ORGOGLIO E PREGIUDIZIO E CI SALVI CHI PUÒ

di Redazione The Freak

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO E CI SALVI CHI PUÒ

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ORGOGLIO E PREGIUDIZIO E CI SALVI CHI PUÒ

di Redazione The Freak
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Al mondo esistono vari tipi di sofferenza (a volte auto inflitta): le malattie, la povertà, la solitudine, il barattolo di Nutella vuoto…andare al cinema a vedere Orgoglio e Pregiudizio e Zombie, film del 2016 scritto e diretto da Burr Steers, che io ammiro per il coraggio di averci messo la faccia.

In quanto massima veneratrice del romanzo di Jane Austen, vedrei qualsiasi cosa legata a lei o alle sue opere: Jane Austen va in bagno (remake di Babe va in città), Via col Darcy, Dirty Darcying, ecc. Così sono caduta nella loro trappola. A fine film, in una sala stracolma (dieci persone, di cui la metà erano ragazzi ricattati affettuosamente dalle fidanzate), l’unico remake che mi veniva in mente era quello de “Il silenzio degli innocenti”.

Ho cercato disperatamente su Google Maps le ore perse a vedere il film sperando di ritrovarle e su Ebay un po’ di voglia di vivere (anche usata), invano.

Il film è stato tratto da un romanzo, Orgoglio e Pregiudizio e Zombie, di  Seth Grahame-Smith, scritto probabilmente sotto effetto di funghi allucinogeni. E io che pensavo che la sorte peggiore fosse capitata ai libri di Barbara D’Urso…La vita è piena di sorprese.

Ma cominciamo dal principio. Una misteriosa epidemia si è abbattuta sull’Inghilterra dell’Ottocento e il paese è invaso dai non morti. Elizabeth Bennet e le sorelle sono maestre nelle arti marziali, dopo anni di esperienza in Cina (tanto è vero che nel film ad un certo punto, così, giusto per aumentare la consapevolezza di aver sprecato i soldi del biglietto, Elizabeth comincia a parlare in cinese) e sono pronte a tutto per difendere la famiglia da questa terribile minaccia (e chi ha difeso noi dal film?!). Chi ha letto il romanzo originale della cara zia Jane, conosce bene la storia. Bene, questo film parla di tutt’altro, cioè “Mille modi per rovinare una delle più belle storie d’amore di sempre”. E’ un frullato di: zombie spaventosi quanto i puffi, frasi tratte dal romanzo pronunciate a caso durante inutili duelli tra sorelle, personaggi caratterizzati dallo stesso carisma di una zucchina, una trama più inesistente di Babbo Natale.

Ritorniamo alla “trama”. Mentre Elizabeth e le sorelle si dilettano nelle arti marziali, la madre, la signora Bennet, ha come unico scopo nella vita far maritare le figliole, possibilmente con uomini ricchi, belli, gentili, generosi, intelligenti, simpatici, di buona famiglia. Insomma, una donna di poche pretese. Quando la vicina Netherfield Park viene acquistata dal giovane facoltoso signor Bingley, mamma Bennet fa di tutto per fargli incontrare le figlie ad un ballo. Durante il ballo, tra un’uccisione di zombie e l’altra, le giovani sorelle incontrano finalmente il signor Bingley, che si innamora a prima svista della maggiore delle sorelle Bennet, Jane, mentre Elizabeth viene segretamente rifiutata dall’amico di Bingley, Darcy, in quanto “Passabile, ma non abbastanza bella da tentarlo”. Sei bello tu, poi, voglio dire.

Poco tempo dopo, Bingley e Darcy lasciano Netherfield per tornare a Londra ed unirsi all’esercito che sta combattendo gli zombie. Elizabeth, intanto, fa una nuova conoscenza: il soldato George Wickham, che le racconta tutta la sua storia, anche se né lei né noi spettatori gliel’abbiamo chiesto. Comunque, le racconta di essere stato un grande amico di Darcy e di come l’amicizia sia finita perché Darcy si è rivelato un essere spregevole, meschino, e tirchio. Elizabeth, da brava donna cervellomunita, ci casca completamente, e inizia ad odiare Darcy. La storia continua (purtroppo) e assistiamo all’entrata in scena di vari personaggi, tra cui il signor Qualcunomidiaunpaiodisopracciglia Collins, che erediterà la casa delle sorelle Bennet e cerca di sposare una di loro (ma viene, giustamente, friendzonato), zombie inutili, lady Catherine de Bourgh, interpretata da una Lena Headey (Cersei Lannister) che chissà di quale ricatto è stata vittima per unirsi al cast, altri zombie inutili, e probabilmente altri personaggi che ho volontariamente rimosso per oltraggio alla decenza.

Gli indimenticabili personaggi che caratterizzano il romanzo, qui sono fin troppo facilmente dimenticabili. Elizabeth è mono espressiva ed indossa continuamente abiti che esaltano i seni che godono di vita propria. Darcy è “diversamente bello” e interessante quanto un documentario sulla vita sessuale delle tartarughe. Bingley è mascolino quanto Alfonso Signorini. Jane è più mascolina di Bingley.

Non è un film horror (fa più paura “qual’è”), non è un film comico. Sa soltanto quello che non è. Qualcosa che non vale la pena vedere.

Zia Jane, perdona loro, perché non sanno quello che fanno.

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