:
Daniele Giorgio è il creatore, ideatore e Ceo di PARDEN’s. Fino a qui niente di freak, ma attenzione: è laureato in Giurisprudenza alla LUISS Guido Carli di Roma, ha dato come nome al suo marchio PARDEN’s che deriva dalla parola ebraica Pardes, acronimo di Peshàt, Rèmez, Derush e Sod ovvero il termine che simboleggia il giardino dell’Eden, il luogo in cui ogni livello del percorso di ascesi mistica è più intenso del precedente, e la sua azienda l’ha fondata in Puglia senza nessun fondo esterno. Insomma una serie di scelte particolari che ci ha spinti a questo incontro.

designer_profile_pic

Da interviste che ho letto su altri Magazine ho appreso il significato di PARDEN’s. Ma come mai questa scelta? Come mai per identificare il tuo marchio hai scelto il cammino spirituale? Cosa significa per te e che tipo di cammino vuoi intraprendere per il tuo marchio?

PARDEN’s è nato in un momento della mia vita in cui ho realizzato che “il cammino” che avevo scelto di intraprendere anni prima aveva mutato contorni e prospettive. Per me ha significato la consapevolezza, coraggiosa e folle, di scegliere una via nuova, impervia ma molto eccitante. PARDEN’s simboleggia un cammino verso il nuovo che avanza, verso nuovi obiettivi e verso nuovi “io” che troppe volte si lasciano sopiti. E’ un invito, per tutti, a non dare mai niente per scontato e a guardare le nostre vite in mondo dinamico, accogliendo il nuovo, non temendolo. Dietro ogni cambiamento si può sempre celare una ritrovata maturità nel nostro percorso.

adv_3

Da Giurisprudenza alla Moda, sei quindi figlio della nuova generazione di #NOLIMITS: persone che incominciano l’esplorazione di sè in un modo per poi “esplodere” in qualcosa di completamente diverso, senza limiti di pensieri e azioni. Ti ci rispecchi in questa visione? E come vivi questo tuo cambio di rotta?

Non è stato un cambio di rotta ma un’evoluzione naturale. E’ avvenuto tutto assolutamente per caso e assolutamente non a caso. Sono sempre stato un grande appassionato di architettura e design e per la mia tesi ho condotto delle ricerche sulla Proprietà Intellettuale nel settore della moda e in Luxury Brand Management. La voglia di fondare una mia azienda è stato un percorso graduale dopo aver preso coscienza delle informazioni che per anni avevo accumulato e di ciò che avrei potuto dire e fare nel settore. Aver trascorso dei periodi all’estero mi ha sempre più convito di quanto il made in Italy e il design italiano siano fondamentali per la nostra immagine nel mondo e di come siamo portatori di un patrimonio estetico e culturale assolutamente unico. Credo che la nostra generazione sia stata costretta a diventare “No Limits”: i cambiamenti e le problematicità che abbiamo vissuto nell’immetterci nel mondo del lavoro hanno portato inevitabilmente a un ripensato delle nostre competenze verso posizioni non direttamente collegate alla nostra formazione. Sono comunque fiero del mio percorso accademico e non rinnego assolutamente le mie scelte. Aver studiato Giurisprudenza ed essere diventato avvocato hanno influito nel modo di approcciarmi alla gestione del lavoro e sono risultate indispensabili per creare un’azienda. Non dimentichiamoci che un marchio di moda è, prima di tutto, un’azienda. La creatività deve andare di pari passo con il lato business e il fondatore di un marchio deve essere prima che designer, un imprenditore creativo.

38

Quindi creatore, Ceo e stilista?

Disegno io tutte le collezioni e le stampe che le caratterizzano e connotano i nostri lavori.

E come hai creato il team PARDEN’s?

In modo molto naturale e spontaneo. Ho attualmente un aiuto sul lato tecnico/grafico e uno sul lato business. Sono persone che conosco da tempo, di cui mi fido ciecamente e che hanno sposato a pieno la filosofia PARDEN’s.

adv_4

Ci puoi raccontare un aneddoto sul momento in cui hai deciso di fondare PARDEN’s?

Come ho già detto, è abbastanza difficile individuare un momento preciso in quanto l’idea di fare qualcosa nel settore è stata per anni nei miei pensieri. PARDEN’s è nato nel momento in cui in Italia hanno iniziato a fare capolino le cosiddette linee contemporary, ovvero quei marchi con un forte contenuto di design ad un prezzo più competitivo dei luxury brand ma venduti negli stessi retailers in cui sono presenti quest’ultimi. In questo momento di cambiamento, che sul mercato italiano è arrivato molto più tardi che in altri, si è innescata l’idea di un marchio che raccontasse il made in Italy in modo fortemente moderno ma senza dimenticare le basi di qualità e di tradizione che caratterizzano la nostra tradizione.

Il tuo marchio è basato sul Made in Italy e in particolare sul MadeinPUGLIA, ma da giovane imprenditore cosa ne pensi dell’Italia in questo momento? è un Italia che spesso i giovani non li aiuta e li fa scappare. A te cosa ti ha aiutato a restare in Puglia?

L’Italia ha attraversato e sta attraversando un momento non semplice. Nella mia vita ho avuto la possibilità di viaggiare e trascorrere dei periodi all’estero per lavoro. Ciò mi ha aiutato a comprendere la fortuna che abbiamo nel vivere nel nostro paese ma anche le problematicità che lo caratterizzano rispetto ad altre nazioni. Questo è un momento in cui bisogna avere il coraggio di restare e di rischiare. Siamo una generazione fortemente preparata, in grado di affrontare questo periodo e trarre da una condizione non facile lo stimolo per nuove imprese. Non è una passeggiata ma abbiamo le carte in regola per farcela. Ho deciso di restare in Puglia perché mi sento pugliese, sono fiero di esserlo e credo nella mia terra e nelle sue potenzialità. E’ un luogo che offre molto di più di bellissime spiagge, presentando esempi di successi imprenditoriali e industriali di prim’ordine a livello internazionale.

5

La tua ultima collezione strizza molto l’occhio a Miu Miu e Prada, di cui sappiamo che sei un estimatore. E della prossima invece cosa ci puoi dire?

La signora Miuccia Prada è forse uno dei motivi per cui sono nella moda. Le sue lezioni hanno spinto un’intera generazione di designer a prendere rischi, non aver paura delle contaminazioni, giocare con ciò che ci repelle e, soprattutto, ad esprimere un punto di vista fermo e preciso pur mettendolo costantemente in dubbio. Ti ringrazio per l’audace riferimento ma in realtà la mia ultima collezione ha semplicemente scandagliato alcuni momenti storici che “la Signora” nella sua trentennale carriera ha toccato plurevoli volte. La storia è una ed è quindi inevitabile che le ricerche possano convergere verso luoghi apparentemente affini. Nella prossima collezione l’indagine si sposterà sempre più verso il concetto di “moderno”. Se nella scorsa si è investigato sul passato e il modo in cui questo incide sul presente, nell’attuale l’interesse è comprendere come la nozione di moderno si possa applicare alla moda, cosa significa e come influenza il futuro. Il cammino di PARDEN’s è, spero, ancora lungo. Vedremo dove lo porterà questa volta.

Qual è il tuo motto?

Fidati del tuo punto di vista ma abbi il coraggio di metterlo costantemente in dubbio. Senza conflitto non c’è progresso.

9

E cosa pensi della moda italiana e del suo futuro?

Dopo anni in cui Milano è stata vista come una capitale della moda impolverata, bloccata tra cambi generazionali che stentavano ad arrivare e poca spinta verso le nuove voci, si avverte un’aria nuova. L’attuale governo è forse il primo che ha seriamente preso in considerazione l’importanza del sistema moda e sta dando segnali incoraggianti proiettati a voler creare “squadra”. Manca sicuramente ancora in Italia quella uniformità di vedute anche a seguito dell’assenza di grandi poli del segmento luxury paragonabili a quelli francesi, ma sono positivo sul fatto che si sia intrapresa una strada corretta che porterà ad un’auspicata evoluzione dell’industria del lusso. Concorsi come il Who is on next, a cui ho avuto l’onore di partecipare come finalista nell’ultima edizione, sono un segnale evidente che l’establishment stia fornendo un impegno concreto per dare visibilità e spazio ai nuovi talenti. Dobbiamo essere ottimisti e credere nelle potenzialità del nostro paese.

Costruire un azienda senza finanziamenti esterni è un impresa dura. Quali sono stati gli ostacoli più duri da oltrepassare e quali pensi di non essere ancora riuscito ad oltrepassare?

Essere un imprenditore creativo comporta la capacità di unire sfere spesso inconciliabili, l’evoluzione creativa e quella finanziaria. Gli ostacoli attraversati sono gli ovvi problemi di una start up, sottolineati spesso dal fatto che i ritmi della moda sono molto più rapidi rispetto a quelli di altri settori industriali. In tre stagioni abbiamo avuto notevoli soddisfazioni, sia di pubblico che di critica. La strada è ovviamente in salita e PARDEN’s sta muovendo ora i primi passi. Bisogna essere pazienti e valutare, man mano che il progetto prosegue, gli step successivi da intraprendere.

28

Chi o cosa ogni volta ti da la forza di continuare con il tuo sogno?

La mia famiglia e i miei amici più stretti sono una costante risorsa di fiducia. Negli ultimi mesi ho ricevuto supporto da moltissime persone da cui non mi sarei mai aspettato tanto interesse nel progetto. Credo che, comunque, la spinta più grande devo trovarla dentro me stesso. PARDEN’s è, alla fine, la mia sfida. Il primo supporter devo, inevitabilmente, essere io.

“I sogni sono desideri di felicità” e per te quali sono i tuoi sogni? C’è differenza con i desideri o sono i medesimi?

Non credo ci sia molta differenza. Sognare è importante ma bisogna restare con i piedi per terra. Sono una persona molta concreta quindi tendo a ragionare per obiettivi e traguardi possibili e auspicabili. Mi auguro ovviamente che il percorso iniziato prosegua in maniera sana e costante e che il progetta riesca ad esprimere a pieno tutte le sue potenzialità.

adv_1

Uno sbircio che ci puoi concedere sulla prossima collezione?

Il tema della collezione è il concetto di “moderno”. Il che non vuol dire necessariamente contemporaneo ma implica un’analisi di cosa è stato considerato e può definirsi oggi “nuovo”. Da un punto di vista concettuale e nella moda. Verrà accentuata la ricerca sul colore e sulle stampe, più astratte rispetto ai decorativismi delle prime stagioni. Motivi ispiratori sono stati, come di consueto, l’architettura, il design e l’arte contemporanea.

Official Website: http://www.pardens.com/it/

Senza conflitto non c’è progresso. Intervista a Daniele Giorgio, creatore di PARDEN’S ultima modifica: 2016-12-09T21:07:51+00:00 da Martina Cotena

Utilizziamo cookie analitici e di profilazione di terze parti per migliorare la tua esperienza di utilizzo. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi