The Freak: una lettera per il futuro

The Freak
Una lettera per il futuro

Obiettivi e sogni di un giornale che nasce oggi

di Pietro Maria Sabella

The Freak: una lettera per il futuro

The Freak
Una lettera per il futuro

Obiettivi e sogni di un giornale che nasce oggi

di Pietro Maria Sabella

The Freak: una lettera per il futuro

The Freak
Una lettera per il futuro

Obiettivi e sogni di un giornale che nasce oggi

di Pietro Maria Sabella
2 minuti di lettura

Questo giornale nasce per dare una speranza, una prospettiva positiva sul futuro incerto che si apre davanti ai nostri occhi, adesso che un vaccino contro il Covid-19 sembra arrivare. Ora che una delle centinaia di battaglie che l’Umanità cerca di affrontare giorno dopo giorno sembra giungere ad un punto di svolta.

Nasce sul digitale per raccogliere le voci delle generazioni che sono nate con la caduta del muro di Berlino, cresciute con l’incubo del terrorismo, hanno dato i primi baci durante la bolla dei subprime, si sono laureate con l’incubo della precarietà, hanno iniziato a cercare lavoro nonostante l’epiteto di bamboccioni o choosy , che hanno sperimentato l’importanza e la pericolosità dei social media e ora vogliono entrare a far parte dell’era biomediatica da protagonisti.

Quelle generazioni a cui è stato detto che lottare per un futuro migliore non servisse.

Allo stesso tempo The Freak vuole dare spirito e spazio a chiunque non si accontenti delle approssimazioni, a chi affronta costantemente un percorso di ricerca laico, libero e trasversale. A chi ritiene che più della risposta sia importante la domanda.

Consapevoli che non avremo una ricompensa, abbiamo deciso di investire sua una visione, sull’idea che si possa fare del buon giornalismo e della buona narrativa da persone libere.

Su queste pagine cercheremo di riflettere con spirito critico e costruttivo sugli accadimenti che coinvolgeranno il nostro Paese e il mondo, sui possibili scenari socio-economici del post coronavirus, con un’attenzione particolare al tema dell’ambiente, della sostenibilità e sull’impatto delle tecnologie sulle democrazie e sull’uguaglianza sociale.

Proveremo a descrivere e a immaginare il futuro delle nostre città, il destino degli ultimi, dando voce anche a chi è riuscito a far impresa con le proprie energie e che può essere di sprono a chi, per forza di cose, si è dovuto limitare a guardare la propria vita senza sognare di poterla reinventare.

Racconteremo l’Europa post Brexit, i drammi del Mediterraneo, percorreremo la via della seta per conoscere meglio i giganti economici asiatici e tornare così sui temi più sensibili per l’occidente secolarizzato.

Senza tralasciare l’importanza di dedicarci ad una poesia o a un bel racconto, alle radici di un vino, di una parola o di una bella storia.

Cercheremo di restare umani, scostandoci da interpretazioni viscerali, odiose, violente, puntando sempre alle stelle, nella consapevolezza che l’uomo è arrivato sulla luna e nei meandri più oscuri degli oceani.

Calibreremo il racconto di speranze e devastazioni, paure, sconfitte e gioie, senza dimenticare l’importanza della leggerezza e dell’ironia.

Ci muoveremo fra scontri di piazza, impasti di governo, elezioni, lockdown, smart-working, innalzamenti del livello degli oceani e rifugi digitali, difendendoci dalla solitudine narrativa, dallo smarrimento dei volti e delle menti.

Proveremo ad essere noi stessi, come redazione unita e complessa, in questo “interregno”, in cui l’assetto delle cose note sta sparendo per dare vita ad un mondo futuro, in cui il vecchio non è ancora obsoleto e il nuovo non ha ancora preso forma, nell’attimo prima che il fiume tocchi il mare, The Freak è lì, pronto a condurti oltre.

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Una risposta

  1. mi auguro che effettivamente avvenga ciò che Lei ha detto …..in una società dove i valori ,le idee, le certezze cominciano a vacillare vedere che ci sono persone che con le proprie idee,certezze e mi auguro valori ci portano oltre è manna dal cielo…buon lavoro

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