Roma precipita
per colpa di chi?

Roma precipita
tra allagamenti e immondizia

La Capitale d'Italia è allo sbando
ma di chi sono le colpe di un declino così inarrestabile?

di Flaminia Camilletti

Roma precipita
per colpa di chi?

Roma precipita
tra allagamenti e immondizia

Roma precipita
tra allagamenti e immondizia

di Flaminia Camilletti
Roma

Roma precipita
per colpa di chi?

Roma precipita
tra allagamenti e immondizia

La Capitale d'Italia è allo sbando
ma di chi sono le colpe di un declino così inarrestabile?

di Flaminia Camilletti
3 minuti di lettura

Alla fine è andata bene, ma ieri a Roma si è sfiorata la tragedia. Un asilo nido del quartiere Fleming a causa dell’alluvione di ieri si è allagato nel giro di un minuto e mezzo e per tirare fuori personale e bambini, tutti minori di tre anni, ci sono voluti i vigili del fuoco.

Roma nord è stata la zona più colpita dall’alluvione con Corso Francia trasformato in un torrente in cui motorini e piccole auto galleggiavano come zattere. Una giornata difficile in cui poteva succedere di tutto e che i romani difficilmente dimenticheranno, almeno non a breve.

Nelle ore in cui si discute di uno scudo penale per i sindaci, spesso accusati ingiustamente e costretti a pagarsi le spese processuali da soli, è lecito chiedersi se sia normale che una città come Roma possa accusare così tanto il maltempo.

Lavinia Mennuni, consigliere di opposizione con Fratelli d’Italia in Campidoglio, ha denunciato la gravità della situazione: “Nonostante l’emergenza meteo fosse stata ampiamente annunciata da giorni, nessuno, in Campidoglio, ha pensato bene, di disostruire preventivamente le caditoie delle strade romane e di mettere in sicurezza le alberature. Con l’aggravante che ad essere risucchiati nelle strade invase dall’acqua sono stati anche i cumuli dei rifiuti non raccolti in prossimità dei cassonetti strapieni. Rifiuti che ora vagano per le strade della città”

L’alluvione arriva infatti a margine di settimane di dure proteste da parte dei cittadini che segnalavano un grande accumulo di immondizia presso i cassonetti che non vengono svuotati con solerzia dall’Ama, ente addetto allo smaltimento dei rifiuti della Capitale.

La società capitolina negli anni dell’amministrazione Raggi ha cambiato 7 amministratori delegati e oggi risulta completamente allo sbando, incapace di raccogliere e conferire i rifiuti in modo adeguato. Stefano Zaghis, ad di Ama, ha dichiarato che il sistema potrà reggere fino al 30 giugno, non oltre, dopodiché Roma entrerà in una fase di collasso rispetto alla gestione dei rifiuti, e Ama non sarà più in grado di garantire la raccolta.

Le responsabilità secondo l’ad nominato da Virginia Raggi, sono da ascrivere alla Regione Lazio guidata da Nicola Zingaretti, il quale a sua volta si è mostrato molto critico nei confronti della gestione Raggi. Nel balletto delle responsabilità e delle strategie politiche a pochi mesi dalle elezioni amministrative che decideranno il nuovo sindaco, a pagare, come al solito, sono i cittadini romani che ogni anno si ritrovano in una città sempre più sporca, ferita e abbandonata. 

Senza investimenti né manutenzione la cronaca di Roma è costellata di notizie di alberi crollati e voragini stradali che negli ultimi anni si sono aperte in più zone della città. L’ultima solo poche settimane fa a Torpignattara ha inghiottito due macchine parcheggiate e anche in questo caso fortunatamente senza danni alle persone.

La voragine a Torpignattara

Vivere a Roma sta diventando pericoloso per la poca manutenzione e la completa assenza di investimenti nei servizi della città e mentre il centrodestra discute ancora su chi candidare, il Pd e la Raggi litigano mentre Calenda si muove silenzioso nei salotti buoni della Roma bene, stringendo amicizie e muovendo consensi.

Chiunque prenderà in carico la gestione della città ha davanti a sé tempi duri, ma i romani sperano, ancora una volta, che con l’ultima amministrazione si sia toccato il fondo. 

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