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Tira sempre il vento. Tira sempre il vento e penso che scenda dalle vicine vette laziali per scappare poi verso il litorale domizio.

Nella fuga, però, deve necessariamente soffiare anche tra i terreni e gli edifici di via provinciale 124 di Maiano di Sessa Aurunca, magari quando tramonta il sole e colora di rosso il bene confiscato Alberto Varone.maiano

Se avessi le doti per dipingere un quadro con elementi suggestivi tenterei di dargli queste sembianze; purtroppo la vita non mi ha donato le qualità del buon pittore e nemmeno del buon narratore, ma ciò nonostante, seppur l’impresa si presenti ardua, tenterò di rappresentare con le parole una tela che dovrebbe essere esposta nei più importanti musei del mondo, una tela che chiamerei “Al di là dei sogni”.

24 luglio 1991, la lunga via Appia e la luna alta nel cielo. Un improvviso stridio di gomme sull’asfalto ed il rumore sordo dei colpi di fucile. Alberto Varone muore qualche ora dopo sul letto d’ospedale, non se ne va prima di aver confidato alla moglie i nomi dei suoi assassini. Alberto era un piccolo imprenditore sessano che con la modesta attività impiantata nella storica cittadina di Sessa Aurunca non riusciva a mantenere la grande famiglia, una moglie e cinque figli. Ma chi conosce il sud ed i meridionali, al di là di ogni artifizio mediatico, sa che chi fatica lo fa per ‘o vero. Per Alberto era lo stesso: la mattina presto la Kaddett rossa partiva di buona lena per andare a ritirare i giornali che finivano tutte le mattine sui tavolini dei bar e barettini del casertano. Magari chissà, proprio quei giornali erano gli stessi che finivano in mano a qualche camorrista del clan Muzzoni, quel clan che, impersonificato nella persona di Mario Esposito, ha ordinato al comando di fuoco di interrompere la vita di Alberto, un piccolo commerciante di mobili che si alzava nel mezzo della notte, ogni notte, per regalare alla moglie e ai figli una vita e un futuro degno. Un’altra vita interrotta per un rifiuto di un pagamento, Alberto aveva la schiena dritta e chi se ne fotte de paga’. La vita dell’uomo interrotta e quelle della moglie e dei figli amputate per sempre. Mentre il figlio Giancarlo, con l’aiuto di qualche amico, continua nell’attività del padre la madre, dopo, forse, aver superato la paura, decide di confidare alla polizia i nomi degli assassini del marito.
E la fine sembra quella già scritta, ti poni come la soluzione ad un mistero che dovrebbero risolvere altri e all’improvviso diventi il problema: ancora di notte, una macchina scura, qualche documento di identità nuovo e via che l’intera famiglia parte per terre sconosciute e lontane.

19 marzo 1994, chiesa San Nicola di Bari, Casal di Principe.

<< È Lei Don Peppe? >>
<< Si sono io >>

Ancora il rumore sordo dei colpi di pistola, la sagrestia di una chiesa profanata dal sangue.
Nel giorno del suo onomastico Don Giuseppe Diana muore sotto il fuoco della camorra, nel giorno del suo onomastico Don Giuseppe Diana muore perché per amore del suo popolo non taceva.maiano

Dicembre 2008. Un branco di pazzi apre le porte del bene confiscato di via provinciale 124 a Maiano di Sessa Aurunca, di fronte terreni incolti a perdita d’occhio, erba alta e due edifici malconci. Nove anni dopo in via provinciale 124 apri il cancello, di fronte terreni coltivati a perdita d’occhio, sulla sinistra un edificio ben curato che ospita il primo Hub in Italia dove si studia l’impatto del riutilizzo sociale dei beni confiscati nella regione Campania, ancora più a sinistra un altro stabile con una bellissima cucina ed un ristorante sociale in costruzione. Sulla destra una grande palestra, dopo cinquanta metri un laboratorio di trasformazione per i prodotti coltivati in quei terreni. In questi nove anni non è passato nessun mago, la bacchetta magica è stata la fatica e la perseveranza dei ragazzi della Cooperativa Sociale Al di là dei Sogni. Le mani callose e le menti sognanti che hanno trasformato diciassette ettari di terreno collocati a pochi passi dal fiume che, a seconda dei punti di vista, unisce o divide il Lazio e la Campania, in un luogo dove grazie alle attività dell’agricoltura sociale i soggetti appartenenti alle cosiddette “fasce deboli” possono trovare la dignità di nuovi percorsi di vita. La sfida è chiara: promuovere, attraverso l’inserimento di persone che provengono da percorsi di svantaggio, una filiera produttiva ed etica che si basa su attività sociali e su quei luoghi che hanno rappresentato per anni violenza e sopraffazione ma che oggi sono simbolo di speranza e di riscatto.

I ragazzi della comunità al lavoro, Simmaco con la faccia stanca di fatica che mantiene insieme tutti i tasselli del puzzle, Ciro che immancabilmente arriva di fretta con la sua spaziosissima “600” rossa, Angela, Monica, Elena, Alessandro, Antida e Liliana che corrono su e giù per far funzionare tutto come un ingranaggio ben oliato, Paola che tra un po’ di filosofia e mille ordini da spedire fa funzionare un laboratorio di trasformazione, Carmela che con la pazienza e la precisione del chirurgo gestisce l’amministrazione, Davide che commercializza come se non ci fosse un domani, Raffaele, Simone e Roberto con i visi sporchi dal lavoro, le bellissime ed i bellissimi ragazzi del servizio civile che fanno della massima disponibilità la loro pratica quotidiana, quel sogno di Gaetano che non smette mai di sporcarsi le mani e che porta un sorriso indimenticabile. Di questo bellissimo luogo la calma e la tranquillità non ne sono le caratteristiche principali, ma si sa, i sogni fanno confusione e gli eterni sognatori ne fanno a loro volta.maiano

maiano

 

La storia delle terre di Don Peppe Diana, la storia di quelle persone che per amor del loro popolo non tacciono, dovrebbe continuare per almeno altre dieci pagine. Tonino, Franco e la loro Cleprin; Giuliano e Fuori di Zucca, Peppe e NCO, Renato e i casalesi (gli abitanti di Casal di Principe), Sergio e la sua arte del raccontare e i tanti altri e troppi per poterli citare.

Perché queste sono terre faticose che ti fanno sputare anima e sangue, ma sono terre di vita.

Queste sono terre dove tira sempre il vento che spinto dalla forza dei sogni fa sbocciare fiori dal cemento.maiano

di Edoardo Accorsi, all rights reserved

A Maiano tira sempre vento ultima modifica: 2017-06-25T11:40:33+00:00 da Redazione
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