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Toronto. Sono le 7.30 di lunedì mattina.

All’ennesimo viaggio, tappa con sosta di un infinito percorso che ancora dove mi porterà non posso sapere, mi fermo un attimo a riflettere nel mezzo del via vai dell’affollata College Street. Proprio a quell’incrocio frenetico dove si fonde e scontra con la Yonge Street.

Che brutto posto per avere un’epifania, eppure, si sa, non siamo noi a scegliere dove essere colti da fantastiche storie.

Punto i piedi e alzo lo sguardo ai giganti di vetro e rifletto. Lì dove sequenze di strisce si intrecciano in una scacchiera perfetta formata da quattro rumorose file di macchine tenute a bada da scalpitanti semafori.

 

Sembra un copia-incolla di sequenze imperfette che si susseguono a 360°, confondendo perfino chi è abituato a solcare questi marciapiedi ogni giorno. Un formicaio di persone dotate di cuffie si aggira spettralmente tra queste strade, senza nemmeno scambiarsi uno sguardo.

Senza nemmeno regalarsi un sorriso. Una strana aria pesa sui cuori preoccupati.

 

A Nord, un asettico Starbucks’ dalle poltrone di pelle consunta produce una raffica non meglio identificata di cappuccini affetti da disgrafia. Troppo silenzio e un battere incessante di tasti inonda una sala di sconosciuti freelancers in cerca d’ispirazione.

 

A sud, un untissimo Tim Hortons, vero santuario del canadese medio che si rispetti, pompa per strada come fosse musica per i palati dei migliori junkfood-addicted una densa scia d’odore di fritto. Così fitta che attraversandola non si può per un attimo non esserne attratti, spezie sconosciute come sirene e caffè annacquato in giganti bicchieri di carta richiamano con fascino tutti i passanti a varcarne la soglia.

 

Un incessante ritmo di clacson e un clochard che batte sui piatti, animano il silenzio ovattato della città immersa nelle preoccupazioni di una settimana che sta per iniziare.

Piedini piccoli e veloci saltellano qua e la sotto il peso di cartelle troppo pesanti, tacchi di scarpe sicuramente troppo scomode ticchettano l’asfalto perfetto e regolare dei marciapiedi canadesi.

Ogni tanto quale coraggioso interrompe la sequenza regolare con ampie falcate da ritmo cardiaco almeno di 150 battiti. E poi ci sono io.

Immobile dentro il caos.

 

Questa città è un casino. Il lunedì mattina ancora di più.

Allora per un attimo sono a Berlino, Milano, Roma e Palermo. Sono in mezzo a quell’inquietudine condivisa che sorge con il sole ogni mattina in cui dobbiamo tornare a lavoro. In cui dobbiamo armarci di sana pazienza per affrontare la città. Eccola l’epifania.

Quella sensazione di calda condivisione di uno stato d’animo che non ha radici, di quella malinconia inspiegabile che proviamo un po’ tutti dinanzi all’inspiegabile fatto che è – di nuovo- lunedì.

 

E finalmente in mezzo a quegli odori, sapori, sguardi sconosciuti e lontani mi sento parte di qualcosa. Portatrice di quell’ansia familiare che ci attanaglia e logora lentamente.

E non importa dove sono ma sono parte di qualcosa.

E mi rendo conto che è questo sentirsi finalmente a casa, potersi voltare e capire che tutti gli altri intorno a te ti capiscono e ti accettano perché sanno esattamente cosa stai provando.

 

Mi fermo e penso che forse ci vorrebbero più lunedì mattina nelle nostre vite affinché ci potessimo rendere conto che a volte le persone intorno a noi stanno lottando la nostra stessa battaglia, piccola e grande che sia.  E sorrido e mi sciolgo in un profondo respiro, da ora in poi il lunedì mattina significherà anche empatia e non soltanto malinconia.

Corro veloce sospinta dal clacson isterico di una roboante Mustang in pole position, di certo il simpatico autista si sta preoccupando che io non arrivi in ritardo.

Toronto. Sono solo le 7.45 di lunedì mattina.

 

Promemoria per il martedì mattina: cominciare a sorridere agli sconosciuti, chissà che non avvenga il contrario.

 

in copertina, Toronto è piena di smile sui bordi delle strade, una tecnica di nudge per ricordare a chi guarda per terra/al telefono di prestare attenzione all’incrocio e agli altri magari.

di Diletta Di Marco, all rights reserved

 

 

Lunedì mattina a caso/a- Toronto ultima modifica: 2017-11-20T05:59:30+00:00 da Redazione
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