Neverland: il disco che non c’era

di Ilaria Rampino

Neverland: il disco che non c’era

di Ilaria Rampino
Neverland: il disco che non c'era

Neverland: il disco che non c’era

di Ilaria Rampino
8 minuti di lettura

Neverland prende idea dall’isola che non c’è, un posto che non esiste. Il fatto di sperimentare cose nuove sia per me sia per lui era un territorio sconosciuto. Abbiamo preso coscienza delle cose mentre le facevano”.

È così che Corrado Grilli, in arte Mecna, spiega il titolo del suo ultimo lavoro in collaborazione con Sick Luke, uscito lo scorso 11 ottobre. Non poteva trovare titolo migliore per descrivere una collaborazione tanto idealmente improbabile quanto poi effettivamente riuscita, perchè dai, se un anno fa mi avessero parlato di quest’album realizzato insieme, avrei pensato fosse uno scherzo. Come si poteva pensare che “l’intimismo” di Mecna potesse trovare un punto d’incontro con l’esuberanza di un DJ da sempre dedito alla trap come Sick Luke? Dopo l’uscita del singolo Akureyiri questa domanda ha trovato risposta e ha dato spunto, prima all’uscita di Pazzo di te, e dopo alla realizzazione di un vero e proprio album insieme. Una scelta sicuramente ragionata, così come ha detto lo stesso Sick Luke: “Io avevo voglia di sperimentare e Mecna sta perfetto per i miei beat. Infatti quando abbiamo fatto Akureyri mi sono fomentato. Ho trovato qualcosa che mi mancava”.

Neverland è un prodotto innovativo, volto a sperimentare generi, mondi e visioni diverse di fare musica, ma che uniti hanno dato luogo ad un disco coeso, che dimostra come l’essere usciti fuori dalla propria comfort zone, per quanto sia stato rischioso, alla fine ha premiato entrambi: possiamo dire piuttosto tranquillamente che Neverland è finora una delle migliori produzioni di questo 2019.
Poche ma buone sono le collaborazioni (solo tre su dieci). Tra le più probabili il rapper napoletano Luchè – ormai onnipresente nei featuring della scena rap italiana – Coco, anche lui napoletano e già compagno di collaborazioni con Mecna nel brano “Tu ed Io”, presente nel suo precedente album Blue Karaoke, e Tedua. Inaspettata quanto interessante quella con gli PSICOLOGI. A queste si aggiungono Marina, Voodoo kid, Ainè e Generic Animal.

Fuori dalla città“: Il brano di apertura è da brividi, si percepiscono chiaramente i tratti distintivi del Corrado di Laska: intimo, poetico e maledettamente vero. Balza subito agli occhi il riferimento a 31/09: “Parlando sempre di com’è e di come sarebbe/ho dimenticato quando finisce settembre/ti ho regalato le rose come un diciottenne/che non ho avuto la testa di organizzare niente”. È un brano perfetto da mettere in tutte le proprie playlist e da ascoltare a palla in una giornata qualsiasi d’inverno. Personalmente, il mio preferito dell’album.

Neverland (feat Marina, PSICOLOGI, Voodoo Kid e Ainè)”: È la title track del disco, nonché il pezzo più alternativo e futuristico: fresco, un beat decisamente innovativo nonché una sicura hit, in cui si innestano collaborazioni che allargano la vena riflessiva di Mecna, su tutti spicca senza dubbio Drast degli PSICOLOGI (altra grande sorpresa di questo 2019), con due splendide strofe, che si concludono con un devastante: “e nei messaggi che non ti ho mandato ritrovo me stesso“. Chapeau.

Si baciano tutti (feat CoCo)“: I più attenti ricorderanno che una strofa di questo brano era stata anticipata da Mecna stesso lo scorso San Valentino. Ebbene, “Si baciano tutti” è un traccia che si allontana, ma non troppo, dal mondo attuale del Mecna attuale, avvicinandosi piuttosto a quello di Disco Inverno, anche e soprattutto rispetto a quello che dice. È una palese critica all’amore 2.0 che caratterizza la seconda metà degli anni ‘10, a quelle coppie che vivono un amore più virtuale che reale (“Si baciano tutti in queste ore, mille like e poi si mandano affanculo nelle storie/ a te che non ti è mai fregato nulla di ‘ste cose/ quando hai il cellulare in mano è per mandarmi qualche cuore”): per Corrado l’amore va vissuto in privato. Azzeccata la collaborazione con Coco, che si inserisce perfettamente nel ritornello.

Se apro gli occhi“: È uno dei brani che a primo ascolto attecchisce meno, ma lo si apprezza facilmente riascoltandolo, riconoscendo il classico Mecna che racconta i propri ricordi di un amore finito male in due strofe brevi e dirette. Suono ripetitivo, ma efficace. Funziona.

Akureyri“: Akureyri ha sancito l’unione tra Mecna e Luke. Il titolo richiama una località fredda nell’Islanda settentrionale che ben si accosta alla malinconia che contraddistingue il rapper pugliese. Malinconia: è proprio questa la parola chiave del pezzo e non solo, stato d’animo che da sempre lo accompagna, tanto che ormai si è abituato a conviverci anche con un certo successo: “Ho trovato il lato felice dentro la malinconia che tutti spaventa a me ere a punto da prova con ogni mezzo a scacciar via”. Corrado qui riassume l’essenza della sua musica. Ha imparato ad accettare il suo lato debole, ritrovando in questo la sua felicità. Tutti provano a scappare dalla sofferenza con qualsiasi distrazione non capendo che così facendo si allontana il problema, ma non si risolve.

Perdo la testa“: Uno tra i brani più distinti e distanti dal Mecna malinconico di cui sopra, come lui stesso ha dichiarato in un intervista a Rolling Stone: “Si, diciamo che in quest’ultimo periodo ho cercato di lasciare un po’ da parte quell’aspetto. Con Sick Luke accanto era facile abbracciare un mood più giocoso e leggero”. Perdo la testa è un brano un po’ anonimo. Apprezzabile però la sonorità che è riuscito ad imprimere il producer romano.

Non dormo mai” (feat Luchè, Tedua e Generic Animal): “Rap poetico e romantico”. Luchè e Tedua accompagnano perfettamente Mecna, seppur in modo diverso. Mentre Luchè si fa quasi cullare dal beat di Sick Luke, Tedua entra a gamba tesa nel brano inserendosi perfettamente con la metrica impeccabile e martellante che da sempre lo contraddistingue. Generic Animal ha invece un ruolo pressoché marginale.

Canzone in lacrime“: È la canzone che tutti si aspettavano. Come dichiarato recentemente dal rapper foggiano in un’intervista: “È una cosa che la gente mi dice spesso, non vedo l’ora di ascoltare i tuoi pezzi per piangere. Da un lato fa strano, ma ora che mi ci sono abituato capisco cosa intendono. Io per primo, quando ascolto l’album di Franck Ocean, aspetto con ansia quelle due o tre canzoni intense e piene di pathos. È il motivo per cui mi sono affezionato a lui, e i pezzi tristi sono il motivo per cui molti si sono affezionati a me. Quindi, se volete piangere, vi faccio piangere!”. Canzone in lacrime, oltre ad essere un chiaro tributo a Song Cry di Jay-Z, è l’essenza stessa di Mecna, la canzone ideale da far ascoltare ai vostri amici quando vi chiedono chi sarà mai sto cantante che vi cagate solo voi.

Pazzo di te“: È il secondo singolo che ha anticipato l’uscita dell’album dopo Akureyri. Pezzo fresco, ritmato e semplice. Forse un po’ troppo semplice. Insomma, un brano più da Sick Luke che da Mecna.

🙁“: Emoji triste è la perfetta conclusione del viaggio per Neverland. Nonostante il titolo, è un brano che lascia feels positivi, anche grazie ad un beat molto fresco su cui Corrado dipinge magistralmente con l’autotune, come solo lui sa fare. Pezzo che si chiude in modo inaspettato con una serie di messaggi vocali di Luke nelle vesti di motivatore, probabilmente mandati nel periodo in cui stavano registrando il disco nello studio romano del producer della DPG.

Neverland non ha un genere preciso, non è rap, non è trap, ma è un isola che non c’è o meglio non c’era, in cui la poesia di Mecna si fonde con un’inaspettata impronta elettro-pop data da Sick Luke, che ha dimostrato a tutti di sapere essere un produttore versatile e non ancorato al genere che lo ha reso famoso. Neverland crea un mondo parallelo, estremamente ricco e complesso, unico del suo “nuovo” genere, è l’inizio di un viaggio che sicuramente vale la pena intraprendere.

di Ilaria Rampino, all rights reserved

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