Tommaso Paradiso: solista o frontman?

di Ilaria Rampino

Tommaso Paradiso: solista o frontman?

di Ilaria Rampino
Tommaso Paradiso: solista o frontman?

Tommaso Paradiso: solista o frontman?

di Ilaria Rampino
6 minuti di lettura

Non trovo sonno, non trovo pace, sento che il cuore va più veloce, solo così sto tanto bene. Completamente!” 

Ammettilo che l’hai letta canticchiandola con la voce di Tommaso Paradiso. Chi è che non l’hai mai cantata ad alta voce almeno una volta nella vita? O quantomeno ascoltata alla radio? Ma soprattutto, chi è che non ha ascoltato i Thegiornalisti? Beh, credo nessuno. 

Dopo l’esplosione con Completamente sold out nel 2016, la band romana è entrata nelle radio e nelle playlist di tutti. C’è chi li ha conosciuti ancor prima con Fuoricampo nel 2014, con brani come Proteggi questo tuo ragazzo, Promiscuità o Fine dell’estate, grazie ai quali hanno iniziato a farsi un nome nel panorama musicale dell’indie italiano

Completamente Sold out è un album che ha travolto emotivamente me, come tanti altri, perchè ogni pezzo arriva in modo così incredibilmente diretto, grazie al modo di Tommaso Paradiso di raccontare l’amore e di dare sfogo alle sue emozioni con frasi tanto semplici quanto vere. La chiave vincente della band romana è stata proprio questa: riuscire a raccontare la verità della vita e stati d’animo che tutti una volta nella vita abbiamo vissuto attraverso una musica in grado di arrivare a tutti, composta da due musicisti Marco Primavera e Mario Musella che indubbiamente hanno dato una grossa mano a Tommaso Paradiso nella creazione dei suoi capolavori.

Nel 2018 hanno realizzato il loro ultimo album Love, anticipato da pezzi che abbiamo sentito milioni e milioni di volte come Questa nostra stupida canzone d’amore e Felicità puttana. In Love si sono riconfermati una band che sa fare musica che ti entra dentro, ma sperimentando sonorità più fresche dal pop all’elettro pop. Nella loro carriera i Thegiornalisti hanno dimostrato di essere una band poliedrica, che riusciva a passare da una intima canzone d’amore ad una hit estiva senza precedenti (si pensi a Riccione). Una formula perfetta. 

In gergo si è soliti dire “squadra che vince non si cambia”, ma così non è stato per loro. Per ragioni in cui non entro nel merito la magia si è spezzata, nel settembre 2019 il trio si è sciolto e Tommaso Paradiso ha scelto la strada da solista, annunciandolo sui social con queste parole: 

Tra qualche giorno uscirà una nuova canzone. Non uscirà come Thegiornalisti, ma uscirà come Tommaso paradiso. D’ora in poi tutto ciò che scriverò e canterò non sarà più Thegiornalisti, ma sarà Tommaso Paradiso”.

Chiuso il capitolo Thegiornalisti, Tommaso ha esordito nella sua carriera da solista con il singolo “Non avere paura”. Un brano che ha riscosso un successo incredibile, non solo perché colonna sonora di una nota serie Netflix (Baby, ndr), ma perché ha dato dimostrazione che, nonostante la separazione dai compagni di una vita, la sua musica non fosse cambiata, anzi. È stato il brano con cui Tommaso ha dato la svolta alla sua carriera, rimanendo peró ancorato al genere che lo ha da sempre contraddistinto: le canzoni d’amore raccontate e cantate con un’intimità e intensità che solo pochi hanno. Ho tirato un sospiro di sollievo ascoltandola e mi ha dato il là per pensare che forse lasciare la band non fosse stata un’idea così sbagliata.

Il cantautore romano non si ferma, guarda al futuro e pensa al prossimo disco che uscirà nella prima metà del 2020 e in una intervista dice:

Sarà un disco legato alla vita che cambia, una via in cui ci sono nuove persone, sensazioni, facce, bevute con gli amici, storie nuove, anche in un periodo in cui ci sono state nuvole”.

Un disco che pian piano prende forma. Dopo il grande successo di Non avere paura, a gennaio 2020 Tommaso Paradiso ha pubblicato un nuovo singolo intitolato “I nostri anni”. Un inno alla vita, alla bellezza fatta di piccoli momenti, ricordi e gesti quotidiani, un breve cortometraggio in cui passa in rassegna scene di vita quotidiana che ci insegna ad apprezzare, perchè, con il passare del tempo, ogni momento diventa sempre più prezioso. Un bel messaggio, formulato bene, con le giuste parole e i giusti suoni, ma niente di più, niente di nuovo rispetto al Paradiso che siamo abituati a sentire. Ero convinta che con il secondo singolo facesse il definitivo salto di qualità, certo non immaginando mai potesse distorcere la sua cifra poetico/stilistica che ormai lo contraddistingue, ma un qualcosa di diverso rispetto al già sentito. 

La terza tappa nel suo percorso da solista è contrassegnata dal suo ultimo singolo “Ma lo vuoi capire?”, prodotto da un magistrale Dardust. Il buon Tommaso Paradiso torna l’inguaribile romantico di sempre. Nel ritornello si lascia andare all’emozione, descrivendo in modo chiaro e diretto la mancanza della persona amata. 

Oh, ma lo vuoi capire? Che senza di te pure il vino buono sa di aranciata, e che la notte non sa di niente non prende gusto neanche il suono del piano, il rumore dei pini, l’odore del sole

Ritorna il Tommaso Paradiso degli inizi, con quel modo di esprimersi nudo e crudo, con quelle frasi semplici, ma ricche di significato, in cui non ha paura di aprire il suo cuore e far trasparire le sue emozioni. È stato un brano che ho riascoltato più e più volte, perchè a primo ascolto non mi aveva convinto in modo particolare, ma alla fine sono arrivata alla conclusione che non mi dispiace per niente. L’ho aggiunto alla mia playlist.

Una volta ascoltata questa trilogia del sentimento, la domanda che sorge spontanea è: separarsi dai Thegiornalisti è una scelta che ha giovato musicalmente a Tommaso Paradiso o al contrario lo ha danneggiato? 

Onestamente credo abbia danneggiato entrambi: i Thegiornalisti non sono i Thegiornalisti senza Tommaso Paradiso e viceversa. O meglio, è insindacabile il fatto che l’ex frontman della celebre band romana si scrivesse le canzoni da solo, come lo dimostrano anche i nuovi singoli da solista, ma è anche vero che senza la band alle spalle si è perso qualcosa, in termini di sonorità e non solo. Senza dubbio è una gran penna, ma musicalmente ha avuto un appiattimento visibile singolo dopo singolo. Non c’è novità, non c’è innovazione musicale, una sperimentazione di altri generi o sottogeneri. Pur essendo stato il perno della band, è doveroso riconoscere che i due Marco producevano delle basi in cui i testi di Tommaso si incastravano perfettamente. 

Se queste sono le linee guida che ci conducono al nuovo album, purtroppo non mi aspetto nulla di nuovo dal suo primo album da solista, o meglio, mi auguro un Tommaso Paradiso 2.0, un inguaribile romantico che però sia anche all’avanguardia.

di Ilaria Rampino, all rights reserved

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