Take sides! – La Procreazione Medicalmente Assistita

di Elena

Take sides! – La Procreazione Medicalmente Assistita

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Take sides! – La Procreazione Medicalmente Assistita

di Elena
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Fosse facile, prendere una posizione. Probabilmente farsi un’opinione netta ed immutabile su certi temi, in ragione delle conoscenze tecniche necessarie, nonché della delicatezza dei temi etici implicati, è praticamente impossibile.

Proveremo comunque a schiarirci le idee su alcune di queste questioni, in modo da gettare le basi per un ragionamento consapevole e informato; cominciamo con quella che viene impropriamente chiamata fecondazione assistita. Ogni venerdì approfondiremo un aspetto della questione, cominciando dal quadro normativo vigente in italia, peraltro piuttosto ridotto.

Ai sensi della legge n. 40/2004 le tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) possono essere utilizzate da coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in eta’ potenzialmente fertile, entrambi viventi. Una volta accertata dal medico l’impossibilità di rimuovere con altri mezzi la causa/condizione di subfertilità, si può procedere alla PMA nel rispetto di tre principi fondamentali:

si deve sempre optare per la tecnica meno invasiva, in termini tecnici e psicologici, per i destinatari;

nell’applicazione delle tecniche si deve sempre realizzare il consenso informato: il medico deve informare dettagliatamente i pazienti riguardo a metodi, problemi bioetici, possibili effetti collaterali sanitari e psicologici, probabilità di successo e rischi, costi economici, nonché sulle relative conseguenze giuridiche per la donna, per l’uomo e per il nascituro. Alla coppia deve essere prospettata la possibilità di ricorrere a procedure di adozione o di affidamento.

é vietato il ricorso alla fecondazione eterologa, cioè quella che fa uso di gameti di individui esterni alla coppia.

Il padre non può disconoscere il figlio nato in seguito a questo tipo di fecondazione, né la madre può rimanere nell’anonimato; in caso di violazione del divieto di fecondazione eterologa, il donatore di gameti non può rivendicare alcun diritto nei confronti del bambino, con il quale non instaura nessuna relazione parentale.

Uno dei punti più problematici è quello della sperimentazione sugli embrioni non utilizzati per l’impianto, vietata in tutte le sue forme dalla legge in questione.

Quando si fecondano gli ovociti, infatti, si procede ad impiantarne nell’utero più d’uno, per moltiplicare le probabilità di riuscita. Tuttavia, onde evitare delicate gravidanze plurigemellari, la prassi è quella di non utilizzare più di due embrioni. Quelli eccedenti devono essere crioconservati (ovvero custoditi presso i centri in apparecchi di congelamento ad azoto), per la sola eventualità che la stessa coppia che li ha prodotti decida in futuro di servirsene. Nessun altro utilizzo è concesso.


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