The Witcher, la serie Netflix conquista il fantasy

di Fabrizio Grasso

The Witcher, la serie Netflix conquista il fantasy

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The Witcher

The Witcher, la serie Netflix conquista il fantasy

di Fabrizio Grasso
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Mettete insieme un attore dal fascino irresistibile, un’ambientazione in stile Il Trono di Spade (con meno sangue e sesso) e tre personaggi in cerca di riscatto. In breve, nasce così The Witcher, prima avvincente stagione fantasy di una serie Netflix che ne dovrebbe contare almeno otto.

Primo appunto. Se non avete capito subito la linea temporale dei fatti, non disperate: non siete gli unici. Gli otto episodi della serie tratta dal primo romanzo della saga fantasy del polacco Andrzej Sapkowski (e dai forse più celebri videogame per console) non seguono un ordine cronologico. E le perplessità dei fan sono state talmente tante che la stessa Netflix è intervenuta pubblicando una timeline ufficiale.

Appurato che il problema cronologico è questione comune, ecco la trama. Nata come contraltare di Netflix a HBO e la sua pluripremiata Game of Thrones, The Witcher segue la storia del cacciatore di mostri Geralt di Rivia (Henry Cavill), della maga Yennefer di Vengerberg (Anya Chalotra) e della principessa Cirilla di Cintra, detta Ciri (Freya Allen). I tre vivono all’interno di un non meglio specificato Continente e si dividono in vari regni in lotta fra loro.

“Il male è il male. Minore, maggiore, che importa? Non cambia niente”. Una frase che suona come una profezia. E non solo per il mondo fantasy.

A pronunciarla è il protagonista, Geralt, un essere umano geneticamente modificato: un “witcher” appunto. Occhi gialli, capelli bianchi e orecchie da elfo, il witcher è capace di vedere al buio, è dotato di forza e agilità superiori alla norma e può vivere molto più a lungo di un comune mortale. Un mercenario, che vive per uccidere i mostri che popolano la terra e guadagnare la taglia sulle loro teste. Tutto bello, a primo impatto: il contrappasso però è la sterilità.

Questo tratto lo accomuna con il secondo personaggio della storia, la maga Yennefer. Inizialmente di aspetto ripugnante, con una vistosa gobba e un mento deforme, entra nell’ordine dei maghi di Aretuza, dove impara le arti ultraterrene. Proprio grazie alla magia curerà le sue deformità esteriori, divenendo una delle donne più avvenenti del Continente (qui contribuisce lo charme della giovanissima Anya Chalotra), ma pagherà questa sua “ubris” con l’incapacità di procreare.

Terza “star” della saga è una ragazzina, Cirilla, bellissima nipote della regina di Cintra dal profetico nome Calanthe (sì, non farà una bella fine), destinata a cambiare il destino dell’universo. Scoprirà nel corso degli eventi di essere legata da un sottile filo rosso proprio con Geralt di Rivia e che la sua figura si rivelerà cruciale per la salvezza del mondo.

Come detto, punto di forza di The Witcher sono la scenografia e l’interprete principale. Partiamo dal secondo. La star di Hollywood Henry Cavill (il Superman de L’uomo d’acciaio e del discusso Batman Vs Superman: Dawn of Justice) ha rivelato di essere un grande fan della saga. A dir poco memorabile la sua interpretazione, tanto che il consiglio è di vedere gli episodi in lingua originale: senza nulla togliere al doppiaggio di Gianfranco Miranda, Cavill riesce a trasporre su schermo proprio quel Geralt che tutti avevano immaginato leggendo i libri e che i fan del videogame riconosceranno a prima vista: vedere per credere.

Eccezionali la scenografia e la fotografia firmate Naomi Moore e i costumi di Tim Aslam. Fedeli all’originale, restituiscono su schermo diversi stereotipi del genere fantasy, senza tralasciare barlumi di originalità. Gli stessi mostri sono curati negli effetti speciali e i combattimenti – non eccessivi – risultano credibili e avvincenti.

Last but not least, il menestrello Ranuncolo (Joey Batey, già visto in alcuni episodi di Knightfall). Simpatico, imbranato, amante delle donne. Un cliché, vero, ma la sua Dona un soldo al tuo Witcher ha spopolato in rete, tanto da raggiungere 20 milioni di visualizzazioni su Youtube in pochi giorni. In molti si sono lanciati in varie cover del singolo, dal metal alla musica classica. Questo permette di prendere in analisi la colonna sonora. Sebbene abbia ricevuto critiche per l’eccessivo sound pop delle canzoni, l’intera soundtrack risulta perfettamente in sintonia con la narrazione. Le sonorità celtiche e medievali fanno da egregio accompagnamento alle avventure dei protagonisti.

The Witcher, nonostante sia passato diverso tempo dalla sua uscita, continua ancora a mietere spettatori. Secondo l’analisi della compagnia americana Parrots Analytics, la serie fantasy Netflix è ancora la più vista al mondo. Per citare un dato: la domanda del pubblico per The Witcher è 64,7 volte la domanda della media delle serie TV negli Stati Uniti negli ultimi 30 giorni. Solo lo 0,2% di tutti gli spettacoli in questo mercato ha un tale livello di richiesta.

Intanto, sono da poco iniziate le riprese della seconda stagione, la cui uscita è prevista per fine 2020, presumibilmente seguendo le orme della fortunata sorella maggiore.

The Witcher è ad oggi uno dei migliori prodotti fantasy del piccolo schermo e si candida ufficialmente a prendere il testimone lasciato da Il Trono di Spade, che tanto ha deluso i fan con la sua scottante ottava e ultima stagione. D’altronde, anche all’inizio, nel lontano 2010, Game of Thrones e George Martin fecero discutere. Le stagioni in programma per The Witcher sono otto: coincidenze o segni del destino? Al pubblico l’ardua sentenza.

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