Ralph Spaccatutto

di Redazione The Freak

Ralph Spaccatutto

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Ralph Spaccatutto

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Scende la notte in una delle tante sala giochi ed ecco che si accende un mondo fantastico e meraviglioso, diramato e sviluppato nelle profondità di cavi elettrici e luminescenti console, dove i buoni si riuniscono per festeggiare le sudate e quotidiane vittorie, e i cattivi problematici (dell’associazione cattivi anonimi!) siedono in cerchio narrandosi perplessità e insoddisfazioni. Probabilmente non si può parlare di storia unica e innovativa, ma la freschezza, la vitalità e un costante risveglio dei sensi (fisici ed emotivi) rendono Ralph Spaccatutto un’opera su cui soffermarsi, un’esperienza emozionante, una coloratissima e “zuccherosa” montagna russa.

Ralph è l’eterno cattivone spaccatutto del videogioco Felix aggiusta tutto, che si conclude regolarmente con Ralph sconfitto che viene gettato giù dal palazzo e Felix vittorioso e sorridente premiato con la medaglia d’oro. Deluso da questa sua perpetua condizione, ma soprattutto dall’esclusione che deriva dal suo aspetto abnorme e spaventoso, il triste Ralph viaggia nell’universo dei videogiochi alla ricerca di una medaglia che gli consentirebbe il riconoscimento e l’apprezzamento da parte dei compagni del suo video game. Dal momento che Ralph Spaccatutto non vuole essere un mero film d’animazione d’azione, e ormai accorti della lunga tradizione del genere animato costruito su uno strato etico e sentimentale di indiscutibile spessore, ecco che Ralph incontra Vanellope, una ragazzina difetto del sistema, che, come il buon omone, sogna il premio (morale più che materiale) di vincere la gara del suo mondo “Sugar Rush”. Tra i due nascerà un’ amicizia speciale, veicolo di collaborazione e riscatto.
I fuochi della storia sono quindi queste due anime sensibili e scalpitanti, creature sole e relegate allo status di reiette, investite dello scomodo incarico di insegnare e commuovere lo spettatore, di come dall’imperfezione e dalla distruzione si celano forze potenziali e positive, in cui ragione e cuore si scontrano e si confondo: due personaggi che oltre ai dati e ai codici sono costituiti da anima e corpo, un film che respira e vive.
Nell’anno in cui la Pixar viaggia controtendenza presentando il film Ribelle e la sua prima “principessa” (in classici schemi e rispondenze disneyani), ecco che la Disney ci regala quello che si potrebbe definire serenamente il suo prodotto più pixariano. Il Panorama della più blasonata casa d’animazione internazionale appare e traspare costantemente e apertamente: si può felicemente ammiccare riconoscendo le analogie con la scatenata troupe dei giocattoli senzienti di Toy Story, o l’insolita e affascinante coppia protagonista di Up, per non parlare dell’atmosfera gustosa di Ratatouille, e la lista sarebbe ancora lunga. E se cercate una giustificazione in tutto ciò ecco che si staglia agli inizi dei titoli di coda il nome del producer John Lassester, colonna portante dell’impero Pixar.
Ralph Spaccatutto guarda a quei modelli ma li rinnova e li rielabora con una verve tutta personale ed efficace. Il risultato più grande di questo film è quello di aver inserito personaggi e azioni peculiari di un mondo iterativo e schematico quale si presenta il settore videoludico in dinamiche attive ed emotive proprie del grande cinema d’animazione (e non solo). Un film dunque conciliato e contaminato, dall’approccio grafico ricercato e complesso, dove convivono e coincidono immagini a scarti e in pixel a sequenze esplosive e in alta definizione. Nella medesima progettualità va anche ascoltata la colonna sonora, che si avvale degli effetti sonori caratteristici dei videogiochi, intercalati e assimilati dalle note di uno spartito musicale di notevole fattura.
P.s. Un merito particolare si deve al raffinatissimo e nostalgico corto che precede il film, perché la Disney non smetterà mai di sorprenderci e commuoverci.

A cura di Gabriele Vertullo

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