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Se vi interessa un cinema che descrive il nostro periodo storico, manipolandoci come i migliori prodotti audiovisivi devono saper fare, Oltre la notte vi conquisterà, governando la vostra mente, anche dopo la visione, tramite le inquadrature dell’opera di Fatih Akin. Cineasta tedesco molto interessante, Akin realizza il suo primo thriller, ispirandosi all’attentato terroristico avvenuto nel 2004 a Colonia ad opera dei noenazisti. Cineasta e sceneggiatore, racconta il superamento del lutto di una madre che ha perso molto, forse fin troppo; Diane Kruger, protagonista del lungometraggio, assume sul suo corpo l’intero lungometraggio, vincendo al Festival di Cannes come miglior attrice nel concorso ufficiale. Golden Globe al miglior film straniero, Oltre la notte vi porterà in una Europa infatuata dagli estremismi, i quali causeranno gli attentati terroristici presenti o citati nella pellicola. 

Amburgo. Katja vive con suo figlio e suo marito, ex spacciatore di droga leggera reinseritosi nella società, lasciatosi alle spalle la vita criminale. I video amatoriali, ci coinvolgono nella vita privata Katja facendoci scorgere una famiglia serena. Il nucleo si frantuma, un’esplosione colpisce e uccide sia il marito sia il figlio della nostra protagonista. Nell’affrontare la perdita, Katja sarà dominata pian piano dallo spirito di vendetta, il quale sembra implacabile e decisivo per lei, una donna dalla tempra forte che subirà un’interessante evoluzione.

                  Famiglia                                   Giustizia                                     Mare

Sono questi i tre atti di cui si compone il film, ripercorrendo linearmente le vicende del lutto, in cui ogni capitolo sarà affrontato con una mano registica diversa, dimostrando ancora una volta la bravura del cineasta tedesco. La famiglia diventa motivo di distruzione e rinascita, nelle quali Katja sarà più volte messa alla prova, costretta ad avere dubbi su suo marito e la loro relazione, nella quale potrebbe insidiarsi un dettaglio compromettente. La pioggia battente amplifica il velo di tristezza nel primo atto, nel quale dubbi e insinuazioni confonderanno i personaggi, distratti dai loro futili pregiudizi; questi ultimi sono devastanti e sembrano far cambiare idea sul proprio passato.

Con il secondo atto, la pellicola ci trasporta in un dramma processuale dominato dal bianco, dove il tribunale è rappresentato da una freddezza disarmante. Il percorso centrale dell’opera, continua a far combattere Katja contro le ingiustizie, rappresentate in quell’aula dove la rabbia esploderà e non potrà placarsi fin quando giustizia, secondo atto appunto, non sarà compiuta.

La conclusione è il mare, un ricordo felice al quale Katja si aggrappa disperatamente, rendendosi conto di non poter vivere senza la pace che gli restituisce quel luogo, quell’istante in cui tutto era perfetto; difatti il mare arriverà ma spetterà a voi vedere come sarà raffigurato. Un effetto visivo malfatto ci sveglia dal lungo processo mentale nel quale eravamo immersi, ma è pur sempre cinema con la C.

di Gianluca D’Alessandro, all rights reserved

Oltre la notte ultima modifica: 2018-07-16T06:27:55+00:00 da Redazione

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