I COCCODRILLI NON MANGIANO VOLATILI – THE FREAK INCONTRA I PLUVIAN

di Paolo Pugliese

I COCCODRILLI NON MANGIANO VOLATILI – THE FREAK INCONTRA I PLUVIAN

di Paolo Pugliese

I COCCODRILLI NON MANGIANO VOLATILI – THE FREAK INCONTRA I PLUVIAN

di Paolo Pugliese
3 minuti di lettura

Presentatevi al nostro pubblico: come nascono i Pluvian?
I Pluvian nascono nel Febbraio 2012 dalla fusione dei nostri repertori da solisti, il mio (marco mQx) e quello di Edy Buoso. Abbiamo quindi iniziato ad arrangiare per due chitarre e due voci i rispettivi pezzi. Ci siamo esibiti inizialmente come duo acustico, poi dal 2013, la formazione si è allargata a trio con l’ arrivo di un altro chitarrista, Manuel Nasonio, che ha aggiunto ricchezza e varietà negli arrangiamenti e nella ritmica, date le sue esperienze di percussionista e polistrumentista. Uniti dalla passione comune per il rock di lingua inglese, proponiamo una sincera e personale rielaborazione, in chiave acustica e intimista, delle nostre influenze musicali, una sorta di viaggio nel tempo nella musica rock britannico-americana, dagli anni Sessanta fino ad oggi. Il nome del gruppo, fa riferimento al “pluvianus aegyptus”, uccello volgarmente detto “guardiano dei coccodrilli”, e allude ai legami indissolubili e ancestrali che possono intercorrere tra esseri di diversa entità e natura, come per l’appunto il pluvianus e il coccodrillo, che pur ospitando questi volatili abitualmente tra le sue fauci non li attacca. Questa idea è ben chiara anche nel nostro logo, che riteniamo simboleggi al meglio i concetti che vuole esprimere il nostro nome, che sono plurimi. Nella vita molto spesso ci sentiamo come un piccolo animale che sta per essere divorato da un predatore più grosso, e personalmente ci piacerebbe avere lo stesso approccio del pluvianus. Questa scena immaginaria, si adatta a svariate situazioni, dai rapporti personali a quelli lavorativo/sociali e a molti altri eventi che ci accadono anche nella quotidianità.

Pluvian band

Il vostro primo lavoro mescola momenti di ottimismo con atmosfere più buie. La sintesi di questo progetto cosa ha fatto emergere in voi e cosa sperate che comunichi al vostro pubblico?
In questo primo disco attraverso i testi e le atmosfere abbiamo parlato molto di rapporti personali e emozioni, di sentimenti dalla natura diversa e a volte contrastante. Credo che il progetto stia facendo emergere svariati lati delle nostre identità musicali e personali, e vorremmo comunicare e trasmettere al pubblico proprio questo.

Quali tracce fareste ascoltare a chi non vi conosce?
“Bluemoon”, “Mr Benzo”, “The May song” e “Things between us” ma se ascoltate l’album intero, che è composto da dieci tracce, non ci offendiamo di certo.

La poliedricità delle vostre sperimentazioni deriva dalla diversità dei componenti del gruppo oppure c’è chi apporta maggiormente alla composizione?
Entrambe le cose. Molti dei nostri pezzi sono stati scritti da me (mQx) o da Edy, poi in fase di arrangiamento ognuno ha messo le proprie idee e le influenze musicali per rendere “completo” il brano.

Quanta esperienza live avete accumulato in questi anni? Cosa porta il live alla vostra musica e alla vostra esperienza?
Abbiamo tutti alle spalle diverse esperienze di live in diversi generi musicali e con svariati progetti. Edy ad esempio oltre che con Pluvian suona attualmente con altre due band: Ylium e Topanga Four.
Manuel ha accumulato grande esperienza di live sia come musicista che come fonico.

Spesso venite definiti una formazione prettamente acustica, vi ritrovate in questa etichetta?
Al momento la risposta è sì. Per questo primo disco data la natura delle canzoni su cui avevamo iniziato a lavorare ed essendo, al tempo, un duo formato da due chitarre e due voci, quella di essere una band acustica è stata una scelta ovvia e felice. Abbiamo dovuto lavorare molto in studio sugli arrangiamenti delle chitarre e le armonizzazioni delle voci. Per quanto riguarda il futuro siamo già al lavoro su un repertorio con sezione ritmica e abbiamo poi senz’altro intenzione di dire la nostra anche in elettrico

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