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Rome Film Festival: seconda parte

Temi sociali nei film italiani alla Festa. E poi documentari, musica ed incontri.

Alla Festa del Cinema di Roma non ci sono stati solo film stranieri, anzi.

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La notte prima che iniziasse tutto l’Auditorium ha aperto le porte agli spettatori per il film che è ora già nelle sale “In guerra, per amore”. Opera seconda di Pif, che ha raccontato la guerra e lo sbarco degli Americani in Sicilia attraverso la storia di un palermitano emigrato in America che si arruola per amore. Toni delicati, risate spontanee e gioviale incrocio di personaggi di quel paesino dal nome inventato – ma non troppo – Crisafulli. Un modo, fatto di semplicità e drammatica ironia, di raccontare l’affermazione della mafia nell’isola nei postumi del secondo conflitto mondiale.

Nella selezione ufficiale invece atteso il nuovo film di Daniele Vicari: “Sole Cuore Amore” in uscita il prossimo anno. Pellicola che va al ritmo del cuore della protagonista, una straordinaria Isabella Ragonese, che rincorre la sua vita nella quotidianità dura e difficile tra una metro ed un bancone del bar, un’amicizia intensa di periferia con la ballerina Eva Grieco, ed il marito, il bravo Francesco Montanari confinato nella precarietà della periferia di Roma Sud sul mare, assieme ai quattro figli. Il miserabile incedere di un tran tran che stanca ed annienta: un film sulla semplice esistenza, di una donna, tra voglia di resistere e disperazione.

Scena dal film "Sole Cuore Amore"

Scena dal film “Sole Cuore Amore”

Altro film, presente in selezione, su tematiche più che attuali e nei cinema da oggi è “7 minuti”: un incontro di vite attorno ad un tavolo, operaio per la maggior parte, dove si deve decidere di 7 minuti, o piuttosto di cosa si è disposti a fare per lavorare. L’immagine forte di una birra sbattuta, gli schizzi sul vetro e la bottiglia sfrantumata sono sinonimo di compromessi, dignità e scontri di classe, nel film diretto da Michele Placido. Stefano Massini, il suo sceneggiatore – conosciuto per la Lehman Trilogy al Piccolo di Milano – cita il Maestro Ronconi in conferenza stampa “Un’epoca contiene storie – diceva Ronconi. E questa è una di quelle”. Con Fiorella Mannoia, attrice nel film, che ribadisce come il lottare per un diritto sia figlio di una nuova forma di schiavitù. Film sociale, di riflessione, insomma.

Una sorpresa, poi, la presenza di “Maria Per Roma”, opera prima di Karen Di Porto, anche protagonista di questo film leggero, anche se tratta il mondo precario, i sogni e i disappunti di una giornata d’attrice. In giro per Roma a ritmo serrato, tra turisti e traffico, in una desolazione che si riassume in uno sguardo sul Tevere.

Ultimo film italiano in selezione ufficiale il documentario di Francesco Patierno Naples ‘44”: lo sguardo dello scrittore e giornalista britannico Norman Lewis (con la voce di Benedict Cumberbatch nella versione inglese e di Adriano Giannini in quella italiana) che passò un anno nella città di Napoli durante la Seconda Guerra Mondiale. Immagini d’archivio, spezzoni di film e riprese odierne per raccontare un diario di bombardamenti e cumuli di macerie tra miseria e bellezza.

Altri poi i documentari interessanti, tra i quali quello sul regista “Richard Linklater: Dream is destiny”, atteso dai cinefili amanti della trilogia Before Sunrise, Before Sunset e Before Midnight ma anche di un Boyhood che va oltre i limiti temporali (12 anni) pensabili per un film: Linklater sa raccontare la vita nel suo fluire, in modo genuino ed antropologico, tra chiacchierate lungo la Senna senza mai vedere la Torre Eiffel e la vita di un bambino visto crescere nel corso reale degli anni.

Il documentario firmato da Louis Black e Karen Bernstein parla del regista, di Huntsville – città con un solo semaforo ed un cinema – e Austin, diventata centro del suo laboratorio artistico in alternativa alle produzioni hollywoodiane e newyorkesi. I suoi film parlano di un futuro che potrebbe essere migliore del presente” e parlano dei piccoli momenti della vita: It feels like it’s life”. Quanta semplicità e completezza in un regista, senza effetti speciali, da scoprire, per chi ancora non lo conosce – nonostante la candidatura agli Oscar del 2014.

In tema musicale invece il documentario The Rolling Stones Olé Olé Olé!: A Trip Across Latin America” di Paul Dugdale: un viaggio sul potere del rock, prima estirpato e represso, vittima di dittature ladre di giovinezze, e poi overdose di libertà, spinta al cambiamento in una Cuba, tappa finale del tour – passando dall’Argentina all’Uruguay, dal Peru al Messico ed al Brasile – che vede i Rolling Stones sul palco il 25 marzo 2016, giorni dopo la memorabile visita di Obama e che Mick, Keith, Ronnie e Charlie vedono come uno scambio emozionante in un Paese che senza musica non ha vita.

Jovanotti al Festival del Cinema di Roma, 2016

Tanta musica in questa edizione della Festa del Cinema, grazie anche alla partecipazione applaudita sul red carpet di Michael Bublé per presentare il film sulla tappa n.148 di un tour eclatante; agli incontri ravvicinati con i nostrani Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti e Paolo Conte, ed infine grazie alla chiacchierata ricca di aneddoti con un Renzo Arbore in gran forma, che racconta la musica, ma soprattutto il cinema, dal neorealismo ad Amici Miei, manifesto dello spirito goliardico, passando da Totò che gli ha insegnato l’umorismo, a Foggia, città natale, dove nei pomeriggi andava al cinema perché non vi era nient’altro da fare. Calzini fucsia con sax e chitarre e giacca a righe per raccontare i suoi film FF.SS.” ma soprattutto “Il Pap’occhio” con Roberto Benigni ed una Mariangela Melato commemorata in una lettera scritta da Fellini e rivista in un’intervista dolce a due che Arbore nasconde in uno sguardo malinconico.

Gli incontri sono proseguiti negli spazi della Roma Lazio Film Commission, con attori, registi e professionisti del settore, tra presentazioni di corti e lanci di film, oltre poi alle pellicole proiettate al Cinema Adminal per la sezione di Alice│Panorama, con 10 film sul mondo delle nuove generazioni, a cui si è affiancata la selezione del KINO Panorama│Italia, che mette l’accento sul cinema italiano con proiezioni di film, documentari e cortometraggi di giovani promesse, tra cui “Babylon Sisters” di Gigi Roccati, film di sprazzi delicati e reali di vita vissuta in una palazzina in via Ungaretti a Trieste, tra disegni e poesie, vento, musica ed incroci di culture, ed “Il Più Grande Sogno” di Michele Vannucci, film sui meccanismi inceppati nella grandine di speranze e sogni di Mirko Frezza, accompagnato dal bravo Alessandro Borghi, ma in un film corale, di una comunità: il Centro La Rustica di Casale Caletto che sopravvive tra precarietà, droga e dignità.

Spazio ai giovani quindi, ma spazio anche al passato con i 20 anni de “Il Paziente inglese” con il cast al completo sul red carpet e tanti film da rivedere, tra cui “Vacanze Romane” ed un omaggio a quello che sarebbe stato il centenario di Gregory Peck, con un evento speciale a Piazza di Spagna, ed ancora numerose iniziative che hanno portato il cinema in tutta la città di Roma, incluso il Mazda MX-5 Drive-in all’Eur e l’esperimento di integrazione con i detenuti nell’Auditorium del Carcere di Rebibbia.

Roma: capitale del cinema per 10 giorni in un’undicesima edizione (dal 13 al 23 ottobre 2016) che è stata una Festa corposa, di interesse per il grande pubblico e di qualità per critica ed estimatori. Plausi alla Presidente della Fondazione Cinema per Roma, Piera Detassis, ed al Direttore artistico Antonio Monda. Ad maiora.

di Alessandra Carrillo, all rights reserved

ROMA FILM FEST: SECONDA PARTE ultima modifica: 2016-11-03T12:27:20+00:00 da Alessandra Carrillo

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