OPERAZIONE U.N.C.L.E. Per la serie “grandi classici del cinema”: la combo CIA vs. KGB e i due belloni

di Chiara De Dominicis

OPERAZIONE U.N.C.L.E. Per la serie “grandi classici del cinema”: la combo CIA vs. KGB e i due belloni

di Chiara De Dominicis

OPERAZIONE U.N.C.L.E. Per la serie “grandi classici del cinema”: la combo CIA vs. KGB e i due belloni

di Chiara De Dominicis
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Se dico Guy Ritchie, probabilmente la prima cosa che vi viene in mente è “Madonna”. La sua carriera nel mondo del cinema è forse sempre passata in secondo piano dato il peso dell’anello che ha portato al dito fino al 2008.

Ebbene, dopo l’addio alla moglie popstar e il quasi contemporaneo successo di Sherlock Holmes, l’ex Mr. Ciccone è appena tornato nelle sale cinematografiche con Operazione U.N.C.L.E., film tratto dall’omonima serie TV degli anni 60, firmandone anche la sceneggiatura assieme a Lione Wigram, suo collaboratore anche nei due Sherlock.

Per la magna gioia del pubblico femminile, i protagonisti sono Henry Cavill, già visto in The Tudors, e Armie Hammer, consacrato grazie a The Social Network, i quali interpretano, rispettivamente, Napoleon Solo e Ilya Kuryakin. Il primo è un ex ladro di opere d’arte al servizio della CIA mentre il secondo è un agente speciale russo devoto al KGB.

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In seguito ad un rocambolesco inseguimento dei più degni del genere, i due si trovano a dover mettere da parte la reciproca ostilità dovuta dalle rispettive patrie per risolvere un caso d’importanza mondiale: evitare che dei ricchi e pericolosi italiani riescano a mettere a punto un ordigno in grado di sconvolgere l’equilibrio geopolitico mondiale. Coinvolto nel progetto nucleare anche un famoso scienziato scomparso, padre di una giovane donzella che fa la meccanica nella Germania dell’Est. La ragazza in questione è interpretata da Alicia Vikander, attrice svedese che in soli tre anni ha conquistato Hollywood e ora in scena alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia in The Danish Girl, insieme ad Eddie Redmayne.

E insomma, fin qui niente di nuovo: Guerra Fredda, dai discorsi di Kennedy in TV alla fuga da Berlino Est, ragazza in pericolo, agenti dai muscoli scolpiti. La nota in più rispetto al classico film d’azione può essere, a mio parere, la serie di gag che potremmo definire surreali, demenziali e tragicomiche nelle quali incappano i due protagonisti: in un clima in cui entrambe cercano di dar prova della propria superiorità, sia rispetto al proprio modo di lavorare, sia rispetto al provare sentimenti, lo spettatore si ritrova accompagnato da struggenti canzoni d’amore italiane degli anni sessanta.

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I personaggi e le ambientazioni, in primis l’Hotel Plaza di Roma, sono volutamente e fieramente artificiali, ricostruiti, esagerati e stereotipati. L’Italia è barocca e Piazza di Spagna, stando ai racconti dell’agente Kuryakin, passa per essere opera di un russo semisconosciuto. Il film stesso è anche un omaggio ai vestiti che andavano di moda negli anni ’60 ed è piuttosto ironica perfino la scena in cui la bella meccanica tedesca diventa ennesima fonte di discordia tra i due agenti nel momento in cui si tratta di sceglierle il guardaroba per la missione. Lo stile è molto vintage, ma mantiene il ritmo e l’azione dei prodotti cinematografici moderni.

Napoleon e Iliya partono quindi alla volta di Roma assieme alla giovane Gaby Teller, la figlia dello scienziato, fingendosi uno studioso di arte greco-romana il primo, e una coppia di fidanzatini gli altri due. Nella capitale li aspettano lo zio di lei e l’affascinante, ma temibile, Victoria Vinciguerra, interpretata dalla venticinquenne Elizabeth Debicki, l’ennesima star della quale sono rimasta sconvolta nell’apprendere l’anno di nascita (1990, ndr).

Tra le difficoltà, le scene di azione che mi piace definire “americanate”, la comparsa del vecchio Hugh Grant e la voce russa di Armie Hammer, il cui doppiaggio fa sor-ridere, anche tenendo conto del fatto che a guardarlo il ragazzo ha stampata in fronte la dicitura “I’m from L.A.”, si tratta tutto sommato di un film piacevole per chi ha voglia di tornare nelle sale dopo l’estate. Tra l’altro il bel californiano dice di aver imparato l’accento russo facendo ricorso a dei laboratori fai-da-te su YouTube, affermando di aver trovato non soltanto la grammatica classica o la pronuncia ideale, ma perfino dei tutorial per imitare un russo che parla inglese.

Operazione U.N.C.LE. è il primo a voler ridere di sé stesso; se anche voi avete voglia di farvi una risata, di far godere l’occhio e di ricordarvi ancora una volta quanto è bella Roma, go for it!

A cura di Chiara De Dominicis.

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