Quirinale, per la destra
esiste solo Berlusconi?

Quirinale, possibile che per la destra
esista solo Berlusconi?

Le carte per eleggere il capo dello Stato le ha in mano il centrodestra
ma perché propone l'unico nome assolutamente irricevibile?

di Leonardo Naccarelli

Quirinale, per la destra
esiste solo Berlusconi?

Quirinale, possibile che per la destra
esista solo Berlusconi?

Quirinale, per la destra
esiste solo Berlusconi?

di Leonardo Naccarelli
Quirinale

Quirinale, per la destra
esiste solo Berlusconi?

Quirinale, per la destra
esiste solo Berlusconi?

Le carte per eleggere il capo dello Stato le ha in mano il centrodestra
ma perché propone l'unico nome assolutamente irricevibile?

di Leonardo Naccarelli
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La corsa al Quirinale sta entrando finalmente nel vivo. Mi piacerebbe iniziare questo articolo così ma, purtroppo, non prendiamoci in giro: così non è. Calma assoluta, encefalogramma piatto, noia indicibile. 

Basta un’immagine per far capire cosa sia la politica italiana in questo momento: l’asino della famosa fiaba che, abituatosi finalmente al digiuno, muore di fame. Tanto, infatti, l’opinione pubblica si è convinta di poter fare a meno della politica, tanto essa si è assuefatta a ridurre le proprie prospettive e visioni fino ad azzerarle. La conseguenza ora è una classe dirigente che languisce miseramente, che indebolita dall’assenza di linfa vitale, giace inerme di fronte all’uragano che avanza: è la nuova elezione del Presidente della Repubblica.

Nella scarsità di appeal dei nomi dei possibili nuovi inquilini del Quirinale, uno soltanto sta scatenando un qualche dibattito: Silvio Berlusconi. Non mi metterò a spiegare perché questa candidatura sia irricevibile, sul piano politico e non solo. Sennò, altro che articolo: questo scritto si sarebbe la prefazione di una enciclopedia in quattro volumi e non intendo affliggervi in questa misura. Il punto è un altro: perché il centrodestra non ha fatto altri nomi? Con le parole di Davigo di qualche anno fa: un incensurato non ce l’avete?

È inutile nasconderci. Le carte per eleggere il Presidente della Repubblica le ha in mano il centrodestra. Basta analizzare i numeri dei sondaggi e della composizione dell’attuale Parlamento per rendersi conto di come il centrodestra sia la forza decisamente maggioritaria nel Paese. 

Quindi, per archiviare la questione Quirinale basterebbe che Salvini, Meloni e Berlusconi proponessero un nome veramente spendibile per il Quirinale: un uomo o una donna saldamente ancorati ai valori europei, della buona vecchia destra liberale, assolutamente rispettabile, per quanto lontano da me anni luce su molti aspetti. Tanto per fare degli esempi: uno alla Crosetto, Giorgetti o Tajani.

Certo, non si farebbero i salti di gioia ma lo si accetterebbe in nome del principio democratico dell’alternanza delle maggioranze. Il fatto che un certo nome non sia ancora stato proposto non è un caso. È infatti la rappresentazione plastica del declino, valoriale e culturale, del centrodestra italiano. Un uomo liberale ed europeo questa destra, tra le peggiori di Europa, non può e non vuole indicarlo. 

Non può perché il sedicente centrodestra è composto nella sua quasi totalità da forze politiche i cui capi, Salvini e Meloni, hanno fatto dell’antieuropeismo e dell’antiliberalismo la loro ragione d’essere all’interno del panorama politico italiano. Pretendere che questi soggetti nominino un personaggio di garanzia costituzionale è come pretendere che dall’Associazione Cowboy Texani esca la proposta del nuovo Presidente dell’Associazione Vegani Internazionali.

A dir la verità, esistono all’interno del centrodestra delle figure maggiormente in linea con quella che è stato tradizionalmente il fronte moderato della destra italiana e gli esempi che ho fatto sopra ne sono una conferma. Il fatto è che non è sufficiente atteggiarsi a nuovi Cavour se poi ci si accompagna al peggio del peggio del Paese. Per essere credibili non si può prescindere da un allontanamento drastico da determinati soggetti. Come dice infatti un proverbio, “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”.

Infine, e strettamente collegato a quanto detto sopra, il centrodestra non vuole prendersi la responsabilità di proporre una candidatura seria per il Quirinale. Una qualunque scelta potrebbe condurre all’implosione di una coalizione sempre più in difficoltà a comporre le sue contraddizioni interne.

È da tempo, infatti, che il centrodestra assomiglia sempre di più ad un Frankenstein: un insieme eterogeneo e confuso di forze che stanno insieme per mera convenienza politica, senza condividere alcunché. Fino a che è necessario scegliere un candidato per la presidenza di una regione il sistema può ancora tenere; con il Capo dello Stato decisamente ciò risulta impossibile. 

Per concludere, mi sono rassegnato all’idea che questa volta sia alquanto improbabile che al Quirinale ci salga un uomo di sinistra. L’augurio, tuttavia, è che questa agonia finisca presto con la scelta di qualcuno di destra quanto più digeribile possibile. Perché l’obiettivo non è annuire al discorso di Capodanno; piuttosto è non spegnere, con vergogna, la televisione con un po’ di vino e una gucciniana voglia di bestemmiare.

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