, né quelli di Instabul, né quelli in Somalia. Non accettiamo che in questo secolo si possa morire ed uccidere perché si è diversi, perché si legge un libro Sacro al posto di un altro.
Contemporaneamente, o quasi, almeno per quel che siamo tenuti a sapere, abbiamo assistito allo sgozzamento di 9 connazionali in Bangladesh da parte di terroristi “altolocati” della borghesia locale, che si sono messi a giocare alla Jihad e, a breve distanza, ad un’uccisione senza senso, senza motivo, di un giovane di 36 anni, nero come la pece e quindi fastidioso per un “bianco puro”, in una zona di provincia di quelle ritenute da sempre pulite e perbene, Fermo.
Sicuramente andranno fatte le dovute differenze e i due fatti non sono tra loro minimamente connessi, ma entrambe le azioni mutuano la loro essenza dall’odio sceso in terra e da una grande dose di noia inconfortabile.

In entrambi i casi, è come se trasparisse l’esigenza, di una o più persone, di affezionarsi ad un’ideologia diabolica, perversa, in grado di far sentire importante chi ne faccia parte e quindi portatore di un’idea malata in grado di “pulire” il mondo, per un verso o per un altro, da ciò che si ritiene diverso e quindi antagonista, mediante l’utilizzo della violenza e del terrore.

E a ciò si aggiunge sempre una noia terribile; un vuoto costante creato da una società liquida che non fornisce alcun remo e che per questo lascia quasi con indulgenza e indolenza che si possa dare spazio alla rinascita di radicalizzazioni aggressive e attiviste.
Ma la cosa ancor più triste è che a questi eventi verranno contrapposte altre violenze in un gioco simile ad una spirale che sembra allontanare neri da bianchi, musulmani da cristiani, europei da africani e mediorientali, americani da cinesi.
Il tutto verrà poi messo in un gran frullatore dove, come ingredienti ben selezionati, verranno buttati flussi migratori, crisi bancarie, brexit varie, crisi di governo, malattie endemiche, per dare origine ad un solo fottutissimo cocktail: la paura.
Se poi ci spruzziamo sopra un cincinnino di ignoranza, allora si che saremo felicemente ubriachi e fregati, ognuno nel proprio giardino con il fucile puntato sul proprio vicino.
Per sì e per no, noi continueremo a domarla questa paura e a bere solo “acqua gassata a garganella” per poi ammazzarci solo di baci.
di Pietro Maria Sabella, all rights reserved
per The Freak redazione
UN GIORNO CI AMMAZZEREMO SOLO DI BACI: BREVE MANIFESTO CONTRO L’ODIO ultima modifica: 2016-07-07T17:09:27+00:00 da Pietro Maria Sabella
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