Michetti: “Io ho le competenze. Gli altri…”

Michetti: "Io ho le competenze
giuste. Gli altri..."

Intervista al candidato del centrodestra per le elezioni comunali a Roma
"I confronti? Con la gente per strada, non in tv"

di Flaminia Camilletti

Michetti: “Io ho le competenze. Gli altri…”

Michetti: "Io ho le competenze
giuste. Gli altri..."

Michetti: "Io ho le competenze
giuste. Gli altri..."

di Flaminia Camilletti
Michetti

Michetti: “Io ho le competenze. Gli altri…”

Michetti: "Io ho le competenze
giuste. Gli altri..."

Intervista al candidato del centrodestra per le elezioni comunali a Roma
"I confronti? Con la gente per strada, non in tv"

di Flaminia Camilletti
4 minuti di lettura

“Il no alle Olimpiadi fu follia. Ora non dobbiamo farci sfuggire Expo 2030”. Enrico Michetti è il candidato del centrodestra per le elezioni comunali a Roma di domenica e lunedì prossimo. Pragmatico, ai salotti preferisce le strade. Nato nel 1966, di mestiere fa l’avvocato ed è esperto di diritto amministrativo e burocrazia. Voce di Radio Radio, stazione indipendente molto conosciuta e ascoltata all’interno del Raccordo Anulare. La campagna elettorale è iniziata con un ironicissimo “Michetti chi?” eppure il candidato di Giorgia Meloni da outsider rischia di diventare il prossimo sindaco di Roma.

Dicono tutti che fare il sindaco della Capitale sia un’impresa impossibile. E allora mi perdonami per la franchezza, la prima domanda non può che essere questa: ma chi glielo fa fare?

“Vede, credo che il male di Roma fino ad oggi sia stato proprio questo. Pensare che governare la Capitale sia un’impresa impossibile. Non è così, per amministrare la Capitale servono le competenze giuste. Io ho scelto di candidarmi per l’amore infinito che provo per questa città e per la voglia di farla tornare ad essere grande”.

I cittadini romani appaiono rassegnati. E allora come si relazionerà con la loro rassegnazione?

“Dando il massimo impegno. Ventiquattro ore su ventiquattro. Sette giorni su sette. C’è tantissimo da fare, perché veniamo da anni di non amministrazione. Ma con la squadra di primissimo livello e sapendo dove intervenire tutto sarà meno complicato”.

Ma Roma è davvero così ingovernabile?

“Come dicevo prima, dire che Roma è ingovernabile è stato un alibi per molti sindaci. Roma è governabile, ma in questi anni non è stata governata”.

Ha pensato agli assessori in caso di vittoria? Può farci qualche nome?

“Fare i nomi non mi sembra corretto per ora. Posso dirle che Vittorio Sgarbi sarà assessore alla cultura e poi c’è il prosindaco Simonetta Matone che avrà delle deleghe mirate alle politiche di donne e minori”.

La Capitale rinunciò alle Olimpiadi. Fu una scelta azzeccata? E ora può puntare a ospitare grandi eventi?

“Il no alle Olimpiadi fu una follia. Proprio in queste ore il premier Draghi ha dato il via libera alla candidatura di Roma per l’Expo 2030, un’occasione che non dobbiamo assolutamente farci sfuggire”.

Se lo è, in cosa Roma è indietro rispetto a Milano? È un gap colmabile?

“Se si cambia mentalità sì. A Milano c’è collaborazione istituzionale e tutto funziona meglio. Qui si fanno dei giochetti strani. Guardi cosa succede con i rifiuti. Regione e Comune tirano in due direzioni opposte e i cassonetti scoppiano. Così non si può più andare avanti se si vuole cambiare passo”.

Da varie fazioni politiche ma anche da diversi livelli dell’amministrazione si è spesso spinto a favore dell’attribuzione a Roma di “super competenze” per gestire rifiuti, trasporti, acqua e infrastrutture. Dunque davvero la soluzione è solo normativa? Basta questo per cambiare questa città?

“Le competenze normative sono fondamentali, ma da sole non bastano. È necessario rivedere i 174 regolamenti di Roma che spesso sono vetusti e portano i funzionari in errore. Il mio compito sarà quello di ‘disboscare’ queste norme e rendere snelle e funzionali per far volare Roma”.

“Time out”, la nota rivista newyorkese specializzata in viaggi, ha intervistato oltre 25 mila turisti in tutto il mondo. Il sondaggio appare eloquente: Roma è la Capitale più sporca al mondo. Cosa farà per invertire la rotta?

“Serve rimboccarsi le maniche e lavorare. Seriamente. Oggi Roma non è amministrata e senza timone si va alla deriva. Le elezioni del sindaco possono essere e devono essere l’occasione per far tornare Roma da città a Capitale. Se riparte Roma riparte l’Italia”.

Ha detto che la prima opzione è quella di non privatizzare Atac, la municipalizzata dei trasporti. Prenderebbe in considerazione l’idea di far intervenire investitori privati nelle società in house se la politica le desse l’opportunità?

“Credo che le privatizzazioni, specialmente quelle che abbiamo visto fino ad oggi, non siano la strada migliore. Per questo ho fermamente ribadito che Ama e Atac resteranno pubbliche. Non voglio che i nostri gioielli facciano la fine di Alitalia”.

Cosa risponde a chi la accusa di scappare dai confronti?

“Io i confronti li faccio tutti i giorni in strada, tra la gente. Credo che per un sindaco sia più utile ascoltare i problemi dei romani che star seduti in un salotto a rispondere, quando va bene, a insulti e provocazioni”.

Perché Michetti sarà meglio dei sindaci passati? Qual è la sua carta vincente?

“In tutta la mia carriera professionale ho aiutato i sindaci di tutta Italia a sbrogliare le matasse e a risolvere delibere complesse e iter burocratici. Ora è arrivato il momento di mettere questa esperienza a servizio della città che più amo”.

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