ROMA + FENDI + BRIONI: SPERANZA PER UN 2016 DI BELLEZZA

di Martina Cotena

ROMA + FENDI + BRIONI: SPERANZA PER UN 2016 DI BELLEZZA

di Martina Cotena

ROMA + FENDI + BRIONI: SPERANZA PER UN 2016 DI BELLEZZA

di Martina Cotena
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Probabilmente il dibattito sulla superficialità intrinseca nel sistema moda ha un fondo di verità così come un fondo di menzogna; ed è altresì vero che è il punto di vista da cui si guarda qualcosa ad avere le sue ragioni, non necessariamente errate.

Eppure, a priori di qualunque digressione, vorrei spezzare una lancia a favore della Moda.

Cito Vogue.it:  “Nonostante la moda sia talvolta considerata un fenomeno superficiale ed effimero, associato a tutto ciò che è transitorio e mutevole, fin dalle sue origini ha evidenziato le tendenze culturali e le ambivalenze radicate nella storia di una società. È considerata una potente forza cinetica, in grado di conferire una significativa accelerazione a tutti quei processi socio-culturali che caratterizzano un’epoca” e, aggiungerei, essa è fondamentalmente un mezzo attraverso cui si ricerca La bellezza che, anche se ‘deviata’ dai canoni estetici del momento, è un’aspirazione che ha sempre ispirato il genere umano.

Che sia un’aspirazione di natura privata, strettamente personale o pubblica, essa crea una spinta in avanti dell’animo per affinare se stesso e arricchire il mondo in cui vaga.

A dimostrazione di questo, la Moda, proprio negli ultimi mesi, ci ha dato esempi notevoli della ricerca della bellezza, anche laddove è già presente ma abbandonata a se stessa e dimenticata da coloro che ne sono inconsci proprietari.

Fendi e Brioni, storiche case di moda romane, sono le fautrici del restauro, rispettivamente, della Fontana di Trevi: inaugurata la prima volta nel 1762 e la seconda il 3 novembre 2015, e della Fontana del Babuino, inaugurata la prima volta nel 1576 e la seconda il 17 dicembre 2015.

A general view of Trevi's Fountain after the restoration in Rome, Italy, 03 November 2015. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

A presentare quest’ultima è stato il soprintendente capitolino ai Beni Culturali Claudio Parisi Presicce e il sub-commissario Camillo De Milato, il quale ha affermato: “Oggi è una bellissima giornata perché inauguriamo una bellissima fontana. Questa sinergia pubblico-privato mi fa molto piacere perché mostra una città che si vuole bene, i romani che vogliono vedere più bella la loro città“.

Khaled Hosseini ha detto: “La bellezza è un dono gigantesco, immeritato, dato a caso, stupidamente” e purtroppo niente è più vero per quanto riguarda l’Italia, proprietaria inconscia e incosciente di beni culturali, naturalistici, storici e gastronomici che il mondo ci invidia e che noi trascuriamo con una tenacia ed un ignoranza quasi ammirevole per la costanza con cui vengono messe in atto.

Roma-fontana_del_babuino

Quindi, più che degne di nota o argomento interessante per una chiacchierata filo-intellettuale, si spera che quanto stia accadendo a Roma diventi, in questo 2016, modello da portare avanti in tutte le città di Italia.

Il mondo Moda, Fendi in prima linea, ci sta indicando un percorso fatto di recupero della bellezza che in un paese come l’Italia, che ne ha un patrimonio sepolto immenso, dovrebbe essere legge.

Fontana-di-Trevi-1

In ultimo lascio, per coloro che invece sono più sensibili a quello che può essere l’aspetto economico della cosa, ecco il commento rilasciato ad ottobre da Pietro Beccari (AD di Fendi), per l’inaugurazione del nuovo Head quarter FENDI a Palazzo della Civiltà: “Ridaremo luce e nuova vita a questo monumento con una straordinaria illuminazione permanente del Palazzo, ad opera dell’artista di luce Mario Nanni, che illuminerà colonne e loggiati creando un effetto prospettico. Noi siamo intervenuti inoltre restaurando l’edificio, le statue nei loggiati esterni (28 in tutto), recuperando materiali che erano buttati negli scantinati, come queste lampade di Guerini. Il Palazzo non aveva bisogno di altro perchè é bellissimo e fatto con materiali di pregio. I nostri architetti mi dicono che a costruirlo oggi non basterebbero 500 milioni di euro. Invece come investimenti totali tra il restauro di Fontana di Trevi e delle Quattro Fontane, tra Palazzo Fendi a Largo Goldoni che ora sopita il ristorante giapponese Zuma e Palazzo della Civiltà, abbiamo speso cifre nell’ordine di decine di milioni di euro”.

 

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