The Freak's Note Collection: All You Need is Relax

di Vittoria Favaron

The Freak's Note Collection: All You Need is Relax

di Vittoria Favaron

The Freak's Note Collection: All You Need is Relax

di Vittoria Favaron
9 minuti di lettura

In un’ipotetica novella romanzata o in una scena cardine di qualche commedia romantica in cui nessuno parla e le inquadrature dei primi piani fanno il resto, le musiche di sotto fondo caricano di parole assenti il silenzio dell’attrice o attore di turno, c’è sempre una piscina di mezzo o un divano di vimini intrecciato con dei bei cuscini giganti color sabbia.
Avete presente quei momenti in cui si decidono le sorti della storia, in cui i protagonisti respirano e prendono fiato e sono pronti per compiere le c.d. “azioni della vita”, gesti memorabili anche se racchiusi nella loro semplicità, decisioni rilevanti e tutto un gioco di occhi sgranati e di labbra serrate perché perse nella concentrazione del momento?
Ognuno di noi si aspetta qualcosa, un movimento del braccio, una tazza di cappuccino potenzialmente tenuta in mano dalla protagonista o dal protagonista e alzata verso la bocca, la presenza di una cuffia ingombrante, di quelle da rapper metropolitano molto in voga ultimamente che mandano quel preciso brano da soundtrack, poggiate sulla testa perché sono sempre un bel vedere, un orizzonte suggestivo, composto da campagne o da maree spumeggianti o magari ponti e palazzi cittadini, scorci di ordinario di cui prima non si era rintracciata l’importanza.
Colpo di scena. Estrema immobilità. Nessun movimento eccezionale, nessuna parola d’effetto, nessun monologo da poter, magari un giorno, rintracciare su Wikiquote e spalmarlo da qualche parte per vantarsi di belle frasi altrui.
Silenzio. E pace.
Perché la sensazione di rilassatezza si avverte in questo modo. In un preciso istante in cui tutto il mondo si aspetterebbe le nostre corse, le varie fughe, il mescolarsi nel caos e nel tram tram del quotidiano, il telefono perennemente in fermento, tutte le voci esterne che si attivano all’unisono e la propria ugola insieme a loro, tutta la vita esistente che si schiude ciclicamente per catturare ogni tempo possibile, tu vieni meno a questo circo collettivo e fin troppo umano e decidi di concederti un lungo frammento di relax.
Non importa quali siano le problematiche che affiorano i tuoi giorni, non importa quante commissioni e impegni dovrai rispettare, non importa quanta gente pretenderà il tuo rendiconto, non è più importante il modo in cui hai deciso di scandire le giornate, riempiendole di stratificazioni di scadenze e bollette annesse.
È il tuo sacrosanto momento di relax. È il tuo squarcio nel cielo di carta che senti sovrastare sulla tua testa, è risucchiare la cappa di ansia e tensione che ha coperto in modo fin troppo parsimonioso tutta l’energia buona e il gusto delle cose che ti appartiene da sempre ma che stenti ad esprimere perché sei stressata.
Ora, se queste belle parole in stile Siddharta ( o manuale dello Zen) non vi hanno colpito abbastanza e non hanno pienamente reso l’idea del modo opportuno grazie al quale si può e si deve raggiungere lo stato di rilassatezza, forse è il caso di sfornare un vocabolario appropriato che possa fungere da “prontuario” benefico presumibilmente funzionale all’incetta di dosi massicce di Relax.
 
Rilassarsi, e quindi: respirare, ricaricare, riconsiderare, riprendere, ricreare, reagire, ricominciare.
 
Respirare: avete presente la scena di “Se scappi ti sposo” in cui Giulia Roberts prima di entrare in chiesa si fa passare una busta di carta dalle sue amiche e inizia a inspirare e respirarci dentro, visibilmente in preda ad un attacco di panico? Bene. Quello è respirare, ed è un respiro indotto per superare una situazione di stress evidente, da non confondere con il “Respirare” (o “Sospirare”) presente negli spot dei deodoranti o dei fanghi termali, in cui seducenti signorine emulano il relax più immediato soltanto perché sono sotto contratto perché anche loro, in pieno stato di necessità, avrebbero richiesto la famosa busta di Giulia Roberts.
 
Ricaricare: Immaginate, anche solo per un flebile secondo, di essere un cavo USB alla ricerca della porta compatibile per ricaricare le vostre batterie; un lungo e attorcigliato cavo con annesso qualche telefono di ultima generazione o un modem alice di 10 anni fa, e avete bisogno di tutta l’energia possibile per raggiungere il 100% rilassatezza. Bene, ora non vi resta che connettervi con la vostra fonte d’energia ed aspettare. Il più delle volte funziona. Credo.
 
Riconsiderare: voce della parola considerare, considerazione, considero, consideriamo, comprendiamo, prendiamo, estrapoliamo, pensiamo. Poi moltiplicate tutto alle “R”, e rifate l’esercizio in 3 serie da 30 con 10 secondi di pausa per ogni serie, poi passate alla panca degli addominali e successivamente all’attrezzo per i pettorali. Se vi rimane tempo concedetevi 15 minuti di cyclette, e qualche esercizio per le braccia. Intanto avete riconsiderato il fatto di essere potenzialmente pronte per la prova costume dell’estate 2014 e nel frattempo avete riscritto un nuovo trattato internazionale. Quindi potete stare rilassati.
 
Riprendere. Presa. Prendere. Afferrare. Agguantare. Acciuffare. Carpire. E in una chiave molto soggettiva, riprendersi dallo stress, prendere fiato, prendere il tempo, afferrare l’attimo, agguantare il giorno, acciuffare la questione, carpire il significato. Un esercizio mentale che visto così può sembrare tanto semplice quanto incredibilmente complicato, quindi l’invito è riprendere dalla parola riconsiderare ed evitare di stressarsi a presso a tutto questo gran dispendio di prese e riprese varie. Non voglio scalare una montagna, voglio un massaggio termale di 78 minuti con oli essenziali e musiche orientali, ok????
Ricreare. Creazione o creatività, come rinascita ed estro, quindi impegnarsi in tutto quello che possa determinare un qualcosa di nuovo, o semplicemente qualcosa che ha determinato una stato di rilassatezza autentico, in cui ci siamo distesi e abbiamo goduto di quantitativi abbondati di pace e serenità e fare di tutto per riproporlo, ricrearlo appunto. In una parcondicio di genere e sesso, proviamo ad elencare plausibili attività “ricreative” finalizzate al raggiungimento di una forma soddisfacente di relax. Per i signori uomini: calcio, birra con gli amici, parlare male delle signore donne senza censure verbali, confrontarsi in palestra circa i centimetri del bicipite (per non parlare di altri tipi di confronti), cantare l’elogio del panino della camionetta, sottolineare manifesta superiorità intellettuale, possedere la migliore squadra di Fantacalcio del gruppo, stracciare gli altri durante una partita di tennis alla wii, parlare di auto e moto con annesse noccioline e rutto libero, vantarsi dell’ultima conquista femminile allo stesso modo in cui ci si vanta di aver letto il Sole24ore senza saltare le pagine di economia. Per le signore donne: Shopping. Poi…Shopping. E poi…shopping. Ah certo, essere riuscite a fare una ciambella senza farla implodere in forno… tuttavia: SHOPPING.
Reagire. Azione. Che non è necessariamente un atto meccanico o fisico che prevede movenze e attività motorie, ma è semplicemente un input vitale. Azione, che può essere un facere come un non facere, che significa un normale ottimo proposito di qualcosa che avverrà nel presente imminente o nel futuro prossimo, una prospettiva, una dichiarazione d’intenti, un pensiero in costruzione che può negare tutto quello che si stava compiendo fino al minuto prima e che ha incamerato nervosismo, energie negative, risultati fallaci.L’inerzia o lo stare fermi è di per sé un’azione. Una scelta. Agisco perché scelgo, e scelgo di fare una lista di cose che dovrebbero portarmi al relax, o semplicemente scelgo di non intossicarmi l’esistenza nel tentativo costante di ricercare relax. L’immobilità di cui molto sopra, o la carrellata di “facere” di cui le precedenti parole hanno reso l’idea.
Ma su tutti la scelta. Perché scegliamo noi di staccare la spina, di riconsiderare il nostro tempo, di smettere di intossicarci con pensieri sbagliati e quindi interrompere filoni nefasti che non hanno portato a niente se non ad allontanarci dalla “rilassatezza”.
Spesso dimentichiamo che al netto di un corso di vita frenetico e complicato, al netto di vicissitudini interne ed esterne che non permettono scorciatoie rispetto allo stress, al netto di periodi difficili e offuscamenti circa soluzioni che potrebbero regalarci la serenità e il relax che tutti meritiamo e di cui ogni giorno dobbiamo rivendicare il godimento, al netto di questo bazar di parole, le nostre scelte sostanziano la reale differenza che sussiste tra quello che vogliamo e quello che possiamo avere, e se quello che vogliamo è rilassarci, allora dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere per raggiungere questo stato di grazia.
Qualora non si è in grado di dispiegare questi buoni propositi nella direzione in cui li abbiamo disposti, non preoccupatevi, rileggete il “vocabolario” e provateci nuovamente. La risposta vera sta nel tentativo.
 
Ricominciare. Mi munisco di un ausilio letterario che rende meglio di ulteriori dispendi verbali. “Tutto si assomma al resto, al passato. Ricominciamo sempre.” Cesare Pavese. (possibilmente da marchiare con il fuoco)
Ora, se questo post non è servito a mettervi nello stato di Relax per cui era stato concepito e sfortunatamente vi siete caricati di ulteriore ansia e tensione, potete stare tranquilli perché il prontuario del relax è volto al termine, quindi vi invito a cambiare pagina, a uscire dal sito e a dedicarvi a quello che avevate momentaneamente interrotto, ma vi invito anche a domandarvi perché avete sprecato 10 minuti del vostro tempo a leggere un post sulla rilassatezza, perché in tal caso significa che avete un disperato bisogno di rilassarvi!!
 
 
Buon ascolto e buon relax
 
Perfect Day – Lou Reed


 
Andvari – Sigur Ros

 
Don’t worry Be Happy – Bob Marley

 
Better Sweet Symphony – The Verve

 
Of Monsters and Men – Little Talks

 
Corner of the Earth – Jamiroquai

 
Hide and Seek – Imogen Heap

 
Controvento – Malika Ayane

 
10 Laws – East Forest

 
Radical Face – Welcome Home

 
The Boy with the Arab Strap – Belle and Sebastian
http://www.youtube.com/watch?v=J314yQFRE5w
 
Deep in a dream – Chet Baker

 
Kind of Sunshine – Nicola Conte

 
More than a feeling – Boston

 
Misread – King of Convenience

 
Shine on your crazy diamond – Pink Floyd

 
The Lost boy – Greg Holden

 
Una mattina – Ludovico Einaudi

 
Grey Room – Damien Rice

 
Orange Sky – Alexi Murdoch
http://www.youtube.com/watch?v=HjHvJE1XU7E

Una risposta

  1. AHahahah! Vi sei geniale! Non condivido del tutto la voce “riconsiderare” come voce del dizionario del relax 😛
    Staccare la mente e non pensare a niente, entrare in una dimensione SENZA pensieri è la dimensione più pure del relx. Molto difficile per le donne, facilmente possibile per tanti uomini. Ho scoperto sono dotati di una zona grigia del cervello chiamata “Nothing Box”. Hai presente quando hanno il volto inebetito davanti la tv? In quel momento sono nella loro Nothing box. La desidero tantissimo anche io!

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