“Stop ai reporter
inesperti al fronte”

"Stop agli inesperti al fronte":
l'appello dei reporter dall'Ucraina

"Questo posto non è un luna park"
Il monito di Fabio Bucciarelli, fotoreporter di grande esperienza

di Flaminia Camilletti

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l'appello dei reporter dall'Ucraina

"Stop agli inesperti al fronte":
l'appello dei reporter dall'Ucraina

di Flaminia Camilletti
Reporter

“Stop ai reporter
inesperti al fronte”

"Stop agli inesperti al fronte":
l'appello dei reporter dall'Ucraina

"Questo posto non è un luna park"
Il monito di Fabio Bucciarelli, fotoreporter di grande esperienza

di Flaminia Camilletti
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“A Roma incontro Nico Piro (Rai, inviato di guerra). Poi usciamo e chiacchieriamo, passa un aereo. Io neanche me ne accorgo. Nico ha un sussulto, stringe la testa tra le spalle cercando con gli occhi un posto sicuro”. È la vignetta di Mauro Biani di Repubblica del 15 marzo. Mi ha colpito perché è proprio così che immagino i cronisti di guerra. Sempre all’erta.

Adesso ce ne sono tanti in Ucraina e sono bravi tutti anche solo per questo, ma non sono tutti uguali. C’è chi quel posto se lo è guadagnato con la gavetta, con anni di esperienza. Con tanta umiltà e con una grande qualità: la curiosità di capire cosa succede. “Cos’è che da lontano non si può capire”. Purtroppo in molti sono andati allo sbaraglio, con la fame di carriera e non con la fame di capire. Quelli che arrivano e già sanno tutto. 

Sono moltissimi anche i fotografi che in realtà non sono fotografi e sono andati a fare le foto. Ci sono anche i fenomeni. Quelli che nelle zone di guerra non sanno muoversi. Peccato che fare il reporter di guerra non è come andare in gita. Bisogna saperlo fare, non ci si improvvisa su due piedi. Lo diceva già il 14 marzo Fabio Bucciarelli, fotoreporter di grandissima esperienza ad Adnkronos: “Nelle ultime due settimane sono stato contattato da non so quanti amateur, che hanno evidentemente preso questo posto come un luna park, senza avere nessun tipo di esperienza di conflitto, senza aver mai documentato, senza magari aver mai neanche avere le protezioni“.

Da Kiev lancia “un appello a editori, giornali e televisioni a fare tre o quattro controlli prima di prendere lavori o lavorare con una persona. Che controllino che abbiano le protezioni, che controllino che abbiano fatto un training di guerra di primo soccorso medico, che controllino che abbiano il kit medico. Questo è molto importante“, dice. Bucciarelli ha una lunga esperienza in zone di conflitto, “ho fatto anche due training di guerra per sapere come reagire, ho l’elmetto, il casco, il kit medico di primo soccorso“, racconta.

Il problema è che gli improvvisati mettono a rischio tutti, anche chi invece non lo sarebbe affatto. 

In questi giorni sono morti 5 reporter. Professionisti del settore. Persone che erano lì a fare la cronaca, non la geopolitica. 

Brent Renaud, 50 anni. Documentarista e fotografo, ucciso a Irpin, un sobborgo di Kiev, il 13 marzo 2022. Renaud stava lavorando a un documentario sui vissuti di migranti e profughi in dieci paesi del mondo. 

Pierre Zakrzewski, 55 anni, cameraman e Oleksandra Kuvshinova, 24 anni. Il fuoco ha colpito il furgone su cui viaggiavano. Benjamin Hall, che viaggiava con loro, ha riportato ferite gravi. Tutti lavoravano per Fox News. 

Le altre vittime sono Viktor Dudar, colpito durante i combattimenti vicino a Mykolayiv, e il cameraman Yevhen Sakun ucciso in un attacco missilistico a Kiev.

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