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La settimana della moda parigina è  il dulcis in fundo degli eventi del fashion-system che da gennaio stanno tenendo banco in ogni continente, tuttavia, almeno per questa stagione, le fashion-victims saranno orfane di una delle passerelle più attese: Signore e Signori, quest’anno Celine non sfila!

La notizia, apparentemente, potrebbe passare in secondo piano, se non fosse per la motivazione che si cela dietro questa scelta: pare infatti che la richiesta sia partita da Phoebe Philo, direttore artistico della griffe. La designer, infatti, è in dolce attesa e ha preferito evitare lo stress legato all’organizzazione di una sfilata, preferendo un evento più  intimo e meno faticoso.

Queste azioni non sono inusuali per la Philo, che, lo ricordiamo, lasciò la direzione del brand Chloé per potersi maggiormente dedicare alla sua famiglia e sono sicura che alla fine, una scelta di rottura come questa,  potrà  addirittura rivelarsi vincente dal punto di vista commerciale.

In opposizione ad attrici che vengono messe da parte e sostituite perché malate o incinte, di dimissioni in bianco e di licenziamenti in caso di gravidanza, la scelta di Phoebe Philo, anche se parte da una donna con un enorme potere decisionale, potrebbe segnare un interessante precedente in un mondo come quello della moda, poco incline  ai sentimentalismi e spesso poco attento alla vita di tutti i giorni. Mai, infatti, si è pensato di cancellare un defilé, perfino dopo avvenimenti tragici e di estrema rilevanza (pensiamo al suicidio di Alexander McQueen o agli eventi che hanno portato al licenziamento di John Galliano dalla maison Dior).

Da insider sorrido e intimamente mi rallegro di questa scelta, spesso sfugge, a chi siede di fronte ad una passerella, che quei venti minuti di spettacolo sono la condensazione di sei mesi di lavoro, l’ultimo dei quali passato a lavorare a ritmi folli. Non contano le festività , i sabati e le domeniche, un esercito di addetti, e non mi riferisco solamente agli stilisti, ma a sarti, modellisti, artigiani e tecnici di vario genere, addetti stampa e marketing, magazzinieri, lavorano senza sosta affinché il pubblico possa godere del risultato finale.

Facciamo, quindi, i nostri migliori auguri a Phoebe, nella speranza che seguendo il suo esempio, tutti i vertici lavorativi, del settore della moda e non, smettano di considerare le donne e le loro gravidanze, presenti e/o future come un’ostacolo; Phebe Philo ce lo ha insegnato, ci si può  fermare un attimo, per poi ripartire più spediti di prima… in fondo sono solo vestiti!

 

The show must go on…ma anche no. ultima modifica: 2012-03-03T09:30:20+00:00 da Redazione

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