Sono pur sempre Esseri Umani

di Rita Santaniello

Sono pur sempre Esseri Umani

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Sono pur sempre Esseri Umani

di Rita Santaniello
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Il 2019 si apre con un’altra ecatombe nel Mediterraneo.

Venerdì 18 gennaio, infatti, la ONG tedesca Sea Watch, avvistato un gommone carico di migranti a largo di Tripoli e, offrendosi disponibile a fornire i soccorsi, allerta la Guardia Costiera italiana. Quest’ultima contatta immediatamente la Marina libica “quale autorità coordinatrice dell’evento” assicurandole massima collaborazione, come si legge nella nota della stessa Guardia Costiera.

Dal fronte libico nessuna tempestiva risposta.

Nella notte un aereo di pattugliamento marittimo dell’Aeronautica italiana avvista un gruppo di migranti in difficoltà ma, necessitando di rifornimento, lancia loro in acqua solo due battelli di salvataggio e si allontana.

Quando sul luogo dell’avvistamento arriva l’elicottero della Caio Duilio, cacciatorpediniere lanciamissili della Marina Militare Italiana, per prestare soccorso, i migranti rimasti sono solo tre, unici reduci in grado di salire sui battelli lasciati dall’Aeronautica.

Partendo quindi dalla testimonianza dei tre superstiti (poi portati all’hotspot di Lampedusa), si ricostruisce la vicenda dell’imbarcazione sulla quale viaggiavano.

Stando ai naufraghi recuperati, sul gommone erano in 120 tra i quali due bambini, un neonato e una donna incinta. Si tratta di persone finite miseramente in mare nell’estenuante attesa d’aiuto e rimaste nelle gelide acque del Mediterraneo per oltre tre ore prima di ricevere i soccorsi.

117 migranti sono ad oggi dispersi. Sono stati cercati nella notte sia dalla Guardia Costiera libica (che aveva spedito sul luogo un mercantile libanese) sia dalla nave ONG Sea Watch 3.

Si è trattata della strage in mare più grave dopo il naufragio del 2013.

È proprio tra il 2013 e il 2015 che scoppia l’emergenza nel Mediterraneo con quella che viene chiamata “tragedia di Lampedusa” in cui persero la vita 368 migranti. In seguito alla strage furono intraprese diverse operazioni nazionali e certamente non con l’obiettivo di mettere in sicurezza le coste europee e contrastare i crimini transfrontalieri in materia di immigrazione (tra queste si ricordano Mare Nostrum, Triton e da ultimo Sophia).

Si arriva così ai giorni nostri e a quest’ultima assurda vicenda che lascia tutti inevitabilmente attoniti. Il dramma vero è, infatti, che centinaia di persone siano naufragate e morte nel Mediterraneo, rimaste intrappolate tra le maglie della burocrazia (o diplomazia?).

Così in questo rimpallo di responsabilità, è inevitabile chiedersi come nessuno si sia posto il problema che ogni ora sprecata corrispondesse ad una vita persa.

È proprio questo il problema degli ultimi tempi: chi dovrebbe concretamente agire si perde in continue recriminazioni e persistenti accuse per scrollarsi di dosso quello che sembra sempre essere il problema dell’altro. È un continuo gioco di forza per vincere il quale, però, ci si dimentica (o volutamente si ignora) che ad uscirne sconfitti sono pur sempre essere umani.

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