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“Un luogo non è mai solo “quel” luogo: quel luogo siamo un po’ anche noi. In qualche modo senza saperlo ce lo portavamo dentro e un giorno per caso ci siamo arrivati.” (Antonio Tabucchi)

Cari lettori,

colti da quella ciclica voglia di partire che si avverte quando si comincia a respirare profumo di vacanze, The Freak, con la cinema collection di questa settimana, ha deciso di selezionare le mete ideali della vostra estate 2013.

Un ventaglio di luoghi da conoscere, visitare, assaporare. Da rendere vostri e da custodire per sempre nel vostro animo e nei vostri ricordi. O anche semplicemente da ammirare nei film che abbiamo selezionato per voi.

E visto che a noi piace essere “Freak” in ogni cosa che facciamo, non ci siamo limitati alla scelta dei posti, ma ci siamo preoccupati di proporre diverse tipologie di vacanze e di inserire nella descrizione di ogni luogo preziose indicazioni su cosa visitare, cosa fare (e anche cosa mangiare).

Ecco, quindi, le mete del nostro catalogo viaggi estate 2013.

Basilicata (Basilicata coast to coast)

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Perché, come dice Rocco Papaleo all’inizio del film, “la Basilicata esiste. È un po’ come il concetto di Dio, ci credi o non ci credi.” E noi ci crediamo. Crediamo nei colori, negli odori e nelle tradizioni della terra lucana. Crediamo nella bontà dell’Aglianico gustato dai protagonisti durante il loro percorso. E crediamo nell’idea di vacanza on the road, proposta da questo film.

Quindi, a tutti coloro che fossero alla ricerca di una vacanza alternativa, proponiamo un viaggio in cammino dalla costa tirrenica alla costa ionica, con il sottofondo musicale di “basilicata on my mind”, per scoprire gli aspetti più intimi della Basilicata, per cogliere quelle sfaccettature che possono percepirsi solo “camminando” e attraversando il cuore di quelle terre e per poter riflettere sugli aspetti della vita spesso accantonati o allontanati e rievocati dalla magia di questo percorso. (come dice Alessandro Gassman alla fine del film: “Siamo partiti alla ricerca di noi stessi, forse non abbiamo capito chi siamo, ma almeno abbiamo capito cosa non siamo”.)

Eventuali controindicazioni: 1. Non scegliete questo tipo viaggio per una vacanza di coppia con la fidanzata. Inutile ricordarvi che le ragazze con capacità di adattamento, pronte a camminare per giorni e disposte a dormire in un sacco a pelo sono rare. Quindi, si rischia o la separazione dopo il secondo giorno o (ancora peggio) continue lamentele su ogni aspetto della vacanza e su quanto siate stati stupidi a scegliere questo viaggio (probabilmente vi verrà anche rinfacciato di averlo fatto solo per risparmiare). 2. Portatevi scarpe comode. 3. Le bottiglie di Aglianico devono essere tante: vi daranno la forza per camminare e vi faranno dormire anche dove non avreste mai pensato di riuscire ad addormentarvi.

Lecce e il Salento (Mine vaganti)

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Solo il Salento poteva convincere Ozpetek ad abbandonare Roma e a scegliere una diversa ambientazione per un suo film. E così in Mine Vaganti si consacra il fascino di Lecce, della sua luce e del suo barocco. Ma si scoprono anche le calde tinte delle campagne salentine, dipinte dagli ulivi, dai vigneti e dal colore rosso e cangiante della terra. E si ricorda l’aspetto limpido e cristallino del mare della Puglia e la forma elegante delle sue coste.

Proponiamo il Salento, quindi, a chiunque fosse alla ricerca di una vacanza in cui unire mare e arte, movida e tradizione eno-gastronomica.

Consigli per la “panza”. Abbiamo la fortuna di avere due salentine doc in redazione che suggeriscono i seguenti piatti tipici: la frisa (dicono anche che la “basic” è con pomodorini e rucola fresca), le “sagne” (una pasta tipica che in genere viene fatta con sugo e cacio ricotta), le “rape nfucate” (rape con peperoncino locale), la “tajeddha”(riso con patate e cozze), i “ciceri e tria” (pasta fritta con i ceci) e il pasticciotto (un dolce biscottato con la crema pasticciera). Tutto ciò, ovviamente, va accompagnato dall’immancabile bicchiere di negroamaro o di primitivo (a tal proposito, si  consiglia vivamente ad eventuali astemi di astenersi dal rivelare questa loro debolezza, nel Salento una simile confessione potrebbe nuocere gravemente alla vostra vita sociale e al vostro umore).

Sicilia (Malèna e Perduto amor)

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“L’Italia senza la Sicilia non lascia nello spirito immagine alcuna, è in Sicilia che si trova la chiave di tutto (…). La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, l’unità armonica del cielo con il mare e del mare con la terra. Chi li ha visti una sola volta, li possiederà per tutta la vita.” (Johann Wolfang von Goethe).

Ora, il problema è che nella nostra redazione (che pullula di siciliani) è attualmente in atto una faida interna tra i siciliani della Sicilia occidentale (per intenderci i palermitani) che rivendicano il primato delle loro zone (“lo stile arabo è quello che veramente rispecchia la Sicilia”, “Palermo è la città più bella del sud”) e i siciliani della Sicilia orientale che, invece, rispondono con il loro barocco e con Noto, Ragusa e Siracusa (per essere precisi i siciliani dell’est dicono di difendere la bellezza di tutta la Sicilia, a differenza dei palermitani che vengono accusati di pensare solo a Palermo e di tirarsela un po’ =) ).

Fortunatamente chi vi scrive è un organo terzo e imparziale che vi dice che la Sicilia è meravigliosa in ogni sua parte: qualsiasi zona scegliate, cadrete sempre bene.

Noi in questo caso siamo, però, costretti a parlare solo della Sicilia sud – orientale, il versante in cui sono ambientati Malèna e Perduto Amor.

Quindi, sfruttando le indicazioni dei nostri siciliani dell’Est, suggeriamo come itinerario ideale per chiunque volesse scegliere questa parte dell’isola le seguenti tappe: l’isola di Ortigia, il teatro greco, l’orecchio di Dioniso, Ragusa, Modica, Agrigento, la valle dei templi, la scala dei turchi, Morgantina, Catania e naturalmente Noto, la capitale del barocco.

E per quanto riguarda, invece, i consigli per la “panza”, oltre agli imperdibili arancini, ai cannoli e alla cassata, gli autoctoni consigliano anche la pizza con i ricci di mare, la pasta al nero di seppia, la pasta alla norma, a stigghiola (“carne” di agnello), il cous cous, le sarde a beccafico, le raviole di ricotta (tipico dolce catanese), l’iris (dolce fritto ripieno di crema) e il gelato turco.

Kastellorizo, Isole del Dodecaneso (Mediterraneo)

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Avete presente quando in piena crisi da lavoro, studio, stanchezza, stress, desiderate con tutto il vostro cuore di scappare su un’isola dove non ci sia niente di tutto quello che perseguita la vostra quotidianità? (Nello specifico niente cellulare, niente macchina, niente traffico, niente facebook con amici inclusi che commentano ogni singolo avvenimento personale, italiano, europeo e mondiale, niente genitori, niente scadenze, niente esami, niente fidanzato assillante, niente capo stressante, ecc..ecc..).

Ecco, l’isola di Kastellorizo fa per voi. Come precisano con molto orgoglio le guide turistiche del luogo, la risposta alla classica domanda: “Cosa fare e cosa vedere a Kastellorizo”, è solo una: niente, in questa isola non c’è assolutamente niente. Soltanto mare, sole e relax.

È sicuramente uno di quei posti che hanno contribuito a creare il mito del ”paradiso greco”, con acqua cristallina e con un’incantevole cornice naturale e paesaggistica.

È la meta perfetta per chiunque desiderasse una vacanza di pace e relax, per immergersi nelle acque calde del mediterraneo e per farsi baciare dal sole greco.

Non è un caso che Salvatores abbia scelto l’isola di Kastellorizo per esprimere il concetto di fuga, come metafora del messaggio di allontanamento e di rinascita lanciato dal film: una fuga intesa non come “vile rifiuto delle responsabilità”, ma come reazione, come evasione “da una situazione che non piace (…) verso un luogo nuovo dove costruire una realtà migliore”.

E la particolare magia di Kastellorizo emerge dal racconto del regista sulle emozioni provate da tutta la troupe durante il soggiorno nell’isola. Lo sconforto e la nostalgia iniziali venivano a poco a poco sostituiti da un senso “di perdita della dimensione del tempo, da un rallentarsi dolce del ritmo cardiaco, da un respiro più ampio. E poi da  una sensazione di libertà e di pulizia, di essenzialità e di profondità nei pensieri, da un lasciarsi andare ai ritmi naturali del mare, del sole e della luna, del vento caldo dell’Egeo”. E così gli otto interpreti nella realtà provavano e vivevano le stesse sensazioni degli otto personaggi del film.

Se anche voi volete rivivere queste sensazioni, scegliete, quindi, l’isola di Kastellorizo (qui, però, vi consigliamo di non trattenervi per più di una settimana, altrimenti si rischia la pazzia da isolamento alla Jack Nicholson in Shining).

Parigi (Midnight in Paris)

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Il migliore affresco della capitale francese è dipinto dalla scena iniziale di Midnight in Paris. Sulle dolci note di “Si tu vois ma mère” di Sydney Bechet, Woody Allen riesce, immagine dopo immagine a rappresentare l’eterea eleganza di Parigi, a farci percepire l’eterna magia di ogni angolo della città. E poi, dopo l’ultima nota di Bechet e l’ultima immagine dedicata a Parigi, la scena continua con le prime parole del protagonista: “Dimmi se non è incredibile. Non esiste al mondo una città come questa, non è mai esistita. (…) Ti rendi conto di che schianto sia questa città sotto la pioggia? Immaginatela negli anni ‘20, Parigi negli anni ‘20 sotto la pioggia: gli artisti, gli scrittori…(…). Se io fossi rimasto qui a scrivere romanzi invece di essere intrappolato a sfornare quelle sceneggiature tipo catena di montaggio, sai che ti dico? Sarei pronto a mollare la casa di Beverly Hills, la piscina, tutto, in un secondo”.  Ed infine la secca e cinica risposta della fidanzata: “Tu sei innamorato di un sogno”.

Perché il fascino di Parigi sta proprio in questo, nella sua naturale capacità di fare sognare, nel suo modo di impersonificare ed esprimere la stessa idea di sogno e lo stesso concetto di eleganza.

Quindi, Parigi è la scelta giusta per chiunque volesse vivere la magica atmosfera delle vie parigine, ripercorrere i luoghi del film ed immergersi nell’arte della capitale francese.

Se poi siete scrittori sull’orlo del fallimento (ma pensiamo che sia la stessa cosa anche per l’immensa categoria dei disoccupati laureati in giurisprudenza) Parigi sarà l’occasione della vostra vita: avrete la possibilità di tornare indietro nel tempo, scoprire un talento che non pensavate di avere e incontrare la vostra dolce metà.

Cose da fare assolutamente: Replicate, senza paura di febbre o raffreddori, la passeggiata sotto la pioggia della scena finale del film. Ci dispiace, ma il romanticismo è anche questo. E poi, chiudendo questa piccola pausa di sentimentalismo e tornando ad uno dei nostri temi preferiti (che come avrete capito è il mangiare), vi consigliamo vivamente di provare il panino greco nel quartiere Marais, voci fidate dicono sia indimenticabile.

Roma (La grande bellezza)

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Non è necessario essere nati a Roma o vivere a Roma, è una sensazione che prova chiunque veda per la prima volta la capitale o ritorni in questa città: una fitta di emozione che ti attraversa gli occhi, l’anima e il cuore, un immutabile senso di stupore per l’immortalità della sua bellezza.

E il ruolo di Roma nell’ultimo film di Sorrentino è proprio questo: rispondere con la sua eterna ed eterea “bellezza” al mutevole e perenne vuoto lasciato dagli aspetti più miseri della nostra società

Le immagini di Roma sono, così, “sparuti e incostanti sprazzi di bellezza”, che stridono fortemente con “lo squallore disgraziato e con  l’uomo miserabile” che Sorrentino ha deciso di descrivere.

Ora, molti di voi vivono a Roma o sono stati a Roma almeno una decina di volte, quindi vi starete chiedendo perché scegliere proprio Roma come meta di un vostro viaggio.

La risposta è molto semplice: non si finisce mai di conoscere la capitale e di ammirare le sue strade, la sua arte, i suoi monumenti.

E poi abbiamo scoperto ultimamente un posto che fa una matriciana fenomenale, quindi, vi consigliamo vivamente di tornare per provarla (per informazioni dettagliate chiedere alla redazione).

Dopo aver concluso in “bellezza”, vi invitiamo, quindi, a scegliere la meta che preferite.

Potrete visitarla dal vivo e attraversare i luoghi che abbiamo descritto oppure viaggiare e sognare con la mente grazie ad uno di questi film.

Buon viaggio e buona visione

The Freak’s cinema collection: Voglia di viaggiare… ultima modifica: 2013-06-05T14:53:27+00:00 da Giulia Corigliano

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