Suor Anna Monia: “Fedez, informati”

Suor Anna Monia: "Caro Fedez,
attento a ciò che dici"

Intervista alla suora che ha scritto una lettera al rapper:
"Documentati prima di lanciare messaggi divisivi"

di Cristina de Palma

Suor Anna Monia: “Fedez, informati”

Suor Anna Monia: "Caro Fedez,
attento a ciò che dici"

Suor Anna Monia: "Caro Fedez,
attento a ciò che dici"

di Cristina de Palma
Suor Anna Monia

Suor Anna Monia: “Fedez, informati”

Suor Anna Monia: "Caro Fedez,
attento a ciò che dici"

Intervista alla suora che ha scritto una lettera al rapper:
"Documentati prima di lanciare messaggi divisivi"

di Cristina de Palma
6 minuti di lettura

In tv oramai è diventata una presenza costante ed amata. Sempre presente il lunedì sera nel talk-show di Nicola Porro, Quarta Repubblica, Suor Anna Monia Alfieri (esperta di politiche scolastiche) ha scritto una lettera infuocata al rapper Fedez, reo di aver criticato il Vaticano per l’intervento sul ddl Zan. E proprio sulla scia di queste polemiche, l’abbiamo intervistata per capire i motivi di un intervento così duro.

Ci dica la verità, Fedez l’ha fatta molto arrabbiare…

Guardi, voglio chiarire un equivoco. Io non ce l’ho con lui, non lo conosco personalmente. Me la sono presa con lui per quello che rappresenta. È un influencer con un seguito enorme, tantissimi ragazzi seguono le sue dirette per essere informati. Non si può permettere di dire inesattezze. 

Cosa avrebbe detto di sbagliato?

Per esempio che il concordato tra Stato e Chiesa è fermo al 1929 per mano di Mussolini. Non ha citato ciò che è accaduto nel 1984 quando è stato firmato un nuovo accordo da Bettino Craxi, non proprio un fascista. È importante essere informati, ma soprattutto ben informare i followers. 

E quindi ha preso carta e penna ed ha scritto questa lettera, sfogandosi…

Sì, non potevo ascoltare in silenzio tutte quelle imprecisioni. Più volte sono scesa in campo, anche pubblicamente, per dare ai nostri ragazzi gli strumenti per orientarsi. Ho notato che in questi anni si è molto abbassato il livello culturale. 

In che modo?

I nostri ragazzi approcciano la vita per slogan, tramite i social. Non approfondiscono più nulla. C’è un gap di conoscenza che poi alimenta le ideologie e le varie fazioni politiche o sociali. 

Fedez è responsabile di questo abbassamento culturale?

Con questa lettera, ho solo chiesto a Fedez di stare attento a quello che trasmette ai giovani. Deve documentarsi, non deve lanciare un linguaggio divisivo. E non è la prima volta che lo fa…

Si riferisce al caos del concerto del Primo Maggio?

Sì, ma non parlo dell’evento in sé che non mi interessa, ma l’idea di prendere questo video, di manipolarlo e diffonderlo (il video della chiamata tra i dirigenti Rai ed il cantante, ndr) è un reato. Non si può fare. Se noi facciamo passare il messaggio che gli adulti possono fare tutto e rimanere impuniti, che messaggio trasmettiamo ai giovani? In questo modo, per me, gli rubiamo il futuro perché si sentiranno in grado di poter fare cose senza essere mai puniti. 

Nel video di denuncia di Fedez, il rapper parla anche delle tasse immobiliari che il Vaticano non pagherebbe. Sono in molti a pensarla come lui…

È per questo motivo che gli ho chiesto di studiare, perché chi studia impara a non uscire dal tema. Come ho già spiegato nella lettera, nel 2020, l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica ha pagato per imposte 5,95 mln euro per IMU e  2,88 mln euro per IRES. Non proprio delle briciole. 

Parlando del Ddl Zan, perché secondo lei si è creata questa confusione?

Stiamo parlando di un Ddl che è controverso e criticato, ma non da una sola area politica ma da molte. Anche dagli stessi omosessuali e femministe. Questo perché ci sono degli articoli che nella sua interezza rischianno di andare a ledere le figure che vogliono tutelare. Io sono estremamente liberale e accogliente al massimo, ma è evidente che il Ddl contiene molte note che mettono in difficoltà proprio i più deboli. Le faccio l’esempio degli articoli 4 e 7 che ledono, ad esempio, il diritto alla libertà di espressione contenuta nell’articolo 21 della Costituzione. Le pare normale una cosa del genere?

E quindi ha ragione Salvini a non volere questo Disegno di legge?

Guardi qui non si tratta di dire chi ha ragione e chi torto. Anzi, mi sembra che la loro posizione si stia chiarendo. E lei soprattutto non tiene conto di un fattore importante…

Quale?

Il Ddl zan è passato in silenzio alla Camera dei deputati, ed eravamo nel periodo pre-Covid.  In questo periodo, gli italiani erano abituati ad essere dei sudditi, si accontentavano e non si riconosceva il senso civico. Il Covid ha fatto emergere tutti i limiti della conoscenza, facendo vedere bene l’incompetenza di una certa dirigenza politica. Abbiamo chiesto un governo di unità nazionale, ma ci rendiamo conto che abbiamo Draghi come premier, o no?

Da come lo dice, non sembra una cosa buona… 

Al contrario, per far uscire l’Italia dalla crisi abbiamo dovuto mettere in campo la competenza e la bravura. Durante la pandemia, gli italiani hanno aperto gli occhi ed ora sono cittadini molto più attivi e presenti che non vogliono più farsi prendere in giro. Per questo motivo, c’è tutto questo interesse e confusione intorno a questo disegno di Legge come mai prima era accaduto. È il risveglio del senso civico del popolo italiano, che avviene sempre dopo le grandi tragedie. 

Quindi non esistono fazioni politiche, ma solo risvegli civici?

Prima si poteva dire che c’era una fazione Destra vs Sinistra molto netta, ma ormai ci rendiamo conto che anche all’interno dei singoli gruppi parlamentari c’è disaccordo e diverso modo di pensare. 

Quindi Letta che risponde direttamente a Salvini non è la Sinistra contro la Destra…

Pochi mesi fa, era così. Oggi dico di no. Non è più la lotta tra partiti, ma tra singole persone che la pensano diversamente. 

Esiste secondo lei una “guerra” tra Stato e Vaticano sulle questioni politiche?

Ma assolutamente no. Chi in queste ore sta cercando la polemica fa solo capire che il populismo ha le ore contate. I cittadini scendono in campo, anche contro Fedez, per dirgli che ha torto e che quello che dice non è per forza veritiero sempre. La questione Zan è ben più articolata e va oltre ai soliti cliché contro la Chiesa pedofila o che non paga le tasse. 

Anche la Chiesa ha il diritto di esprimere la propria posizione senza essere criticata, quindi?

Assolutamente. Oggi in Italia sembra quasi che la libertà di espressione sia compromessa con la battuta, la delegittimazione. Se uno diceva una cosa intelligente come veniva attaccato? Veniva attaccato perché prete o suora… 

È successo anche lei di essere attaccata per il suo pensiero?

A me hanno sputato sul tram perché ero una suora. So cosa vuole dire essere discriminata. Per questo dico che la discriminazione si combatte dando gli strumenti alle persone. E le dico un’altra cosa: è un dovere dello Stato del Vaticano dare la propria posizione su questioni del genere. Non c’è stato una interferenza, ma solo un invito alla discussione. Cosa che ha chiesto anche il Premier Draghi. 

Andando oltre la questione DDL Zan, vuole dire qualcos’altro a Fedez?

Più che a Fedez, che mi sta anche simpatico, mi rivolgo agli influencers che devono capire che non possono più giocare sulla pelle dei ragazzi e devono state attenti ai messaggi che mandano, come quello che studiare non serve a niente. Io non tacerò mai davanti a queste idiozie, perché voglio insegnare ai ragazzi ad esprimersi liberamente, senza aver paura di essere attaccati o delegittimati via web. 

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3 risposte

  1. Perfetta intervista. Brava giornalista nel saper cogliere e gestire l’intervista. Rutto il mio sostegno a suor Anna, come già fatto in altre sedi.

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