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A cura di Giulia Zaccardelli

Si è concluso anche quest’anno il Festival del Cinema di Roma, giunto alla sua VI edizione. Svoltosi come di consueto presso l’Auditorium Parco della Musica, l’evento si è protratto per undici giorni, dal 26 Ottobre al 5 Novembre, data in cui è stata effettuata la tanto attesa premiazione. Le condizioni atmosferiche non erano ideali per ospitare personalità illustri ed internazionali del calibro di Richard Gere e Penelope Cruz (due tra le star più attese), che hanno sfilato sul celebre tappeto rosso insieme ai loro colleghi italiani, ma l’organizzazione si è rivelata comunque all’altezza delle aspettative. Il Festival è stato, come sempre, un’occasione di incontro tra culture e confronto tra grandi registi ed attori, ma anche di celebrazione di grandi capolavori del passato che, nonostante il genio degli attuali direttori artistici, restano sempre classici intramontabili. Ardua la scelta dei vincitori, a detta del celebre ballerino italiano di danza classica Roberto Bolle, uno dei componenti della giuria composta inoltre da Susanne Bier, Carmen Chaplin, David Putnam, Pierre Thoretton, Debra Winger e presieduta dall’eccelso compositore Ennio Morricone- : i film italiani sono stati presi in considerazione e inclusi nella lista dei più belli ed interessanti, soprattutto quelli di Mezzaspesa, Avati, Cotroneo e Spada, ma la giuria è stata a dir poco incantata dalla pellicola dell’argentino Sebastian Borensztein, intitolata “Un Cuento Chino – Un Racconto Cinese” che tratta, in modo abbastanza surreale, il tema della rigidità mentale con cui l’uomo affronta la vita, per ottenere ed infine rifugiarsi nella solitudine. Interpretato da Ricardo Darin Muriel Santa Ana e Javier Pinto, il film si è aggiudicato anche il Premio BNL, conferitogli dal pubblico, che ha espresso il suo giudizio grazie ad un sistema elettronico al termine delle proiezioni. Il Gran Premio della Giuria è stato assegnato al film “Voyez Come Ils Dansent” diretto dal francese Claude Miller ed interpretato da Maya Sansa. Il Premio Speciale della Giuria Marc’Aurelio è stato conferito a “The Eye of the Storm”, dell’australiano Fred Schepisi. Il premio di Migliore Attrice è spettato alla svedese Noomi Rapace, nota al pubblico internazionale per la sua interpretazione nella saga “Millennium”, e che ha preso parte alla pellicola horror “Babycall”; il premio di Migliore Attore se l’è aggiudicato il francese Guillaume Canet, che ha avuto la parte principale nel film “Une Vie Milleure” dell’altrettanto francese regista Cedric Khan. Uno degli attori più noti ed attesi è stato Richard Gere, giunto sul Red Carpet accompagnato dalla moglie Carey Cowell. A lui è stato assegnato il Premio Marc’Aurelio alla Carriera che ha dedicato a tutti i professionisti che l’hanno accompagnato nel suo percorso cinematografico; il premio gli è stato consegnato direttamente da Debra Winger, sua partner nel film “Ufficiale e gentiluomo”. Tra i classici che sono stati proiettati citiamo i rifacimenti in HD dell’intramontabile cartone animato firmato Walt Disney “Il Re Leone”, di “Totò” e il capolavoro dell’americano Blake Edwards “Colazione da Tiffany”, per celebrare i suoi cinquant’anni dalla prima uscita e per commemorare la bellezza dell’intramontabile protagonista Audrey Hepburn, alla quale Roma ha anche dedicato una mostra. Il Festival si è concluso con uno spettacolo pirotecnico che ha mozzato il fiato al pubblico dell’Auditorium, che ammirava rapito il cielo della Capitale. Purtroppo, nonostante il lungo dibattito e anche le numerose critiche, al cinema italiano sono stati riservati solo tanti apprezzamenti e parole di elogio, ma il nostro Paese non si scoraggia, e attende a breve il verdetto impareggiabile delle sale. Foto di Giuseppe Ruggero SabellaAll rights reserved

Marc’Aurelio: La tradizione romana del cinema italiano ultima modifica: 2011-11-14T13:40:19+00:00 da Redazione

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