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La redazione di The Freak ha incontrato i Sick 4 Milk, una band di giovani ragazzi alle prese con l’Acoustic Rock.

Oltre al nome molto curioso ciò che ci ha spinto ad intervistarli è stato anche il loro modo di fare musica molto giocoso e genuino.

JACOPO MORRONI: voce, seconda chitarra
GAEL CASCIOLI: prima chitarra, ukulele, percussioni
ANDREA “FEFFE” FALCONE: basso
MICHELE APRILE: sax contralto
RICCARDO FINILI: batteria, percussioni

Malati per il latte (o malati quattro latte). Come non chiedervi perché vi chiamate in questo modo.

Il nostro nome è nato da un’idea un po’ folle e un po’ geniale di un nostro caro amico musicista.

Questo nostro amico si è immaginato che, nei momenti di sconforto, quando si pensa che tutto il mondo è contro di noi e non si sa cosa fare, invece di deprimersi, noi ci mettiamo in una vasca vuota, in mutande, con dei calzini rigorosamente spaiati e con un bicchiere di latte in mano.

E’ talmente senza senso che ti fa ridere come un matto e ti fa dimenticare il motivo per cui eri depresso.

Come si dice a Roma: “te la fa prende a bene”.

Definite il vostro genere “Italian Acustic Rock Band”. Non avete mai pensato all’elettrico? Alcune band fanno sia l’uno che l’altro. Voi avete voluto identificarvi in tutto e per tutto con l’acustico. Perché?

Noi in origine ci siamo presentati come gruppo punk rock, ma successivamente, con l’entrata di nuovi membri nella band, il nostro genere è cambiato completamente. La svolta acustica è arrivata due anni fa, dopo aver alternato saltuariamente live elettrici e acustici.

Nei nostri pezzi ognuno contribuisce nell’arrangiamento definitivo, quindi tutti noi ci portiamo dietro le nostre influenze musicali e con il tempo abbiamo visto come il genere acustico ci riusciva più fluido e naturale. Tra l’altro, il pubblico ha risposto più che positivamente a questo cambiamento.

Siamo stati poi chiamati da una casa discografica indipendente, motivo per cui riteniamo di aver trovato la nostra carta vincente.
Non escludiamo in futuro di reinserire elementi elettrici, per ora abbiamo inserito la batteria, oltre alle percussioni, e ci piace cosi!

Una “Italian Band” che canta in inglese. Molti gruppi scelgono l’inglese per ragioni diverse. Qual è la vostra di ragione?

Il nostro cantante, Jacopo Morroni, ha iniziato a scrivere in inglese per via della musica che sente e che lo ispira di più.

Secondo lui, la lingua inglese ha un modo di veicolare le emozioni che l’italiano non ha: certe locuzioni, termini inglesi, hanno una forza comunicativa maggiore rispetto all’italiano.

In italiano certi termini che si cercano o non esistono o non rendono a pieno proprio ciò che si vuole trasmettere al pubblico.

D’altro canto, oramai il nostro pubblico ci apprezza così come siamo, una band italiana che canta in inglese, per cui non ci è sembrato opportuno cambiare stile in corso d’opera.

Avete pubblicato EP, dischi, singoli di cui mi volete parlare ?

Con la formazione attuale abbiamo pubblicato nel 2014 il nostro primo album, di quelli veri. Grazie alla casa discografica “Velut Luna” di Marco Lincetto, abbiamo avuto la grande opportunità di presentarci come band acustica non più solo nel panorama romano, ma anche in tutta italia.

Il nostro cd è in vendita in tutti i negozi di musica ed è distribuito su tutte le piattaforme online più conosciute.

Per noi, la pubblicazione di questo album, è stato un sogno che si è avverato. Approfittiamo di questo spazio per ringraziare Marco Bellotti e la sua etichetta “Bell Recording Studio”, oggi ribattezzata “La Capa Gira Studio”, dove il nostro cammino è iniziato con un EP “Salt Milk”, quando ancora suonavamo sia elettrico che acustico.

Parlatemi del vostro sound. Il vostro modo di fare musica è molto giocoso e le canzoni sono molto ritmate. Siete d’accordo?

Sì, siamo d’accordo con te. La nostra musica rispecchia il nostro modo di lavorare in sala prove: cerchiamo prima di tutto di divertirci, (siamo un gruppo di amici che si conoscono ormai da tanto tempo), e poi puntiamo sempre a suonare quello che ci piace sempre con giocosità e collaborando molto tra di noi.

In base al testo che Jacopo ci propone, diamo suono alle parole, in modo da renderle vive e dinamiche.

Nei pezzi emergono i nostri diversi gusti musicali, tutti con un elemento in comune: il Groove.

Dal percussionista, al chitarrista, tutti abbiamo una carica ritmica che riusciamo ad amalgamare perfettamente nel nostro lavoro di scrittura. Crediamo che le nostre basi ritmiche siano un po’ il nostro punto di forza: se queste sono buone, da loro trascende tutto il resto. Così viene fuori l’armonia e poi successivamente la canzone che sembra quasi esser uscita da sé.

Programmi e progetti futuri per i Sick 4 Milk?

Per il futuro saremo ancora più attivi nei live, con nuovi pezzi in cantiere che sicuramente vorremo incidere in un nuovo EP, puntando a migliorarci sempre, con l’ambizione di avere una nuova produzione. In più quest’estate siamo in partenza per una piccola tournee, mista ad un ritiro musicale, in cui cercheremo di immergerci a pieno nella musica, stare a contatto 24 ore al giorno e creare cose nuove.

Inoltre stiamo sperimentando una nuova via per ampliare il nostro pubblico: abbiamo creato il nostro canale Youtube, inaugurandolo con una serie di video in cui abbiamo proposto dei nostri pezzi più conosciuti, suonati interamente in presa diretta e in luoghi famosi della nostra città. Quindi continueremo con questi “concerti virtuali”, arricchendoli anche con qualche cover arrangiate da noi.

Speriamo che da questa esperienza estiva possiamo crescere e maturare al meglio, ma sempre mantenendo il nostro marchio di fabbrica S4M: groove e spontaneità!

CONTATTI

http://www.myspace.com/sick4milk

http://www.facebook.com/pages/Sick-4-Milk/112228981933

di Eleonora Vasques

SICK 4 MILK: LA MUSICA TRA UN BICCHIERE DI LATTE E UNA “PRESA A BENE” ultima modifica: 2015-07-09T15:29:28+00:00 da Eleonora Vasques

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