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Dal 2 al 12 novembre al Teatro Brancaccio va in scena “The Aliens”, di Annie Baker regia Silvio Peroni

Credere nella vita come arte.

Morire per molti libri e molti rock.

Oppure vivere, dietro un bar nel Vermont e discutere di musica e Bukowski.

Musica e letteratura per raccontare una storia di amicizia e di silenzi, di rapporti misurati e di meditazione.

Nessuna certezza. I consigli che diventano racconti sulla propria visione del mondo. Senza imposizioni di genere. Raccontarsi e provare a capirsi.

La vita e la morte dentro un racconto in cui nessuno è schiavo di essere ciò che non è.

Un bar, dei racconti. La letteratura che diventa cemento di rapporti e strumento di confidenze.

The Aliens di Annie Baker lo mette sul palco al Teatro Brancaccio dal 2 al 12 novembre. L’opera della drammaturga americana, Premio Pulitzer, ruota attorno al sentimento profondo di un amicizia pura. Nessuna contaminazione o sovra strutturazione dell’io per farsi accettare dall’altro.

La relazione affettiva tra JK e Jasper, e quello che nascerà tra loro ed Evan, è raccontato con estrema tenerezza che solo certe giovinezze riescono a concedere.

Sogni e velleità dietro ad un bar.

Si continua a sognare pure tra le delusioni della vita, pure dentro una società che annienta le coscienze.

Si può guardare dalla quarta fila, senza conformismo di occhi.

di Natalina Rossi, all rights reserved

The Aliens al Teatro Brancaccio: l’amicizia e il sogno ultima modifica: 2017-11-03T16:08:48+00:00 da Natalina Rossi
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A proposito dell'autore

Natalina, qualche volta Alice. Dipende dal treno da prendere. C’ha gli zigomi aggressivi, uno strano attaccamento ai suoi polsi, simpatiche fobie sociali da raccontare alla gente con un bicchiere di Primitivo in mano, e poi una penna tipo kit d’emergenza salva vita. C’ha una casa che è tipo una galassia di Star Wars con le pareti coperte di locandine e facce di Servillo sparse. Un legame silenzioso con Ettore Scola che ha consolidato presentandosi ai suoi funerali, così, perché lui capiva i suoi desideri e un sacco di lacrime. Gioca a PES 2009 perché quanto è forte il Barcellona a quei tempi mai più. E’ alla ricerca della mappa segreta dei suoi spostamenti per trovare pace con il corpo.

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