Sondaggio Miur: dovete pensarla democraticamente come noi!

di Redazione The Freak

Sondaggio Miur: dovete pensarla democraticamente come noi!

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Sondaggio Miur: dovete pensarla democraticamente come noi!

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2 minuti di lettura

Discutendo con una collega d’università , ci siamo trovati a parlare del valore legale del titolo di studio. Anche se chiamati direttamente in causa, ci siamo accorti di saperne poco e nulla.

Del nulla evitiamo di discutere, ma quel poco che sapevamo, da dove proveniva?

Già  in passato, il valore legale del titolo di studio era stato oggetto di dibattito politico. O meglio, del dibattito politico all’italiana: sei Pro o sei Contro? I Pro otterranno finalmente giustizia mentre i Contro sono una casta! La lobby dei Pro assalta il valore legale  etc. etc..

Ma in cosa consiste il Valore Legale del titolo di studio? Semplicemente, è¨ una procedura che prevede il riconoscimento ufficiale da parte di un’autorità  del titolo di formazione conseguito. A seguito di questo riconoscimento, si potrà  accedere a concorsi pubblici e ad albi professionali.

Dal 22/03/2012 è disponibile online  sul sito del MIUR –  un questionario che vuole raccogliere le opinioni della cittadinanza in merito alla questione. Un questionario che di fatto ripropone lo scontro tra abolizionisti e favorevoli al valore legale.

Nello specifico, i quesiti proposti dal Miur riguardano tre ambiti: professioni regolamentate, pubblico impiego e titoli di studio.

Diranno alcuni, cavalcando l’onda delle democraticità  dello strumento del sondaggio:”Wow, il ministero si interessa delle mie opinioni in materia”, mentre i più maligni osserveranno che è l’ennesimo conflitto d’interessi di questo governo tecnico che fa il filo alla propria rete universitaria privata.

Il linguaggio del quesito è formalmente unidirezionale, come ha fatto notare la Rete di ricercatori italiani 29 aprile. Ad esempio, nel quesito 12 : ” Per quali finalità  ritenete possa essere utile una differenziazione tra titoli di studio nominalmente equivalenti?”  nel caso in cui siate favorevoli all’abolizione del valore legale del titolo di studio, la risposta è solo da scegliere. Nel caso in cui invece foste contrari, sta a voi argomentarla.

Ma a chi conviene, di fatto, l’abolizione del valore legale del titolo di studio?

A chiunque rientri nel business dell’istruzione privata. Infatti, a seguito dell’eventuale abolizione, si vorrebbe istituire una commissione pronta a classificare gli atenei e a direzionare soldi pubblici. Ma come al solito, non sarà  dato sapere chi farà  parte di questa commissione, come opererà  le proprie scelte e quali saranno le discriminanti nella classificazione dell’ateneo.

In pratica, l’ennesimo ritorno del progetto di privatizzazione dell’istruzione, a danno del pubblico per favorire il privato.

Inoltre, questione non del tutto indifferente, il sondaggio si trasformerà  nell’ennesima lotta tra solamente chi è direttamente interessato alla questione: da una parte i favorevoli all’abolizione – con i privati in testa e“ dall’altra chi vuole mantenere lo status quo, con l’università  pubblica in prima linea. Questo sondaggio sarà  veramente un esempio di democrazia o l’ennesimo scontro dall’esito già determinato?

 

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