Macchine mortali: un passo falso per Peter Jackson?

di Gianluca D’Alessandro

Macchine mortali: un passo falso per Peter Jackson?

di Gianluca D’Alessandro

Macchine mortali: un passo falso per Peter Jackson?

di Gianluca D’Alessandro
2 minuti di lettura

Peter Jackson noi credevamo in te. Come non fidarsi, d’altronde, dell’uomo che insieme alla sua troupe ha realizzato la trilogia del Signore degli anelli, un’opera considerata da molti cineasti come una vera e propria mission impossible per la vastità e complessità dei romanzi scritti da J. R. R. Tolkien. Come tutti, anche il signor Jackson può commettere un passo falso e forse Macchine Mortali lo è, non perché sia una pellicola malfatta ma perché arriva dopo tanti prodotti molto simili.

Ancor prima della fattura del film, esso è un progetto convenzionale che ha in sé moltissimi elementi che abbiamo già visto in passato, mostrati tuttavia con un comparto visivo davvero notevole e una sintesi narrativa dei personaggi molto efficace. La poca originalità del tutto, si sposa con il sottogenere Young Adult che continua a mostrare segni di cedimento, difatti concluse le saghe più importanti di questo filone la moda sembra stia per svanire, non è un caso che Darkest Minds (Jennifer Yuh Nelson) sia uno dei maggiori flop del 2018. Sappiamo tutti come sia difficile trasporre un romanzo al cinema, a causa dei tagli e delle esposizioni dei personaggi che non si ha il tempo di approfondire in un paio d’ore; tuttavia le sottotrame sono tutte chiare e ben raccontate, non appesantendo lo spettatore con troppi flashback superflui.

Prodotto e in parte sceneggiato da Peter Jackson (insieme a Philippa Boyens e Fran Walsh), il lungometraggio è il debutto di Christian Rivers, storico collaboratore che ha anche lavorato insieme al cineasta neozelandese, vincendo l’Oscar ai migliori effetti speciali per King Kong. Primo capitolo di un’ipotetica saga, Macchine Mortali narra di un mondo post apocalittico, dove le nazioni sono scomparse e tutto si divide in città trazioniste (enormi metropoli che camminano) e stazioniste (quest’ultime preferiscono non essere nomadi e rimanere stabili in un luogo). Un tentativo d’uccisione, scatenerà gli eventi che porteranno i due protagonisti a dover collaborare, pur appartenendo a due realtà completamente diverse. Messo da parte il bellissimo lavoro sugli effetti visivi e sul look dei personaggi non c’è tantissimo per cui esaltarsi, tuttavia il racconto scorre benissimo e l’intrattenimento dello spettatore è assicurato.

Ricco di molte suggestioni differenti, da Star Wars a Terminator, Macchine Mortali è un prodotto riuscito ma non sappiamo fino a che punto, non possiamo ancora essere certi che Jackson non abbia commesso un passo falso; certo, qualora il film dovesse avere un riscontro positivo al box office, potrebbe esserci un seguito, dando la possibilità al cineasta di Badtaste di sorprenderci ancora una volta. Tuttavia i primi risultati del botteghino non sono per nulla incoraggianti, difatti il lungometraggio sembra avviarsi ad essere un vero e proprio flop rispetto a quanto ci si attendeva.

Se è vero che il tempismo nel cinema può essere fondamentale per la riuscita di un progetto, Macchine Mortali sembra aver perso in partenza anche a causa di un finale che non sembra dar spazio ad un seguito, compromettendo il suo voler diventare saga.

di Gianluca D’Alessandro, all rights reserved

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