PRISM: Il ritorno di Katy Perry

di Isa Milk

PRISM: Il ritorno di Katy Perry

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PRISM: Il ritorno di Katy Perry

di Isa Milk
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Prism è stato presentato come un album diverso dal super acclamato TeenageDream. Per alcuni aspetti lo è: non è l’album delle hits, come il precedente che ha sfornato singoli divenuti famosi in tutto il mondo, anche senza acquistarlo. Non è l’album della crescita né l’opera matura di Katy Perry, che forse non avanzava neanche tale pretesa.

Possiamo, quindi, considerarlo un album solido (un “prisma” per l’appunto) con tante “facce” diverse ma ben definite. Ci sono i tormentoni come Roar, International smile o Love me, le ballate intense (Unconditionally e Ghost) e le canzoni dance che richiamano le atmosfere anni ’90 come Walking on air o approcciano alla trap, genere del momento, con la travolgente Dark horse.

La continuità con i lavori precedenti è palese: Katy Perry riesce a fare pezzi fortemente radiofonici grazie alla sua potente voce e un’ottima cornice melodica.

L’album è composto da tredici tracce e si apre con Roar, la hit che lancia il disco. È il pezzo tipico alla Katy, che racchiude tutta la sua forza e le tre caratteristiche fondamentali: è standard (ciò che si aspetta ogni suo fan), melodica e ballabile. Il secondo brano è Legendary lovers: forti sonorità africane (come fosse una produzione di Kanye West) e ritornello da ballata che lo avvicina molto al singolo dell’album precedente Fireworks. La terza traccia è Birthday, di cui immaginiamo il video spensierato e colorato come è stato per California gurls. Arriviamo così alla vera mina dell’album: Walking on air, un omaggio alla dance degli anni novanta e un richiamo alla Madonna degli inizi, ma contestualizzato alla pop dance dei nostri giorni (si pensi ai remix di Calvin Harris per Rihanna).

Si inverte la direzione melodica dell’album con la traccia numero 5, il tipico brano melodico Unconditionally, una base minimale dove la forza è tutta nella voce di Katy. Si arriva così al pezzo più sperimentale dell’album: Dark horse feat Juicy J, un brano trap, che si apre al genere musicale del momento (per saperne di più, ascoltate artisti come Flosstradamus e Grime).

This how we do, la traccia 7, è forse la più debole dell’album: sembra una canzone dei Backstreet Boys, in cui si attende un ponte reppato che non arriva mai.

International smile è un’altra hit in potenza, che potrebbe spopolare nelle radio tra pochi mesi. Come insegna il cantante Pitbull, nominare le capitali del mondo funziona sempre. Con Ghost, traccia 9, si ritorna per un attimo agli anni ’80, come a voler ribadire nuovamente le varie facce del prisma (anche se convince poco).

Love me riaccende il disco: una traccia carica e senza pretese, da ascoltare in macchina a velocità elevata. This moment, numero 11, richiama gli anni ’90 con le sonorità tipiche dei brani prodotti dall’etichetta francese Ed Banger.

Il disco arriva all’apice con l’ultima forte ballata: Double rainbow, traccia 12 scritta con Sia Furler, dove riscopriamo una Katy più introspettiva e delicata, che ci riporta quasi in un mondo incantato. Infine, By the grace of God chiude l’album (in netta contrapposizione con la prima traccia Roar) in chiave esageratamente melodica. Un brano che potrebbe tranquillamente essere utilizzato come sigla di serie tv alla Dawson’screek.

Nella versione deluxe dell’album, si aggiungono altre tre canzoni (non particolarmente brillanti, coerentemente con il mancato inserimento nella versione originale): Spiritual, Ittakestwo e Choose your battles.

La promozione di Prism sta proprio nell’aver preservato il punto di forza di Katy Perry: la sperimentazione senza forzature in una chiave tutta personale, che non la costringe ad imitare le altre colleghe. Resterà deluso chi si aspetta un nuovo album fatto di coriandoli, chupachups e cupcakes. Katy regala colori grintosi, che si allontanano dal mondo dei cartoon per avvicinarsi a quello dei sogni. Forse proprio Roar (supportato anche da un video a metà tra un fumetto e il lungometraggio Mogambo) è quello che poco si lega al resto dell’album.

Prism, prisma: un lavoro solido ricco di facce caleidoscopiche, in cui musica e colori si confondono e ci conducono all’ascolto.

Di Isa Milk



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