SanPa, Red Ronnie:
“Non è la verità”

Red Ronnie contro SanPa:
"Non è la verità"

Intervista al critico musicale, tra i protagonisti della serie tv di Netflix
"Non viene raccontato il bene che ha fatto Vincenzo Muccioli"

di Cristina de Palma

SanPa, Red Ronnie:
“Non è la verità”

Red Ronnie contro SanPa:
"Non è la verità"

Red Ronnie contro SanPa:
"Non è la verità"

di Cristina de Palma
sanpa, red ronnie

SanPa, Red Ronnie:
“Non è la verità”

Red Ronnie contro SanPa:
"Non è la verità"

Intervista al critico musicale, tra i protagonisti della serie tv di Netflix
"Non viene raccontato il bene che ha fatto Vincenzo Muccioli"

di Cristina de Palma
8 minuti di lettura

Da giorni SanPa: luci e tenebre di San Patrignano” è sul podio delle serie più viste su Netflix. Un successo indiscusso che ha avuto tanti apprezzamenti, ma anche diversi giudizi negativi. Tra i più duri, c’è Red Ronnie, critico musicale e conduttore, nonché grande amico di Vincenzo Muccioli e protagonista nei cinque episodi della serie. L’abbiamo intervistato: lancia accuse pesantissime contro gli autori di SanPa.  

sanpa, red ronnie
Red Ronnie

Come nasce la sua amicizia con Muccioli?   

Ero diffidente nei suoi confronti. All’epoca veniva dipinto come un santone che aveva creato un posto dove c’erano dei drogati. Poi un giorno, nel 1983, un mio amico, Marco Guidi de Il Resto del Carlino, mi chiese di accompagnarlo a San Patrignano. Non ero convinto. Sei anni prima avevo intervistato Enrico Maria Salerno e mi aveva confessato che il figlio Nicola era vittima di droga, era stato ricattato dagli spacciatori, aveva provato di tutto ma non c’era quasi più niente di fare. Un caso perso insomma. Quando Guidi mi disse che a San Patrignano avrei potuto incontrare anche Nicola (Salerno, ndr), rimasi stupito: “Ma come, è ancora vivo?”. “Sì, vieni e vedrai”. Decisi di andare e proprio in quell’occasione conobbi Vincenzo.

E’ da quel momento che ha iniziato a frequentare San Patrignano?

Sì. Per me “se salvi una vita, salvi il mondo”. A maggior ragione se salvi la vita di un figlio che il padre dava per spacciato. Così ho deciso di frequentare la comunità assiduamente.

Anche durante il processo…

Sì, ho documentato tutto. Nel 1983, la Vigilia di Natale l’ho passata in comunità e ho visto due ore di abbracci. Muccioli li stringeva tutti, è stato molto commovente. Sono sempre stato al suo fianco da allora, anche nei momenti più brutti che ha passato

Qual era la caratteristica di Muccioli che più l’ha impressionata?

Aveva una serena determinazione. 

In una delle sue ultime dirette facebook, lei ha detto: “Chi non fa non sbaglia, chi fa può sbagliare”. Allora dove ha sbagliato Muccioli? 

Era inevitabile che SanPa crescesse nel tempo perché era l’unico luogo dove ti potevi salvare. Nelle altre comunità se eri un drogato o un tossicodipendente, entravi solo dopo aver superato alcuni colloqui con i tuoi genitori. Peccato però che la feccia dei drogati, il più delle volte, non aveva alcun tipo di rapporto con loro. San Patrignano invece accoglieva tutti indistintamente. Parliamo di giovani non facili, delinquenti che rubavano o si prostituivano nella migliore delle ipotesi

E quindi?

Muccioli li ha accolti tutti, ma non poteva fare tutto da solo. Insomma, ha cercato collaboratori. Io dico spesso se Gesù Cristo su 12 collaboratori ne ha trovato uno che l’ha tradito, immagina cosa può accadere quando hai 12 collaboratori che prima erano dei delinquenti. Qualcuno inevitabilmente qualche errore lo commette. Vincenzo in molti episodi non c’entrava niente, perché in quel periodo lui non stava bene…

Si riferisce all’omicidio di Roberto Maranzano (trovato morto nella macelleria della Comunità. Muccioli andò a processo, fu assolto dall’accusa di omicidio colposo ma fu condannato a 8 mesi di carcere per favoreggiamento, con la sospensione condizionale della pena, ndr)?

Esattamente. Lui si è ritrovato in mezzo a quella bomba. E poi i giudici non avevano mai smesso di perseguirlo. 

In un’intervista, Giuseppe, il figlio di Roberto Maranzano, dice: “All’inizio Muccioli era mosso da buone intenzioni e poi si è fatto prendere la mano. Alcuni reparti punitivi lui li voleva, dunque è colpevole per me”. Cosa pensa di questa affermazione?

Non erano reparti punitivi, erano reparti dove andavano quelli più difficili, più violenti. I reparti erano suddivisi in base a quanto tu eri pericoloso. Se non hai mai visto uno andare “a rota” (in crisi di astinenza, ndr), non puoi sapere quanto sono pericolosi i tossicodipendenti. Un drogato può anche uccidere per avere della roba. Lì dentro non c’erano degli stinchi di santo e i reparti servivano a separare quelli più pericolosi dagli altri. 

Perché ha deciso di partecipare a SanPa? Come è stato coinvolto? 

Sono stato fregato, questa è la parola esatta. Io ed Andrea Muccioli (il figlio di Vincenzo, ndr) non volevamo partecipare alla serie. Avevamo capito da subito che gli autori avrebbero raccontato solo gli aspetti negativi. Abbiamo posto quindi delle condizioni: non dovevano esserci solo persone che parlavano male di San Patrignano. Abbiamo segnalato delle persone che si sono salvate grazie alla comunità. Volevamo che intervistassero anche loro.Ma non li hanno contattati e quando l’hanno fatto, hanno tagliato la loro partecipazione. È per questo che parlo di fregatura. Ci hanno dato l’illusione che ci fosse un bilanciamento e così non è stato.

Ma anche le sue interviste sono state tagliate o eliminate? 

Sì, esce fuori per esempio che io giustifico l’omicidio in un paese di tremila abitanti. E in realtà non è proprio così. Perché da un lato effettivamente affermo che non esiste un paese di tremila abitanti dove, in trenta anni, non c’è mai stato un omicidio. Dall’altro però, e questo manca nella serie, specifico come gli abitanti di San Pa fossero in realtà tutti dei delinquenti. Non era gente di un paese normale. Questo bisogna dirlo.

Cosa pensa di Walter Delogu, per anni autista di Muccioli? Lo considera un traditore? 

È la magistratura a considerarlo un traditore, non io. Visto che è stato condannato per estorsione. Delogu è uno che ha puntato il coltello verso Muccioli, minacciandolo e chiedendogli dei soldi altrimenti avrebbe divulgato la cassetta incriminata. Una cassetta che è stata estorta: prima l’ha provocato, dicendo lui quelle cose, poi ha accesso la cassetta e gliele ha fatte ripetere. Muccioli era uno che si fidava.

Una fiducia tradita…

Walter Delogu è quello che ha provocato la morte di Muccioli perché quel gesto è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Quel tradimento è stato talmente forte per Vincenzo che in quel momento ha capito che doveva lasciarsi morire per salvare San Patrignano e così ha fatto. 

Parole molto dure, le sue…

Mi sembra molto strano poi che uno degli autori della serie lavori con Andrea Delogu (figlia di Walter, ndr). Walter Delogu è il protagonista. Non puoi iniziare la serie con lui. Ha avuto più spazio persino di Andrea Muccioli. 

Walter Delogu

Sta dicendo che SanPa è tutta un’operazione imbastita?

Beh, non è un caso che Walter Delogu sia uscito ora con un suo libro. Il produttore di questa serie poi ha lavorato per “Cuore”, una rivista che ha attaccato Muccioli da sempre. Alla sua morte titolarono in modo allucinante: “Tutto pronto all’inferno per l’arrivo di Muccioli”. Mi hanno anche augurato la morte. Diciamo che uno più uno, più uno… 

Ha mai incontrato o parlato con Andrea Delogu?

Io non ho nessun interesse ad incontrare certe persone. Ho anche manifestato il mio disappunto con gli autori della serie, ma poi non ho più avuto contatti con loro. 

E invece qual è la sua opinione su Fabio Cantelli (l’ex capo ufficio stampa della comunità che nella serie, a fasi alterne, accusa e difende Muccioli, ndr)?

Ti dico solo, che una volta uscito da San Patrignano, lui è andato a lavorare per Don Ciotti, che è stato un grande nemico di Muccioli.Quando nel finale della serie, lui afferma: “Io sono vivo nonostante San Patrignano”, sta dicendo una cavolata. Tu sei vivo grazie a San Patrignano, non nonostante. Altrimenti saresti morto. Basta, fine, punto. 

Che cosa succedeva ai ragazzi che uscivano dalla comunità? 

L’altra cosa che non si dice mai è che Vincenzo Muccioli prima di lasciarti uscire dalla comunità ti trovava un lavoro, anche in base a quello che avevi imparato. Ti aiutava a mettere su una casa, ti garantiva un futuro. 

Secondo Lei, Vincenzo Muccioli era insostituibile?

No, tanto è vero che è stato sostituito dal figlio Andrea che ha diretto la comunità per diciassette anni. Ha portato avanti i sogni del padre. I cavalli di San Patrignano, per dirne una, hanno vinto mondiali e Olimpiadi. Nella serie si parla solo dei 300 milioni in nero per l’acquisto di un cavallo. Ma non si dice che proprio quei cavalli hanno salvato tanti ragazzi perché venivano usati per la pet therapy. Si racconta il negativo, ma del positivo c’è molto poco. 

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10 risposte

  1. Red Ronnie, ti stai affossando da solo, ogni volta che parli è peggio. È una storia complicata e fare il santino di Muccioli ti allontana dalla realtà. Se dovessi ricrederti e ammettere che non tutto era perfetto riconquisteresti la mia stima

  2. e’ mancata l’ obiettività nel racconto della serie(quando e’ cominciato l’ esperimento S. Patrignano, ero poco più che un adolescente di provincia).Grazie a mio padre ,interessato all’ eclettismo di Muccioli, alla novità della sua “mi ssione” ho seguito l’ evoluzione della sua opera controversa. Pertanto , da spettatrice adulta e disincantata, trovo che il tentativo di denigrare e infangare biecamente un uomo, pure con le sue contraddizioni, sia oltremodo incivile ,oltreché gratuito. Si aggiunga ,che un prodotto televisivo il cui incipit e’ costituito da materiale ed interviste dai toni entusiastici ,con ,invece il fine surrettizio di mettere alla gogna l’ individuo e la sua opera, e’ fortemente diseducativo . Grazie della Sua intervista e dello spazio che ha voluto concederci.

  3. Nessuno è perfetto quindi ancheVincenzo Muccioli può aver sbagliato qualcosa…sta di Fatto che ha salvato molti giovani dalla schiavitù della droga. Ho sempre seguito Muccioli l’ho stimato ed apprezzato molto

  4. Netflix sicuramente apre una finestra sulla vicenda. Tante vite. Tante storie. Tanti racconti . E tutti si intrecciano. Difficile sapere la verità su tutto. Per giudicare dovremmo averle vissute.
    Sono convinto sulla intenzione originale di creare qualcosa che nn c’era all’epoca. San Patrigno. Una meta di rinascita sociale. Credo altresi’che come tutte le cose che diventano più grandi di noi poi queste sfuggono di mano. Probabilmente l’unico errore di Muccioli ,a mio modesto avviso,è stato quello di creare una rete di controllo con soggetti completamente “fuori controllo “.
    Se fosse riuscito a creare una linea interna sicura e ben organizzata,tanti problemi che vanno dell’omicidio in macelleria a altre situazioni, nn sarebbero accaduti.
    Sicuramente Muccioli ha avuto un coraggio estremo.

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