SOBRERO, UNA PICCOLA GRANDE STORIA NEL CUORE DEL PIEMONTE Parte 2/2

di Fabrizio Spaolonzi

SOBRERO, UNA PICCOLA GRANDE STORIA NEL CUORE DEL PIEMONTE Parte 2/2

di Fabrizio Spaolonzi

SOBRERO, UNA PICCOLA GRANDE STORIA NEL CUORE DEL PIEMONTE Parte 2/2

di Fabrizio Spaolonzi
9 minuti di lettura

Linee e uve, dalle colline alle bottiglie in casa Sobrero

“Siamo dentro” direbbero in Matrix. Siamo nella sala degustazione H24. Qui non importa che ore sono, primo perché le porte sono sempre aperte, secondo, perché quello che accade qui dentro richiede tempo e disinteresse verso il mondo esterno..qui siamo nella dimensione del vino, siamo in un luogo parallelo dove a farla da padrone sono solo racconti, profumi e sapori…ma tra tutte le bottiglie, quali scegliere? Bhe, me lo faccio dire da Carlo. In Cantina Sobrero, qual è la bottiglia più riuscita (anche se in ogni bottiglia c’è cuore, passione, e molto lavoro!) ?

La nostra cantina produce circa 100.000 bottiglie annue, principalmente vini a base di nebbiolo, quindi Barolo e Langhe Nebbiolo (più una piccola produzione di Barbaresco), che possiamo identificare con due differenti linee di vini:

Linea SOBRERO FRANCESCO (si chiama così in onore di mio nonno), si presenta con capsule argento, etichetta bianca molto minimal e logo con la scritta SOBRERO in nero e la mezza botte stilizzata sopra. Questa è la linea “ammiraglia”, la più conosciuta sul mercato italiano dei circuiti delle enoteche e degli agenti dei ristoranti, ed anche quella di cui produciamo più bottiglie. Inoltre è l’unica di cui abbiamo i grandi formati (Magnum 1,5 l, Jeroboam 3 l e Matusalm 5 l) e i piccoli formati (bottiglie da 0,35 l).

Essa è composta da: Barolo Riserva D.O.C.G. “Pernanno”; Barolo D.O.C.G. “Ciabot Tanasio” – barolo classico da 4 anni di affinamento, il Ciabot Tanasio è un nome di fantasia che si riconduce al produttore; Langhe D.O.C. Nebbiolo; Barbera d’Alba D.O.C. “Selectio” e Dolcetto d’Alba D.O.C “Selectio” – anche in questo caso, Selectio è un nome che riconduce al produttore; Barbera d’Alba D.O.C. Superiore “La Pichetera”; Dolcetto d’Alba D.O.C. e Langhe D.O.C. Bianco – bianco secco 100% Chardonnay (N.B! tutti i vini che ho indicato sono prodotti da uve coltivate a Castiglione Falletto e ivi vinificati, nella nostra cantina). A questi si aggiunge il Moscato d’Asti D.O.C.G, prodotto da moscati coltivati a San Marzano Oliveto. A questa linea, nel prossimo futuro, assoceremo altri 4 vini: Barolo Riserva D.O.C.G. “Pernanno – Vigne Vecchie” – La Vigne Vecchie è un ulteriore menzione prevista da disciplinare se il vino è prodotto da vigneti molto vecchi… e noi ne abbiamo ancora una piccola porzione che ha ben 70 anni! Barolo Riserva D.O.C.G. “Parussi”; Barolo D.O.C.G. “Villero” – barolo classico da 4 anni vinificato in purezza con uve provenienti da questo terroire e lo Spumante Alta Langa D.O.C.G. – prodotto con uve di vigneti coltivati a San Marzano Oliveto.

LINEA PRESTIGE è più recente (esiste da quest’anno), graficamente frutto di un restyling delle nostre vecchie etichette anni ‘80 e ’90 fatto secondo gusti orientali in quanto pensata soprattutto per il mercato cinese (mercato su cui puntiamo molto per crescere). Con un forte ricorso ai colori oro e rosso (fra i colori preferiti e porta fortuna nella cultura cinese), caratteri in corsivo e loghi elaborati, questo brand può anche sembrare esagerato come gusto, ma francamente a me piace – pur non essendo orientale ma piemontese D.O.C!

Questa linea è composta da Barolo D.O.C.G. – barolo classico affinato 4 anni e prodotto a Castiglione Falletto; Barbaresco D.O.C.G. e Langhe D.O.C Nebbiolo – prodotti grazie ad una collaborazione con una cantina della zona del Barbaresco; Barbera d’Alba D.O.C. e Dolcetto d’Alba D.O.C. – prodotti a Castiglione Falletto e anche qui un Langhe D.O.C. Bianco (100% Chardonnay) prodotto a Castiglione Falletto ed un Moscato d’Asti D.O.C.G. prodotto a San Marzano Oliveto.

A questo aggiungo due nostre chicche, la Grappa di Barolo – da nostre vinacce di Nebbiolo atte a Barolo e il Barolo Chinato.

Ma in effetti dobbiamo ancora venire al punto… la bottiglia più riuscita! Sicuramente è il Barolo Riserva “Pernanno”. Intanto già in quanto Barolo, quindi “il Re dei vini e il vino dei re”. Inoltre, questo è un Riserva – questo vuol dire che ha un affinamento di quasi 6 anni prima di essere messo in commercio, con un minimo di 3 anni in legno – in questo caso botti grandi, rovere di Slavonia. Vinificato utilizzando esclusivamente uve nebbiolo atte a Barolo del nostro vigneto nella Zona del Pernanno, per questo Barolo utilizziamo solo le uve che crescono nel punto più alto (le uve soprattutto il nebbiolo devono avere certe altitudini..) e solo quelle dei nostri vigneti più vecchi – dove abbiamo tre principali sottovarietà: Michet, Rosè e Lampia). Con questo vino, di cui produciamo circa 3.000 bottiglie, più 130 Magnum, 32 Jeroboam e 15 Matusalem, per l’annata 2010 abbiamo conseguito quest’autunno il 19° posto nella classifica BIWA dei 50 migliori vini d’Italia.

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Prendiamoci un sorso di pausa, dopo questa carrellata è necessario per entrambi, ma soprattutto, sinceramente, con le numerose descrizioni che mi hai fatto, qualcosa da assaggiare lo gradirei davvero! Ma qui abbiamo parlato molto del vino, e, prima, della vostra storia passata…ora mi piacerebbe guardare con te al futuro perché questa rubrica quest’anno parla alle Imprese divi(g)ne e non solo di racconti. Quindi, passeggiando qui nella tua azienda, vorrei fare una domanda all’impresa più che alla cantina…come promuovete il vostro vino sul territorio, in Italia e all’estero? E su quale estero state puntando di più?

Bisogna prima di tutto differenziare fra vini e vini. Ci sono vini come il Dolcetto che non vanno fuori dal Nord Italia, e altri come il Barolo, il Barbaresco, il Nebbiolo o il Moscato che sono molto richiesti all’estero. Detto questo, per quanto l’export sia sempre più importante, l’Italia non è un mercato finito, nel senso che l’Italia è il Paese che ancora oggi assorbe il quantitativo maggiore della nostra produzione di vino.

Lato estero partiamo dal presupposto che ogni vino ha determinati Paesi di sbocco per ragioni principalmente legate ai gusti dei vari popoli. Per esempio il Moscato d’Asti o i vini spumanti sono molto richiesti in Russia ed ex repubbliche sovietiche, cosa che non si può dire per il vino rosso.

Per quanto riguarda invece i nostri rossi piemontesi, sono sempre molto apprezzati sul mercato storico dell’Europa centrale (l’Europa che parla tedesco: Germania, Austria e Svizzera. In proporzione la Svizzera ha tenuto meglio della Germania negli anni della crisi), ma grande rivelazione degli ultimi anni sono stati i Paesi Scandinavi e nordeuropei, a incominciare dalla Danimarca (unico Paese nordico ad aver eliminato quella odiosa cosa che sono i “Monopoli di Stato sugli alcolici”, che rendono complessa la libera circolazione dell’alcol in quei Paesi, e soprattutto l’importazione dall’estero!).

Buoni come Paesi di destinazione, ma in misura sensibilmente minore, Benelux e Regno Unito (anche se con i sudditi di Sua Maestà facciamo un po’ pochino rispetto al potenziale!). Degno di segnalazione ma senza troppi entusiasmi il mercato francese, soprattutto sud e Costa Azzurra (il vero francese non beve vini d’importazione…Vive la France!)

Paesi in cui credo di non aver mai venduto una bottiglia sono: Paesi iberici ed Est Europa compresi i Balcani e Grecia!

Questa era l’Europa, ora un flash sul resto del mondo:

Americhe: Bene Stati Uniti e Canada, inesistente tutta l’America latina parlante lo spagnolo, promettente il Brasile ma per ora poche soddisfazioni.

Oceania: Qualche bancale andato in Australia

Africa e Medioriente: Ancora inesplorati

Russia: Le sanzioni non aiutano…potrebbe essere comunque un mercato molto buono… là fa freddo e amano l’Italia!

Antartide: Non abbiamo contatti con i Pinguini – ma non si sa mai, il Barolo è talmente buono che magari anche loro potrebbero contattarci…!

Asia: La Cina è già più che sufficiente, grande sogno, grande mercato da conquistare: obbiettivo presente e futuro, abbiamo appena iniziato ed è per questo mercato abbiamo costruito un’intera linea (Prestige). Amiamo i cinesi (veramente!), persone nel commercio molto serie ed affidabili, ottimi pagatori. Culturalmente valutano positivamente un uomo che sappia reggere l’alcol = grandi bevitori = ottima cosa per noi!

Detto questo possiamo sintetizzare che la nostra azienda per quanto riguarda l’export si allinea alle altre realtà enologiche italiane della sua taglia, con Europa come mercato principale, America a seguire, soprattutto Stati Uniti – e qui in particolare grandi metropoli della costa est, più Florida e California – e Cina come futuro…mercato complesso, forti restrizioni, stranieri dal naso grosso (gli occidentali!) guardati con diffidenza…ma se conquisti la fiducia di un cinese sei a cavallo.

Però, come dicevo, l’Italia per noi è ancora il focus più importante, con clienti affezionati ed il nostro negozio con annessa sala degustazione aperto H24 e 365 giorni l’anno – che ormai conosci bene! Il nostro punto vendita rappresenta per la nostra azienda una tappa importante, ed anche qui, la fetta maggioritaria della clientela è composta da nordeuropei.

Altro canale indubbiamente fondamentale per la promozione dei nostri vini è il circuito delle enoteche, che servono soprattutto a farti conoscere ad una clientela composta principalmente da intenditori e appassionati.

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Grande progetto per il 2017 (una vera chicca!), su cui stiamo davvero investendo molto, è il sito e-commerce; lì venderemo solo la linea Prestige, quindi ottimi vini a prezzi competitivi, con trasporto gratuito, rapido e sicuro, e bellissimi regali (in base alla soglia di acquisto) costituiti da set da degustazione, servizi di calici, decanter…ma non vi racconto proprio tutto, dovete scoprirlo da voi appena sarà online!

Last but not least, la linea Sobrero Francesco è presente a tre fra le più importanti fiere di settore: Vinitaly Verona, Prowein Dusseldorf e Vinexpo Bordeaux, cui si aggiungono partecipazioni a concorsi enologici, presenza nelle guide di settore, e testate e blog che possano scrivere qualcosa di positivo su di noi (grazie TheFreak! 😉 )… insomma cerchiamo di fare il possibile!

A tutto questo, neI tempo che mi rimane a disposizione (tra un ven sì e l’altro..!), gestisco il discorso dei social, che nell’ultimo anno ha avuto una deriva di entusiasmo – siamo su : Facebook, Instagram, Twitter, Google+, Vkontakte (per gli amici: trova la tua moglie russa!), Vivino, Pinterest, Flickr, Tumbrl, Wechat per la Cina ed aprirò a breve anche un blog, che cercheremo, come il sito, di tradurre in più lingue possibili.

Insomma, per noi la comunicazione e molto importante e stiamo investendo un grande quantitativo di tempo – e non solo! – nella promozione del brand in Italia ed all’estero. Ma ora è meglio che si versi un po’ di vino perché sto parlando da un’ora e vedo che tu ti stai reindirizzando verso la sala degustazione da dove siamo partiti, con intenzioni molto serie..!

Già, torniamo da dove tutto e cominciato, ma con molte informazioni in più e con la convinzione ulteriormente rafforzata che il mondo del vino in Italia è fatto di cuori ancora pulsanti, braccia, tradizioni che guardano al futuro, capacità, competenze, idee e creatività, e racchiude tutto questo estro e genio in ognuna delle bottiglie che assaggiamo. Il vino è davvero lo specchio di questo Paese, certo, qualche bottiglia sa di tappo, ma sono queste le storie, e le Imprese divi(g)ne che voglio avere sulla mia rubrica. Non perdetevi in un bicchier d’acqua, e vi aspetto, come sempre senza nulla svelare, nella prossima cantina.

di Fabrizio Spaolonzi, all rights reserved

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