Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"
Like
Like Love Haha Wow Sad Angry

L’altro lato di “Trainspotting 2”

“Ci guardano tutti, che se ne andassero ‘affanculo”.
Questo sembrano dire le facce, e poi le vite di Sick Boy, Spud, Rent e Begbie.
Dopo vent’anni lo raccontano con la stessa rabbia, e una tenerezza nascosta dentro certe violenze.
C’è prima un’opportunità e poi il tradimento.
Scrive Spud per buttare sopra la carta la sua dipendenza ancora in circolo nella testa.
E dall’ultimo tradimento di Rent con le sedicimila sterline nella borsa e un’esistenza da mettere in ordine ad Amsterdam ne è passato di tempo. E pure di rabbia di vendetta.
Dopo vent’anni dal film cult di Danny Boyle torna sullo schermo Trainspotting 2, e si porta dietro una storia che nessuno ha mai dimenticato.
Solo i corpi sono cambiati, meno consumati dall’eroina, più segnati dalle aspettative tradite di una vita.
Rent torna a casa, regalandoci un’arte e una bellezza che solo la nostalgia può raccontare. E con lui le corse, le botte, i ricordi, la droga, la malavita, le colonne sonore, le pareti, la morte, e certi legami da primo giorno di scuola.
Si pensa sempre che c’è un “altrove” più rilevante e invece quello non c’è.
Si torna a casa. Anche se fa male. Anche se si rischia di perdere la vita.
Edimburgo è brillante, sfacciata e viva.
Il ritmo è serrato, i flashback precisi, le storie riescono a catturare l’attenzione degli occhi senza ripetizioni da manualistica del sentimento passato.
In mezzo al caos delle loro esistenze si legge però, una presa di coscienza che solo l’età adulta concede.
Un ritrovo di quasi-adulti che scelgono di vivere.
A modo loro. Come tutti.
T2 Trainspotting è un film bellissimo, che ti riconcilia con il passato pure se hai guardato avanti.

di Natalina Rossi, all rigths reserved

T2 TRAINSPOTTING, TRA NOSTALGIA E FUTURO ultima modifica: 2017-02-27T10:13:55+00:00 da Natalina Rossi
Like
Like Love Haha Wow Sad Angry

A proposito dell'autore

Natalina, qualche volta Alice. Dipende dal treno da prendere.
C’ha gli zigomi aggressivi, uno strano attaccamento ai suoi polsi, simpatiche fobie sociali da raccontare alla gente con un bicchiere di Primitivo in mano, e poi una penna tipo kit d’emergenza salva vita. C’ha una casa che è tipo una galassia di Star Wars con le pareti coperte di locandine e facce di Servillo sparse. Un legame silenzioso con Ettore Scola che ha consolidato presentandosi ai suoi funerali, così, perché lui capiva i suoi desideri e un sacco di lacrime. Gioca a PES 2009 perché quanto è forte il Barcellona a quei tempi mai più. E’ alla ricerca della mappa segreta dei suoi spostamenti per trovare pace con il corpo.

Post correlati

Utilizziamo cookie analitici e di profilazione di terze parti per migliorare la tua esperienza di utilizzo. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi