The Freak’s cinema collection: Un Governo culturalmente inusuale

di Giulia Corigliano

The Freak’s cinema collection: Un Governo culturalmente inusuale

di Giulia Corigliano

The Freak’s cinema collection: Un Governo culturalmente inusuale

di Giulia Corigliano
6 minuti di lettura

“Italiani, elettori, inquilini, coinquilini, casiliani, che presto sarete chiamati alle urne per compiere il vostro dovere”, lasciatevi momentaneamente distrarre dalla nostra proposta.

Ispirati dal forte vento elettorale che sta attraversando il nostro Paese, abbiamo pensato di creare, con molta ironia e con rari momenti di serietà, un’ideale squadra di Governo. Un esecutivo non tecnico, né di sinistra, né di destra, né di centro, ma semplicemente “Freak”.

E così pronti a recarci al Colle per prestare il nostro giuramento e nella speranza di ricevere la vostra fiducia, vi presentiamo la nostra personale formazione:

Presidente del Consiglio:

Miranda Priestley (Il Diavolo veste Prada)

Si, proprio lei, la direttrice della rivista di moda Runway, che dopo avere sorprendentemente battuto alle nostre primarie il candidato all’Oscar Lincoln, si impone come primo Premier donna, realizzando il sogno di tutte le femministe.

Sarà stata la sua classe, il suo talento nella moda, la sua capacità di dare ordini e di smuovere un’intera rivista semplicemente con uno sguardo gelido e fermo. Quello che a noi interessa è che alla guida del nostro Governo ci sia una persona competente, dal carattere deciso e forte, che sa quello che deve essere fatto e sa come chiederlo per poterlo ottenere. E ci dispiace per tutti i maschi, ma il fatto che sia donna non può che darle una marcia in più.

Ministro della Giustizia

Peppino Impastato (I cento passi)

Il perché della scelta è facilmente intuibile da tutti coloro che conoscano la storia di Peppino Impastato e che conservino nel cuore e nella memoria il ricordo di quei cento passi.

In una delle scene più belle del film, l’attore Luigi Lo Cascio, che interpreta Peppino Impastato, parla della “bellezza”, dicendo che:  “invece della lotta politica, della coscienza di classe, di tutte le manifestazioni e ‘ste fissarie, bisognerebbe ricordare alla gente cos’è la bellezza, aiutarla a riconoscerla, a difenderla”.

E a noi piace identificare la Giustizia in questo concetto di bellezza e pensare come Ministro della Giustizia ad una persona realmente in grado di aiutarci a riconoscerla e a difenderla.

Ministro dell’Interno

Colonnello Hans Landa (Bastardi senza gloria)

Sicuramente non ci troviamo di fronte ad un moderato. Ma a noi, che abbiamo a cuore la sicurezza nel nostro Paese, lui piace anche per questo. Non si può negare che il colonnello nazista, denominato “il cacciatore degli ebrei” (e dimentichiamoci sia questo “amabile” soprannome che il fatto che sia nazista), con la  sua brillante intelligenza, la sua tenacia e la sua astuzia, riuscirebbe ad organizzare alla perfezione le forze di polizia italiane. E poi con un tedesco nell’Esecutivo attireremmo verso noi Italiani per una volta le simpatie della Merkel.

Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca

Prof. John Keating (L’Attimo Fuggente)

Si tratta di una scelta naturale per qualsiasi persona che conosca il film. Tra le frasi indimenticabili dette dal Professore ai suoi alunni, ricordiamo una delle più significative: “Qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo”.

A noi basterebbe che con le sue idee ed il suo entusiasmo cominciasse a cambiare la (deprimente) situazione dell’istruzione e dell’Università Italiane.

Ministro dell’Economia e delle Finanze

Mr. Wolf (Pulp fiction)

Impossibile dimenticare la frase con cui si presenta nel film di Tarantino: “Sono il Signor Wolf, risolvo problemi”.

Ecco. Ci sarebbe giusto quel “problemuccio” della crisi e se il Signor Wolf riuscisse risolverlo con la stessa velocità e con cui è riuscito a far scomparire le tracce di un omicidio, dormiremmo tutti sonni più tranquilli.

Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali

Rita O’Grady (We want sex)

Donna tenace, battagliera e coraggiosa, che, guidando nel 1968 la prima grande rivendicazione delle donne lavoratrici, riuscì ad ottenere la legge sulla parità dei diritti tra uomo e donna.

Ai giornalisti che le chiedevano “Come ve la caverete se il Ministro Castle dice “Niente da fare””, rispondeva: “Come ce la caveremo? Siamo donne non potete farci queste stupide domande.”.

Non si può che scegliere lei come ministro del Lavoro e delle Politiche Sociale. Una persona che ha come principale obiettivo l’affermazione degli ineludibili diritti dei lavoratori, e, quindi, la realizzazione di tutto ciò che, come lei stessa ci tiene a precisare, rappresenta per il lavoratore  “un diritto, non privilegio”.

Ministro della Difesa

Il dott. Stranamone (Il Dottor Stranamore: ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba)

È un film sulla guerra e lo riconosciamo. Ma se a capo della Difesa abbiamo il Dott. Stranamore, chi mai potrebbe riuscire ad attaccare il nostro paese?

Ci rimane qualche dubbio sulla sua prudenza nelle scelte di politica estera. Ma tanto, se la situazione Italiana non è cambiata, il nostro Governo cadrà tra massimo un anno e, quindi, non c’è motivo di preoccuparsi molto.

Ministro dei Beni e Attività culturali

Roberto Benigni

Con lui facciamo un’eccezione: non scegliamo il personaggio di un film, scegliamo lui. Perché lui a noi piace proprio per come riesce ad essere Roberto Benigni.  Per la sua autenticità, la sua spontaneità, il suo umorismo. Per la passione, la competenza e la naturale umanità con cui recita Dante e con cui racconta la storia Italiana. Perché in questo Ministero ci vuole una persona che creda realmente nella cultura. Perché ci piacerebbe vederlo esultare per una conquista della cultura Italiana come esultò quando vinse l’Oscar e vederlo lavorare alla guida di questo Ministero con l’intelligenza, la profondità  e l’entusiasmo che ha in ogni cosa che fa.

Ministro dell’Ambiente

Tyler Durden (Fight club)

Nella speranza di “smaltire i rifiuti” con la stessa velocità con cui Tyler Durden ha fatto “pulizia” nella scena finale del film. Chi di voi ha presente questo film, sa che cosa intendiamo, chi non l’avesse ancora visto corri a guardarlo (non per capire il riferimento, ma perché non si può non avere visto Fight Club e non conoscere la filosofia di Tyler Durden)

Ministro delle Pari Opportunità

Django (Django Unchained)

Emerge inevitabilmente, come filo conduttore dell’ultima opera di Tarantino, la schiavitù e la volontà di “spezzare le catene” che imprigionavano i neri. Django, lo schiavo liberato da un cacciatore di taglie, è il simbolo del conseguimento di questa libertà ed è, quindi,  l’emblema del messaggio di lotta al razzismo che traspare dal film.

È per questo che pensiamo che Django possa essere perfetto come Ministro delle pari opportunità e, quindi, nel combattere ogni forma di discriminazione. Certo c’è il rischio che lo faccia in un modo un po’ “violento”, ma, visto che si parla di politica e che, quindi, la citazione di Machiavelli cade sempre bene, si può dire che anche in questo caso “il fine giustifica i mezzi”.

Pronti a stilare il nostro programma di Governo, vi diamo già qualche anticipazione: cercheremo di garantire a tutti film, musica, articoli ed eventi culturalmente inusuali e nel frattempo vi auguriamo buona visione.

Il diavolo veste Prada

I cento passi

Bastardi senza gloria

L’attimo fuggente

Pulp fiction

We want sex

Il Dottor Stranamore: ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba

La vita è bella

Fight club

Django unchained

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp

Una risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati

Caravaggio

Caravaggio
ritrovato: vero?

3 minuti di letturaIl lotto n. 229, Incoronazione di Spine, della cerchia di Josè de Ribera, pittore barocco detto lo Spagnoletto, è stato ritirato. Perché?

LEGGI TUTTO