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Intervista a Roberto Rinaldini

Se Napoleone Bonaparte avesse avuto un Curriculum Vitae, sono certa che sarebbe stato molto simile al tuo. L’elenco delle tue “conquiste” è davvero notevole: tre volte campione del mondo, oltre 25 premi Internazionali, fino al Titolo di “Miglior Pasticcere d’Italia”.  Autoproclamandosi Imperatore dei Francesi, Napoleone avrà raggiunto un discreto livello di godimento.

Nel tuo caso, qual è stato il riconoscimento che più ti ha soddisfatto?

Mi definirei un insoddisfatto per natura. Ancora oggi, giorno dopo giorno, cerco di migliorarmi. Vincere le competizioni internazionali è stato certamente importantissimo, ma la massima soddisfazione la provo quando sono in uno dei miei locali, quando i clienti di tutti i giorni si complimentano per i prodotti e per il servizio dei mei collaboratori. Ecco, in quel momento comprendo appieno la forza della squadra e del gruppo di lavoro. DSC_6303

  • In un mondo immaginario Lisa Gherardini in arte Monnalisa, la sognante Venere di Botticelli (primo Topless della storia) e la seducente Giuditta di Klimt sono sedute allo stesso tavolo. Hanno sentito parlare di te e non vedono l’ora di affidarti le loro papille gustative.

Consultandoti con il tuo sesto senso, quali dolci sceglieresti per ciascuna delle tre?

Sarebbe davvero una bellissima immagine da materializzare. Per questo trovo che un dolce sarebbe troppo poco per la Venere di Botticelli a cui dedicherei un vero e proprio buffet di delizie alla panna e frutti rossi; alla Monnalisa un biscotto croccante come magari il Cantuccio accompagnato da un bicchiere di Vin Santo, e per la Giuditta un dessert di cioccolato e frutta della passione con perle croccanti al cioccolato.

  • Facciamo finta che l’astrologia faccia parte delle materie scolastiche obbligatorie fino alla quinta elementare. La tua carta d’identità cita 12 Maggio 1977, quindi il tuo segno zodiacale è  il Toro. Il segno del Toro è regolato dal pianeta Venere una giovane davvero adorabile che non si è mai negata niente. Dea dell’amore, della bellezza e del piacere, i taurini hanno ereditato da lei quasi tutto quello che ha tramandato.

Come si collocano questi tre concetti all’interno della tua pasticceria?

Questi tre concetti rappresentano in pieno lo stile della mia pasticceria.

L’ Amore, che si manifesta in ogni dolce attraverso un’energia magica capace di alimentarsi giorno dopo giorno.

La Bellezza è la parte fondamentale di quest’arte che deve saper essere affascinante, emotiva e travolgente. Sono queste le sensazioni che ciascun dolce “deve” essere in grado di suscitare.

Il Piacere è l’atto finale. È soddisfare i 5 sensi. È la chiusura del cerchio. È raggiungere il culmine della climax.

VenereNera

La Venere Nera

  • Un momento della tua vita in cui ti saresti voluto chiudere in una casetta di marzapane, ed aspettare, lì, la quiete dopo la tempesta. Chi o cosa, ha bussato alla tua porta per farti uscire?

La mia porta è sempre aperta. Non ho mai avuto la necessità di chiudermi ed aspettare la quiete dopo la tempesta, “chi non ama la burrasca, difficilmente potrà inoltrarsi nel mare della vita”.

  • Sei l’ideatore di “The Pastry Queen”, primo campionato mondiale di pasticceria femminile.

In tutta sincerità, cosa ha un pasticcere donna che un uomo non ha, e viceversa?

Le donne hanno molti pregi: una maggiore sensibilità, una maggiore passione nella preparazione del dolce, attenzione e cura dei dettagli, maggior rigore e rispetto delle procedure.

Ci sono però anche alcuni difetti: la minore resistenza ad un lavoro che è molto fisico e la gestione della famiglia che, a volte, può diventare un limite nella prosecuzione della carriera.

L’uomo ha, dalla sua parte, il grande pregio di riuscire a gestire le pressioni e la fatica del lavoro. Ha nella maggior parte dei casi idee più creative anche se rischia di perdersi nelle procedure in quanto tende ad applicarsi poco nello studio. L’uomo vorrebbe da subito diventare “maestro”.

A livello caratteriale si trova in difficoltà nel rapporto con i superiori e nel rispetto delle regole in quanto, troppo spesso, si lascia andare alla permalosità.

Ma la mia è un’analisi molto generale in quanto ogni persona si comporta in base al proprio carattere.

  • Sei il creatore dei “MacaRAL”, macaron realizzati per interpretare la RAL, ovvero la cartella colori utilizzata da architetti e designer. Sono andata nel tuo punto vendita Milanese e li ho volutamente assaggiati tutti e 18 convinta di riuscire a “sgamare” un tuo passo falso.

Non ci sono riuscita.

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I famosi “MacaRAL”

Qual è stata la scintilla che ti ha portato a catalizzare questa idea?

Tutto nasce dalla diatriba legata al macaron e alla sua origine. Qualcuno dice che è francese, altri italiano. Così ho deciso di risolvere la situazione creando un nuovo brand che fosse solo di Rinaldini. Qualcosa di originale e di mio. E dopo un lungo pensare ecco l’idea: prendere la prima parte del nome macaron – MACA – e aggiungervi la parola RAL che rappresenta proprio i colori e la scala cromatica. Un binomio perfetto per un prodotto caratterizzato dai colori. A quel punto ho variato anche gli ingredienti. Dopo una lunga ricerca, ho privilegiato le materie prime italiane  e ho abbassato la percentuale di zucchero del 10% rispetto alle classiche ricette francesi.

  • Hai partecipato anche ad “Ururun”, Reality Show Giapponese di grande successo.

Si parla di ben 21 milioni di spettatori. Quali sono le assonanze e le dissonanze tra il mondo della pasticceria Occidentale e quello Orientale?

Il programma è stato un successo inaspettato, un vero e proprio reality in cui ero in compagnia di Shogo Karyazaky, un famoso artista di Ikebana rinomato in tutto il Giappone con il quale, per due settimane, ho condiviso esperienze straordinarie.

La pasticceria classica giapponese è estremamente diversa da quella italiana. Di base viene realizzata usando fagioli e legumi; assomiglia alla  pasta di mandorle ma molto meno dolce pur essendo decisamente curata ed elegante sotto il profilo estetico.

Negli ultimi 25 anni però qualcosa è cambiato. I giovani chef giapponesi si sono avvicinati moltissimo allo stile francese seguendo molti stage in Francia e portando i brand di quella nazione nelle maggiori città giapponesi. Questo ha prodotto una forte contaminazione che ha diversificato l’offerta fra una popolazione che ama molto i dolci e ne consuma quotidianamente. Ciò inevitabilmente ha portato a un grande aumento del fatturato nel settore dolciario giapponese.

E poi ti prego, levami una curiosità.

E’ risaputo che nella cultura Giapponese, è vietato “Dire di No”.

Come hai gestito questo “dogma linguistico”?

Semplicemente non ho mai detto no! Sono stati cortesi e cordiali. I giapponesi sono un popolo bellissimo, ricco di energia positiva e voglia di conoscere la nostra storia e cultura gastronomica.

  • La tua Pasticceria fa di tutto per essere mangiata.

Sei intollerante al Glutine? Rinaldini ha creato la prima linea di Alta Pasticceria senza Glutine. Lievito e derivati sono un problema? Rinaldini ti propone i Croissant senza lievito, così che tu possa mangiarne una dozzina e mezza. Neanche il Veganesimo ti ha fermato. Io sono un’onnivora convinta, e la tua Crema Vegana di Nocciola e Cacao è l’inquilina più quotata del terzo piano del mio frigorifero.

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Plum Cake ai frutti di bosco

In anteprima, senza che si sappia troppo in giro, svelami la tua prossima mossa.

Il mio sogno è creare una pasticceria gioiosa che possa essere il più possibile alla portata di tutti. Poi, esattamente come nell’alta moda, esiste la mia linea di pasticceria haute couture dove creo vere e proprie torte e linee dolciarie su misura per clienti più esigenti e capricciosi. Per questo sono stato definito dagli addetti ai lavori “Lo Stilista della Pasticceria Italiana” in quanto riesco a coniugare gusto, moda e il design più innovativo. Una cosa forte su cui sto lavorando è unire degustazione e arte, creando percorsi emotivi unici capaci di sollecitare (e solleticare) tutti i sensi in un crescendo di forti emozioni da condividere in due come in un atto sessuale…ma per ora di più non posso dire.

  • Nel film “Chocolat” Juliett Binoche ha sedotto un intero villaggio puritano con la sua cioccolata. Per favore, una volta per tutte Roberto, dicci la verità: è vero o no che il cioccolato, magari con una punta di peperoncino, è in grado di aumentare la libido di coppia?

In quel film il cioccolato era considerato una trasgressione e, come sempre capita, il proibito ci eccita. Penso che anche una semplice panna montata con una fragola può far aumentare la passione nella coppia; l’importante è che da entrambe le parti ci sia affinità e voglia di sperimentare, unitamente a una grande intesa.

Sicuramente ci possono essere cibi con proprietà erotizzanti maggiori rispetto ad altri, ma credo che si dovrebbe abusarne in modo “osceno” per vederne il risultato. Sono convinto che, per una notte di amore passionale, basti molto meno.

  • Dopo il successo del “Il Più Grande Pasticcere” e varie incursioni televisive di prestigio, possiamo dire che il pubblico ti adora. Forse perché, al contrario di tanti, hai scelto di mostrato il “mestiere” e non il “personaggio”.

Ci prometti che rimarrai così?

Ci proverò! So che do l’impressione di essere burbero ma in realtà sono un bonaccione che ama il proprio lavoro, e che lo prende con grande serietà. Mi hanno definito “cattivo” ma a volte si confonde la cattiveria con la serietà del ruolo.

  • Tre insegnamenti che Iginio Massari , Maestro dei Maestri Pasticceri Italiani, ti ha regalato.

Tre insegnamenti sono decisamente pochi. Iginio è un uomo unico, con caratteristiche di umanità e saggezza che ho riscontrato in pochissime altre persone. Conoscendolo, giorno dopo giorno, ho scoperto la sua grandezza.

I tre insegnamenti che mi ha passato?

L’umiltà. Lui è così… un professionista che non si sente mai arrivato e che può imparare da chiunque ogni giorno.

La serietà. Se Iginio promette stai sicuro che mantiene. Sa quello che dice, è incredibilmente pratico e pragmatico, ha un’ossessiva voglia di migliorarsi affrontando nuove sfide. Sa utilizzare le nuove tecnologie come risorse ma senza accettare compromessi che abbassino la qualità dei suoi straordinari prodotti.

Ma soprattutto – ed è la cosa che lo rende speciale fra tutti – insegna ogni giorno l’importanza di donarsi agli altri senza per questo aspettarsi nulla in cambio.

Ecco… saper donare è una dote che solo i grandi uomini hanno.

di Giulia Spila, all rights reserved

PIACERE, GUSTO E QUALCHE SEGRETO – THE FREAK INTERVISTA ROBERTO RINALDINI ultima modifica: 2016-07-05T16:00:20+00:00 da Giulia Spila
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A proposito dell'autore

Qualcuno la conosce come Giulia, ma se la incontrate per strada e lei non si gira provate a chiamarla Serafina. È una tipa “strana” quella lì, in bilico tra la realtà e l’iperuranio. Seduta su di un’altalena, percepisce il mondo addosso e lo racconta senza sosta, seguendo un metronomo emotivo che, a seconda della luna, batte da andante sostenuto ad allegro con brio. Un giorno, nelle sue orecchie, gli otoliti sono scoppiati e, con le vertigini, Giulia si è divertita tantissimo. Poi sono arrivati gli adulti ed il gioco è finito. Per farla dormire, portatela in barca, il beccheggio le regala sogni premonitori e se le va, al suo risveglio, ve li racconterà. Piange di rado, ma se lo fa, è perché ne vale la pena. Se vi capita di guardare un film Horror con lei, prestatele le vostre mani, perché per coprirsi gli occhi, le sue non le bastano. Vorrebbe combattere l’ignoranza nel mondo con mitragliatrici caricate a preposizioni articolate. Sogna di ricevere un bouquet di matite colorate ben temperate. La mattina, ama una tazza di caffè con due cucchiaini di silenzio. Ha paura dei vivi, mentre i morti le mancano un sacco. Astrologicamente è governata dalla Vergine, e come la terra, se vi prendete cura di lei, vi regalerà dei fiori bellissimi. Non chiudetela in schemi sociali e magari un giorno vi sposerà con i piedi nell’acqua, pettinata dal Maestrale e felice, finalmente, di avervi ritrovato.

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