Michelangelo ed i segreti della Cappella Sistina

di Alessandra Carrillo

Michelangelo ed i segreti della Cappella Sistina

di Alessandra Carrillo

Michelangelo ed i segreti della Cappella Sistina

di Alessandra Carrillo
4 minuti di lettura

Uno spettacolo immersivo all’Auditorium della Conciliazione e la sua storia al cinema

E’ tempo di tornare alla scoperta dei segreti del nostro passato, dell’arte che più ci rappresenta nel mondo e di ritrovare uno dei protagonisti del periodo culturale più florido in Italia: Michelangelo.

Un confluire di interessi hanno portato allo spettacolo ideato da Marco Balich con la consulenza scientifica dei Musei Vaticani e realizzato da Artainment Worldwide Shows ed allo stesso tempo al docufilm prodotto da SKY con Magnitudo Film, che fa seguito a quel filone che racconta al pubblico i grandi artisti del passato italiano, dopo Raffaello e Caravaggio.

 

Con una prima a Marzo scorso e 300 repliche in 8 mesi con 195.000 spettatori, lo spettacolo immersivo sulla Cappella Sistina, in scena a Roma all’Auditorium della Conciliazione, diventa il primo show permanente in Italia, con una serata di gala celebrativa che ha avuto luogo martedì scorso proprio in Auditorium.

Come a Londra si va a vedere “The Phantom of the Opera” anche magari senza capire molto d’inglese perché è comunque considerato un must delle visite nella capitale britannica, così ci si augura che Giudizio Universale: Michelangelo and the secrets of the Sistine Chapel lo diventi per i turisti a Roma: un passaggio obbligato prima o dopo aver visitato la Cappella Sistina per scoprirne i segreti attraverso proiezioni, tecnologie avanzate, musica e performance teatrale.

Lo spettacolo è una vera e propria esperienza multisensoriale, con stimoli alla percezione umana non tradizionali. Sorprende, ad esempio, il parallelepipedo al centro della scena: non si riesce a capire se fatto di marmo, di carta o se è solo una proiezione. Il dubbio della mente continua per un po’ mentre appaiono corpi che si muovono sinuosi. Tra piani di proiezioni diversi, proiezioni rotanti, angolate e precise è quasi difficile percepire dove inizia la realtà: è una vera e propria immersione esperienziale, di colori, suoni, odori, tra giorno e notte, mare e terra.

Si vedono le croste nei dipinti, si respira la santità dell’incenso, in questo tributo all’assoluto fatto di proiezioni su più livelli che abbracciano l’Auditorium: le voci di Piefrancesco Favino (in italiano ed inglese), Susan Sarandon (la voce della Bibbia nella versione inglese), le musiche di Sting, accompagnate da brani classici come il Requiem di Mozart, fanno da cornice ad uno show di un valore commerciale altissimo. L’attenzione è verso i turisti ed è infatti disponibile con gli auricolari anche in altre 7 lingue (francese, spagnolo, portoghese, tedesco, cinese, giapponese e russo), ma l’apertura ad eventi corporate ed al progetto educativo che fino ad ora ha visto la partecipazione di quasi 20.000 studenti (285 scuole con 882 classi) apre a varie possibilità, interessanti forse da studiare come esempio di successo nel settore culturale.

Forse meglio vedere lo spettacolo prima della visita della Cappella Sistina, così si conosce la storia e si approfondisce nel dettaglio per poi poter ammirarla dal vivo. Ma anche per chi l’ha già vista, assistere allo spettacolo dopo permette un approfondimento dei particolari, un’attenzione alle storie dietro le figure magistralmente dipinte da Michelangelo. E non solo. Ai lati della Cappella Sistina si trovano 12 affreschi che narrano le storie (in parallelo) di Mosè e di Cristo, dell’Antico e del Nuovo Testamento, e sono del Perugino, di Botticelli, di Cosimo Rosselli, Biagio d’Antonio e del Ghirlandaio.

E per chi vuole approfondire la storia di Michelangelo ed i suoi colleghi artisti e della volta dipinta più bella del mondo, da non perdere al cinema il ritorno di Michelangelo Infinito, solo il 19 e 20 Novembre. Regia di Emanuele Imbucci con Enrico Lo Verso (Michelangelo) e Ivano Marescotti (Giorgio Vasari): un documentario artistico che ripercorre le tappe dell’uomo e dell’artista, raccontate attraverso lo stupore e la meraviglia di Giorgio Vasari, autore di “Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori”.

Di Michelangelo viene fuori quell’amore per il non finito, quel desiderio di dare forma a quel marmo che è già vivo e che scalpita, quel gusto tridimensionale nella pittura, quella drammaticità dei volti nelle sue sculture e dipinti: un riflesso nella pozzanghera definisce forse quel senso di insoddisfazione di uno degli artisti più geniali che la storia ci abbia regalato, che vedeva però in quella pietra riflessa già il dono che portava dentro.

Le musiche di Matteo Curallo accompagnano il susseguirsi di meravigliose immagini, l’approfondimento nell’opera artistica, quei dettagli usciti dallo scalpello che erano già dentro il marmo ed i tocchi di colore che portano in sé il vero: la riscoperta sul grande schermo di una mano così raffinata e così drammaticamente critica verso se stessa si racchiude nel titolo, in quell’infinito oltre il limite.

E così, passando dall’Auditorium della Conciliazione al cinema nei prossimi giorni, ci si può immergere completamente nell’arte infinita di questo straordinario artista: Michelangelo.

 

 

Foto di Manuela Giusto e di Clay Paki       

 

   di Alessandra Carrillo, all rights reserved

 

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati