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Inizia oggi un nuovo viaggio nel mondo dei vini e del vino, che ci accompagnerà alla scoperta del Piemonte, mia terra e patria di uomini e donne straordinari che hanno fatto della vigna la loro vita e la nostra storia. Sarà un vero e proprio percorso dedicato a questa Regione – intesa più in senso vinicolo che amministrativo ovviamente – che non poteva che cominciare proprio dove la Via è già tracciata, lasciandoci raccontare il progetto di Strada del Barolo e Grandi vini di Langa da Daniele Manzone, Direttore dell’associazione.

Il progetto di Strada del Barolo nasce nel 2006 aggregando un vasto numero di Comuni, di territori e di realtà legate al mondo del turismo. Coincidenza che nasca nell’anno delle Olimpiadi di Torino o Visione coordinata di una promozione del Piemonte a tutto tondo?

La legge nazionale che disciplina le Strade del Vino risale al 1999 e probabilmente non è un caso che l’approvazione del Disciplinare che ne regola l’attività da parte della Regione Piemonte sia avvenuto proprio nel 2004, in un momento in cui si iniziavano a comprendere le enormi potenzialità turistiche di questo territorio. Naturalmente ci volle un po’ di tempo per elaborare il progetto, che vide coinvolti diversi attori: l’Enoteca Regionale del Barolo, l’unione di Comuni “Colline di Langa e del Barolo” e la stessa Regione Piemonte, con l’obiettivo di costruire un sistema tra amministrazioni pubbliche, tour operator, aziende agricole e cantine, ristoranti e alberghi, finalizzato allo sviluppo economico e turistico della zona.

Tante le iniziative in questi anni per portare turismo, business e far conoscere le nostre magnifiche terre e prodotti. Qual è l’obiettivo per avere, come nel vino, il giusto “equilibrio” nel mix tra turismo locale, turismo nazionale e turismo estero? Mi spiego… per nostra natura, noi piemontesi non amiamo particolarmente il caos e le grandi folle, e proprio questo rende ancora oggi la Langa una terra selezionata, di turismo “educato” sia ai sapori, che nei comportamenti. Come si fa ad evitare di avere pullman strapieni di turisti tutti i giorni, ma allo stesso tempo diffondere il piacere della scoperta dei nostri luoghi e vini d’eccellenza sia a casa nostra?

La parola chiave per rispondere a questa domanda è “eccellenza”: questo è ciò che ci contraddistingue ed è il faro che da sempre guida tutta la nostra attività. Abbiamo prodotti enogastronomici unici al mondo come il Tartufo Bianco d’Alba, la Nocciola Tonda Gentile e naturalmente il Barolo; abbiamo un patrimonio straordinario fatto di tradizioni e di paesaggi che tutto il mondo ci invidia; abbiamo una cultura dell’accoglienza ben radicata. Per valorizzare al meglio questa ricchezza è indispensabile farne comprendere l’unicità: chi acquista una bottiglia di Barolo è disposto a spendere una cifra superiore a quella che spenderebbe per molti altri vini, ma sa anche che si sta concedendo un’esperienza “unica” ed “eccezionale”. Non tutti sono disposti a farlo e probabilmente questo è uno dei motivi per cui la zona è rimasta “immune” al turismo di massa. Viceversa la comunità dei veri appassionati dell'”eccellenza Piemonte” non ha confini e questo lo constatiamo ogni settimana, vedendo arrivare sulle nostre colline visitatori da ogni parte del mondo, sia dalle province e dalle regioni limitrofe, sia dai più remoti angoli del pianeta, da Hong Kong all’Australia al Sud America!

Ci sono tante “Strada dei Vini”, cosa vi accomuna e quanto si riesce a lavorare insieme?

Nel dicembre 2017 è nato il Coordinamento Nazionale delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori, con un Protocollo d’Intesa approvato da 23 associazioni, compresa la nostra, che ha l’obiettivo di parlare con una voce sola nel confronto con le Istituzioni del paese e degli altri interlocutori nazionali e di lavorare insieme su progetti comuni di ampio respiro e di lungo periodo. Il Protocollo d’Intesa si basa su scambio di buone pratiche, partecipazione congiunta alle iniziative; condivisione di materiali, informazioni e dati ritenuti di reciproco e generale interesse ecc. Un approccio che – devo dire – fa parte da sempre del nostro modo di lavorare: siamo sempre stati aperti alle partnership con altri enti e istituzioni perché crediamo fermamente che dallo scambio e dalla collaborazione possa scaturire un arricchimento per tutti: in passato ad esempio abbiamo collaborato attivamente con la Strada del Riso Vercellese di Qualità, con i Parchi del Ducato di Parma e Piacenza, con il consorzio del Vino Brunello di Montalcino per citare soltanto le collaborazioni più recenti.


Un po’ noioso, ma parliamo di numeri…quanti partecipano al progetto e quali sono – se ci sono – gli obiettivi dell’associazione stessa e per il territorio attraverso le iniziative dell’associazione?

La Strada del Barolo e grandi vini di Langa attualmente conta circa un centinaio di soci, fra cui aziende vinicole, ristoranti, agriturismi e strutture ricettive, produttori agroalimentari di qualità, musei, castelli, comuni, associazioni ed enti. Per quanto riguarda gli obiettivi, mi rifaccio alle parole del nostro presidente Lorenzo Olivero in occasione dell’ultima assemblea dei soci: «Il rafforzamento del prodotto enoturistico nelle Langhe rimane la linea guida fondamentale per le attività della Strada del Barolo: in questi anni l’associazione si è guadagnata una meritata credibilità e per confermare e consolidare questa reputazione è necessario non tanto aumentare la quantità delle iniziative proposte, ma puntare tutto sulla qualità, che è l’elemento che più di ogni altro caratterizza questo territorio. Il nostro target di riferimento è cambiato molto negli ultimi anni: ad esempio si è ridotta l’età media di coloro che si interessano al vino ed è cresciuto il livello generale di competenza nei consumatori, fondamentale per il futuro sarà dunque la nostra capacità nel cogliere questi mutamenti, anticipando le nuove tendenze. Questo discorso deve valere per la Strada del Barolo nel suo insieme, ma anche per i singoli associati: dobbiamo smetterla di pensare che il tempo impiegato con i visitatori sia sprecato se non è finalizzato alla vendita, perché soltanto un atteggiamento di massima apertura da parte nostra può garantire al nostro territorio nel suo complesso un ritorno di immagine nel lungo periodo».

Il Barolo è una stella tra i vini, ma dove punta questa stella? Su quali tavole si vuole portare il Barolo? Russia-Stati Uniti-Dubai-Australia-Italia-Germania e tra quali mani? Politiche di costo per “farlo conoscere” o politiche di eccellenza perché sia un prodotto d’élite?

Da anni la Strada del Barolo collabora attivamente con il consorzio di promozione I Vini del Piemonte per promuovere non soltanto l’eccellenza del Barolo ma di tutte le denominazioni piemontesi in giro per il mondo. Il progetto è nato con l’obiettivo di valorizzare quella che riteniamo essere la più grande ricchezza del Piemonte vitivinicolo, ovvero la straordinaria varietà di vitigni autoctoni: questo ci ha consentito di raggiungere target diversi, dimostrando che in un mercato sempre più competitivo come quello del vino, il “lavoro di squadra” è una strategia vincente. In questi anni con I Vini del Piemonte abbiamo organizzato numerosi eventi di promozione con un format chiamato “Barolo & Friends Event” focalizzandoci in particolare su mercati come Stati Uniti, Svizzera e paesi Scandinavi, con consumatori consapevoli e disposti a spendere anche molto per una bottiglia, ma senza tralasciare i mercati emergenti, come quelli dei paesi asiatici, dove è necessario innanzitutto promuovere una sorta di “educazione al vino”.

Non fermentano solo le uve quindi nelle nostre terre dei vini, ma c’è un insieme di energie, di ambizioni, di volontà coordinate che ogni giorno lavorano per rendere migliori non solo i nostri prodotti, ma la loro conoscenza, la loro storia, il loro nome e tutte le esperienze che, intorno ad una cantina, una bottiglia, un calice, si possono provare.
Abbiamo preso la Strada giusta, mi sembra, per iniziare questo cammino insieme, alla scoperta delle terre di Piemonte.

di Fabrizio Spaolonzi, all rights reserved

Strada del Barolo, la retta Via per il futuro dei nostri Grandi Vini ultima modifica: 2018-06-16T07:52:05+00:00 da Fabrizio Spaolonzi

A proposito dell'autore

Under 30 - così non devo aggiornare questo profilo per un pò di anni - torinese, un pò veneto, un pò lombardo, con trascorsi esteri e fortemente romani. Ho studiato diritto ed economia, per ritrovarmi a scienze politiche prima di lavorare in finanza. La vita? È un fiume in piena, bisogna saper remare bene, mai perdere pazienza e speranza e sapersi rialzare quando si cade. E proseguire. Obiettivi? Tanti. Ambizioso? Certo, ma non arrivista. E, sì, c'è una sostanziale differenza. Sono un Freak? Non lo so, ma certamente a modo mio, come tutti, non posso giudicarmi normale. Tutti mi chiedono di descrivermi in tre parole, ma io preferisco dire cosa non sono, a volte suona più chiaro! Non sono: monotono, tedioso, borioso, quotidiano, grigio, tetro, troppo serio. (Alto). Scrivo di vino perchè mi piace. Sì, mi piace scrivere; sì, mi piace il vino. Degusto la vita come degusto il vino, imparando a poco a poco.

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