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Zalib è una piccola libreria in Via della Gatta, vicina a Piazza Venezia e al liceo Visconti, gestita da Marco Zavaroni. Ad inizio Ottobre, è stato annunciato la chiusura della libreria, ma i ragazzi si sono organizzati dando vita ai Ragazzi della Via della Gatta #SaveZalib in difesa di quella che definiscono una seconda casa ed un rifugio, punto di ritrovo fondamentale per la costruzione del tessuto sociale del quartiere. L’attività di crowdfunding è riuscita a far ottenere una proroga della chiusura fino al 16 Novembre. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Marco Zavaroni ed i Ragazzi della Via della Gatta in merito.

Come nasce Zalib?

Nasce come semplice libreria scolastica e negli anni si è trasformata spontaneamente: intorno a questo tavolo si sono riuniti collettivi e le attività del giornalino del Visconti, di cui Zalib è stato uno dei primi sponsor. Anche gli orari sono diventati flessibili, legati alle richieste dei ragazzi: durante la maturità i ragazzi fanno finta di studiare qui giorno e sera e, la notte prima degli esami, si trascorre da Zalib. Le generazioni si susseguono ma non dimenticano questo posto, tornano magari con i figli, in un luogo parte della loro memoria.

Da Zalib avviene qualcosa di simile a quello che succede in Piazza San Cosimato con il Trastevere Cinema Festival dei ragazzi del Cinema America Occupato?

Sì, come in quel caso si tratta dell’attivazione di un’esperienza territoriale: c’è una comunità, un interscambio di sentimenti, esiste un collante che non riguarda solo il mondo liceale ma che è legata all’importanza della cultura e degli spazi, me ne sono accorto quando ragazzi passati da qui vent’anni fa mi hanno mandato messaggi da tutto il mondo. Tra l’altro Cinema America, Spontaneo, tutte le esperienze “nuove” di Roma sono passate di qua partecipando.

Cosa sta succedendo nel Centro storico di Roma malgrado le leggi che propongono di tutelare e promuovere le botteghe storiche e l’identità territoriale?

Roma sta cambiando tessuto sociale e c’è una crisi particolarmente avvertita da chi si muove nel mondo della cultura: si svuotano librerie, negozi artigiani in favore di nuovi minimarket, gelaterie e negozi souvenir. Stanno scomparendo i punti di aggregazione, alla ricerca dell’aumento della produttività dei locali: il Caffè della Pace è stato chiuso per farne un albergo, il Cinema Fiamma non ha più riaperto dopo l’estate.

Non è contraddittorio quanto sta succedendo rispetto all’entusiasmo che si manifesta generalmente nei confronti di spazi all’interno dei quali sentirsi a proprio agio, da riconoscere come punto di riferimento, ad esempio Starbucks?

A questi spazi proposti all’estero manca l’elemento di identità, di comunità e di aggregazione. Zalib si rivolge ad un target specifico, i ragazzi, sostenendo delle spese troppo elevate rispetto alle loro possibilità economiche. Anche il fatturato della vendita dei libri scolastici è crollato esponenzialmente negli anni, da tre anni almeno con l’ingresso di Amazon ed il Bonus Cultura di 500 Euro non è consumabile per esempio qui da noi per via di una burocrazia istituzionale a cui ricorre.

In difesa di Zalib si sono mobilitati i giovani…

Ogni tanto qualche articolo positivo sui giovani facciamolo! Se dai loro uno scopo, un obiettivo dove ci si possano spendere lo fanno. Fra tutte le librerie che hanno chiuso a Roma, Zalib è stata l’unica ad avere questo tipo di riscontro, non te lo so spiegare, ma un perché c’è.

L’Antico Caffè della Pace era nato nel 1891, riuniva musicisti, registi e scrittori, Ungaretti, Monicelli e Fellini fra loro, ha chiuso nel Giugno 2016. Dopo l’estate del 2017 il Bar Perù, aperto nel 1933 a due passi da Piazza Farnese con maioliche vintage e marmi, non ha più riaperto ed un identico destino è toccato al Multisala Fiamma, cinema che dal 1960 ha ospitato grandi eventi, fra tutte l’anteprima de La dolce vita.

di Elisa Russo, all rights reserved

 

I ragazzi della via della Gatta in difesa di Zalib ultima modifica: 2017-10-20T06:15:18+00:00 da Elisa Russo

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